Referendum Giustizia, gli ultimi sondaggi: risultato legato all’affluenza

Gli ultimi sondaggi sul referendum Giustizia 2026 mostrano un vantaggio minimo del SÌ tra i votanti certi, ma tutto si giocherà sul filo di pochi voti

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Il referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo si avvicina e, nonostante il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i toni continuano ad essere accesi da parte di entrambi gli schieramenti.

Da destra la riforma viene presentata come l’ultima occasione per limitare lo strapotere delle correnti e per liberare i magistrati più bravi dal giogo di nepotismo, cooptazione e clientelismo; da sinistra si urla all’attentato alla Costituzione e all’assoggettamento del potere giudiziario all’esecutivo.

Referendum Giustizia 2026, la spiegazione in breve

Oggi il SÌ è leggermente favorito, ma la partita è aperta: i margini sono nell’ordine di pochi punti percentuali e il risultato è altamente sensibile ad affluenza, indecisi e mobilitazione finale.

Si ricorda che il referendum sulla Giustizia non avrà quorum: anche un solo voto in più, a prescindere dal numero di votanti, determinerà la vittoria del SÌ per la quale spingono il centro-destra e un terzo del Partito Democratico e una parte minoritaria dei magistrati; oppure determinerà la vittoria del NO per la quale spinge il resto dell’opposizione e la maggioranza delle toghe.

Il referendum sulla Giustizia riguarda:

  1. la riforma del Csm;
  2. l’equa valutazione dei magistrati;
  3. la separazione delle carriere dei magistrati;
  4. il limite alla custodia cautelare;
  5. l’abolizione del decreto Severino.

Rispetto alla formulazione iniziale, dopo il ricorso di 15 giuristi un nuovo quesito è stato approvato dalla Cassazione.

Referendum Giustizia 2026, i sondaggi

Di seguito gli ultimi sondaggi elettorali sul referendum Giustizia 2026.

BiDiMedia per First ha contattato 3.203 persone, riuscendo a raccogliere gli umori di 2.000 di loro in un sondaggio pubblicato il 20 febbraio.

La domanda: “Se domani si votasse per il Referendum sulla Giustizia, lei per chi voterebbe?”.

Le risposte con affluenza stimata al 42%:

Al netto dei non saprei:

Le risposte con affluenza stimata al 46%:

Al netto dei non saprei:

Le risposte con affluenza stimata al 50%:

Al netto dei non saprei:

Qui di seguito i risultati del sondaggio sulla Giustizia effettuato da Only Numbers per la trasmissione Rai Porta a Porta (diffusione 17 febbraio). La società di rilevazione ha raggiunto 2.523 persone, riuscendo a effettuare 1.000 interviste valide.

Domanda sull’affluenza: “Pensa di andare a votare il 22 e il 23 marzo per il referendum confermativo della legge sulla riforma della giustizia?”.

Le risposte:

A chi ha dichiarato che si sarebbe recato alle urne è stato poi domandato: “Come voterà il 22 e il 23 marzo nel referendum confermativo della legge sulla riforma della giustizia?”

Le risposte (i numeri fra le parentesi indicano le percentuali ricalcolate sui soli voti validi, cioè escludendo indecisi e schede bianche o nulle):

Altro quesito: “Il 22 e il 23 marzo si voterà per il referendum confermativo della legge sulla riforma della giustizia. La legge prevede l’istituzione di due diversi consigli superiori della magistratura, composti rispettivamente da pubblici ministeri e da magistrati giudicanti, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica. Lei è favorevole o contrario all’istituzione di due diversi consigli superiori della magistratura, composti rispettivamente da pubblici ministeri e da magistrati giudicanti?”.

Le risposte:

Altra domanda: “I due consigli superiori saranno composti per due terzi da magistrati sorteggiati all’interno della categoria e per un terzo da professori universitari o avvocati con almeno 15 anni di attività professionale, sorteggiati all’interno di un elenco approvato dal parlamento in seduta comune. Lei è favorevole o contrario all’introduzione di questa procedura?”.

Le risposte:

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