Elezioni su due giorni e compensi aumentati per gli scrutatori, come cambia il Referendum 2026

Via libera al decreto che estende il voto a domenica e lunedì nel 2026: referendum, suppletive e comuni coinvolti, con aumento onorari

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

La Camera dei Deputati ha dato il via libera a un decreto legge che modifica temporaneamente il voto durante le elezioni. Con 151 voti a favore e 106 contrari, l’Aula ha approvato un provvedimento che reintroduce una misura sperimentata durante la pandemia: il voto su due giornate, domenica e lunedì. Il testo passa ora all’esame del Senato per la definitiva conversione in legge.

Elezioni su più giorni

Il cuore della riforma è l’articolo 1, che stabilisce che le consultazioni elettorali e referendarie del 2026 si terranno su due giorni: la domenica dalle ore 7 alle 23 e il lunedì dalle ore 7 alle 15. Una svolta significativa rispetto alla regola ordinaria, che concentra le operazioni nella sola giornata domenicale.

Questa scelta non è del tutto nuova. Durante l’emergenza Covid-19, nel 2020 e 2021, il voto su due giorni fu adottato come misura straordinaria per “diluire” l’afflusso ai seggi e favorire il distanziamento sociale. Dopo un ritorno alla normalità nel 2022, il legislatore ha successivamente riproposto la formula in via transitoria per il 2023 e il 2024. Con questo decreto, l’elezione su due giorni viene estesa anche al 2026.

Aumentano le retribuzioni per gli scrutatori

Oltre all’ampliamento della finestra temporale per recarsi alle urne, ulteriore novità è l’aumento del 15% degli onorari forfettari spettanti ai componenti dei seggi elettorali (presidente, scrutatori, segretario). Questo incremento riconosce l’impegno aggiuntivo richiesto dal prolungamento dell’orario. Restano valide le maggiorazioni già previste nel caso in cui in uno stesso seggio si debbano svolgere contemporaneamente più consultazioni (es. referendum + suppletive).

Il costo stimato di questa misura, principalmente legato agli onorari, è quantificato in 6,1 milioni di euro per il 2026. La copertura finanziaria sarà trovata attingendo al fondo speciale di parte corrente del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Come cambiano le elezioni

Il decreto non si limita a estendere il voto, ma disciplina con precisione le procedure da seguire nelle ipotesi di voto simultaneo.

In caso di referendum abbinato a elezioni suppletive, si partirà dalle prime e, senza interruzione, si procederà con le seconde. Se si voterà contemporaneamente per suppletive e amministrative, avrà priorità lo spoglio delle schede per le suppletive. Per le elezioni comunali circoscrizionali, invece, lo spoglio sarà rimandato alle ore 9 del martedì successivo.

Un’aggiunta significativa giunta in Parlamento è l’articolo 1-bis, che introduce una deroga per i Comuni fino a 15.000 abitanti. Nel 2026, per i piccoli centri in cui sia stata presentata una sola lista, l’elezione del sindaco e del consiglio sarà valida se si raggiungeranno due soglie più basse del normale:

Una misura che cerca di facilitare la costituzione degli organi locali in realtà spesso caratterizzate da scarso dinamismo politico.

Tutte le elezioni nel 2026

Il 2026 si preannuncia come un anno particolarmente movimentato per la democrazia italiana. L’appuntamento di maggiore rilievo è fissato per il 22 e 23 marzo 2026. Questo referendum costituzionale, che chiederà agli italiani di esprimersi sulla divisione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, da solo giustificherebbe un’attenzione particolare all’organizzazione del voto.

Sono previste poi due elezioni per il rinnovo di seggi alla Camera dei Deputati, nei collegi uninominali di Rovigo e Selvazzano Dentro, resisi vacanti rispettivamente dopo le dimissioni dell’onorevole Stefani e del sindaco Bitonci. Infine, le elezioni amministrative; torneranno al voto circa 800 Comuni italiani per il rinnovo ordinario di sindaci e consigli comunali.

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