Nucleare sostenibile, legge delega alla Camera e ipotesi navi con mini-reattori

Alla Camera arriva il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile mentre il Governo ipotizza navi mercantili spinte da mini-reattori

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Il ritorno del nucleare in Italia passa dal Parlamento ma anche, forse, dal mare.

Mentre la Camera avvia l’esame del disegno di legge delega sull’energia nucleare sostenibile, il Governo Meloni guarda infatti a una possibile sperimentazione che coinvolgerebbe navi mercantili che potrebbero venire dotate di mini-reattori.

Cosa prevede la legge sul nuovo nucleare

L’ipotesi è stata illustrata dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha confermato l’esistenza di un confronto con Fincantieri.

Il provvedimento approdato alla Camera è il primo tassello del percorso immaginato dall’esecutivo per riportare il nucleare in Italia, così da abbattere il costo dell’energia riducendo la dipendenza dall’estero. La legge delega non autorizza la costruzione di nuove centrali, ma punta a definire il quadro normativo entro cui il Governo potrà successivamente adottare i decreti legislativi necessari.

Le norme dovranno disciplinare diversi aspetti:

Un altro obiettivo del Governo è valutare il contributo che il cosiddetto “nuovo nucleare” potrebbe offrire alla decarbonizzazione.

L’obiettivo sarebbe arrivare entro il 2050 a una capacità installata di circa 8 gigawatt, una quota che potrebbe coprire intorno all’11% del fabbisogno elettrico nazionale.

L’ipotesi delle navi mercantili con mini-reattori

La novità emersa nelle ultime ore riguarda il possibile utilizzo dei reattori nucleari nel settore marittimo.

Intervistato da Tgcom24, Pichetto Fratin ha dichiarato:

Diciamo che in questa prima fase, quando parliamo di piccoli reattori, quelli più piccoli sono quelli che andranno nelle navi mercantili. Pertanto, su questo c’è un ragionamento fatto con Fincantieri che è uno dei grandi del settore mercantile, del settore navale. Riguarda piccoli reatori, da 10-15 MW. Non è la scoperta dell’acqua calda, perché i sommergibili da ottant’anni, quelli russi piuttosto che americani hanno la propulsione nucleare.

Le navi mercantili non produrrebbero energia nucleare, ma utilizzerebbero un reattore nucleare per la propulsione. Si tratta, al momento, di una fase di studio e valutazione tecnica. Non esistono decisioni operative già adottate né progetti esecutivi già pronti o annunciati.

Cosa sono gli Smr

Quando il Governo parla di nuovo nucleare fa riferimento soprattutto agli Small Modular Reactors (Smr), ovvero piccoli reattori modulari progettati per avere dimensioni e potenza inferiori rispetto alle centrali nucleari tradizionali.

Generalmente questi impianti hanno una capacità compresa tra 50 e 300 megawatt elettrici e vengono concepiti per essere prodotti in modo standardizzato all’interno di stabilimenti industriali, per poi essere assemblati nel sito finale.

Oltre alla produzione di elettricità, gli Smr potrebbero essere utilizzati per fornire calore ai processi industriali, alimentare reti di teleriscaldamento e contribuire alla produzione di idrogeno a basse emissioni.

Secondo i sostenitori della tecnologia, la modularità consentirebbe di ridurre tempi di realizzazione e complessità costruttive rispetto agli impianti convenzionali.

Gli Amr e le tecnologie di quarta generazione

Accanto agli Smr, il Governo guarda anche agli Advanced Modular Reactors (Amr), reattori modulari avanzati associati alle tecnologie nucleari di quarta generazione. Questi sistemi prevedono soluzioni differenti rispetto ai reattori tradizionali, come il raffreddamento attraverso sali fusi, sodio liquido o piombo.

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