Come votare al referendum del 22 e 23 marzo, guida pratica e documenti necessari

Orari, documenti, seggio elettorale e regole da seguire affinché il voto sia valido. Tutto quello che c'è da sapere in vista della consultazione popolare sulla riforma della Giustizia

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Maurizio Perriello

Giornalista politico-economico

Giornalista e divulgatore esperto di geopolitica, guerra e tematiche ambientali. Collabora con testate nazionali e realtà accademiche.

Ormai lo sanno anche i sassi: il 22 e il 23 marzo i cittadini italiani sono chiamati alle urne per il referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia. Dovranno cioè decidere se confermare (Sì) o se respingere (No) la modifica proposta dal governo sull’organizzazione della magistratura.

Si tratta di una consultazione confermativa, dunque non è previsto un quorum, cioè una soglia minima di affluenza di votanti. In ogni caso è molto importante conoscere in anticipo quali documenti occorrono per accedere alle urne e le indicazioni principali per esprimere il proprio parere secondo le regole, in modo da non rischiare che il voto diventi nullo.

Quando si vota per il referendum sulla Giustizia

Come ormai arcinoto, il referendum costituzionale si svolge in due giornate. I seggi elettorali saranno aperti:

Una volta chiuse le urne lunedì pomeriggio inizierà lo scrutinio dei voti.

Dove si vota il referendum del 22 e 23 marzo

Ogni elettore deve votare nel seggio indicato sulla propria tessera elettorale, che di solito corrisponde a una scuola o a un edificio pubblico situato nel proprio Comune di residenza.

All’ingresso del seggio gli scrutatori verificano l’identità dell’elettore e la sua regolare iscrizione nelle liste elettorali. Subito dopo viene consegnata la scheda piegata sulla quale esprimere il voto e la matita.

Dopo aver ricevuto la scheda, l’elettore entra nella cabina elettorale per votare in modo segreto. Una volta compilata, la scheda va ripiegata e inserita nell’urna posta davanti ai componenti del seggio.

Cosa serve per votare al referendum, quali documenti portare

Le regole sono le stesse valide per le elezioni politiche e amministrative. Per votare al referendum sulla Giustizia gli elettori devono presentarsi al seggio con due documenti fondamentali:

La tessera elettorale viene rilasciata dal Comune di residenza e contiene l’indicazione del seggio presso cui recarsi. In caso di tessera smarrita, deteriorata o con tutti gli spazi esauriti, è possibile richiedere un duplicato o una nuova tessera all’ufficio elettorale del proprio Comune anche nei giorni immediatamente precedenti al voto.

Senza tessera elettorale non è possibile votare, anche se si possiede un documento di identità. Sul sito del ministero dell’Interno sono tuttavia citati casi eccezionali in cui il cittadino può essere ammesso a votare, oltre al possesso dei documenti già citati:

Con l’espressione “noto all’Ufficio” si intende un elettore che sia conosciuto personalmente da almeno uno dei membri dell’Ufficio stesso o che sia stato ammesso a votare in base a un regolare documento di identificazione personale, rilasciato da una pubblica Amministrazione.

ANSA
Il fac-simile della scheda elettorale del referendum del 22 e 23 marzo

Come si vota, la scheda e le opzioni disponibili

La scheda del referendum contiene un solo quesito (il cui fac-simile è visibile nell’immagine qui sopra), relativo alla riforma costituzionale della Giustizia. Gli elettori sono chiamati a barrare solo una delle due opzioni disponibili:

Per esprimere il voto basta (anzi, si deve) tracciare una croce sul “Sì” oppure sul “No”.

Attenzione ai segni sulla scheda, quando il voto diventa nullo

La scheda è considerata valida se il segno di voto è chiaro e non lascia dubbi sull’intenzione dell’elettore.

Se invece la scheda presenta segni su entrambe le opzioni o scritte in altre parti del foglio che rendono impossibile interpretare la preferenza, il voto viene annullato.

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