Ddl antisemitismo alla Camera: cosa prevede la definizione dell’Ihra e quali sono i rischi per la Scuola

Il Parlamento oggi si pronuncia sulla proposta di legge che vuole adottare i regolamenti delle associazioni ebraiche italiane e internazionali per stabilire cosa sia l'antisemitismo

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Oggi la Camera è chiamata a votare il disegno di legge n. 1627, meglio conosciuto come Ddl Antisemitismo. Allo stato attuale, nessuna delle disposizioni contenute nella proposta è ancora legge dello Stato: il testo si trova in fase di discussione e dovrà proseguire il suo iter prima dell’approvazione definitiva.

Il cuore dell’intervento normativo risiede nell’adozione integrale della definizione di antisemitismo elaborata dall’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance) che, per diventare operativa, dovrà essere accompagnata da una serie di misure che comprendono la formazione obbligatoria delle Forze dell’Ordine e degli Insegnanti per le scuole di ogni ordine e grado.

Cosa dice la definizione dell’Ihra

Il provvedimento propone l’accoglimento della definizione di antisemitismo dell’Ihra, intendendolo come:

una determinata percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti. Le manifestazioni verbali e fisiche dell’antisemitismo sono dirette verso le persone ebree o non ebree e/o i loro beni, verso le istituzioni delle comunità ebraiche e i loro luoghi di culto.

Il Ddl non recepisce semplicemente lo spirito dell’enunciato generale, ma anche gli esempi interpretativi forniti dall’organizzazione.

Sul fronte del pregiudizio classico, risulta antisemita formulare accuse di manipolazione e controllo dei media e delle sostanze economiche, come anche accusare gli ebrei come popolo di essere responsabili di torti commessi da singoli o da altri gruppi.

Poi c’è la parte che riguarda più direttamente lo Stato d’Israele. Da questo punto di vista, le linee guida dell’Ihra considerano antisemita negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione, affermazione in cui potrebbe rientrare l’accusa di razzismo verso il Paese in questione.

Infine, sarà considerato reato sanzionabile affermare di ritenere gli ebrei collettivamente responsabili delle azioni dello Stato di Israele, dovunque questi siano residenti.

Formazione per Forze dell’Ordine e Insegnanti

L’articolo 2 introduce percorsi formativi obbligatori e specifici volti a promuovere lo studio della cultura ebraica e a fornire strumenti per l’analisi dei casi di odio. L’elaborazione di una guida operativa sarà affidata congiuntamente ai Ministeri dell’Interno e della Giustizia.

Il Ddl prevede che i programmi siano destinati a diverse articolazioni dello Stato:

I dubbi sul materiale didattico

A sollevare interrogativi sull’impostazione dei moduli formativi è un’inchiesta pubblicata da Altreconomia, che ha analizzato i materiali audio e video già presenti sulla piattaforma didattica utilizzata per l’aggiornamento delle Forze dell’ordine.

I corsi sviluppati in collaborazione con l’Ucei (Unione delle comunità ebraiche italiane) tenderebbero ad assimilare a manifestazioni antisemite le iniziative di boicottaggio accademico e commerciale verso Israele, ed espressioni storico-politiche come la definizione di Gesù come “palestinese”, interpretata come un’attualizzazione della secolare accusa di deicidio nel contesto del conflitto contemporaneo.

Scuole e atenei sono obbligati a fare segnalazioni

Come nell’art. 2 del Ddl è prevista una Guida, così nell’art. 3 si prevede un Regolamento per stabilire i modi e i tempi in cui devono e possono avvenire le segnalazioni di qualsiasi atto a carattere razzista o antisemita compiuto negli ambienti scolastici e accademici.

Per il personale che violi tali doveri di vigilanza e segnalazione vengono introdotte sanzioni disciplinari dirette:

  1. nella scuola si applicheranno le sanzioni disciplinari già previste dal Testo Unico dell’Istruzione;
  2. nelle Università l’avvio del procedimento disciplinare e l’irrogazione delle sanzioni sono normate dalla legge 240/2010.

I due nodi critici

L’eventuale approvazione del Ddl Antisemitismo aprirà un dibattito di natura giuridica e costituzionale su due temi cardine.

Nel momento in cui la norma definisce come antisemita qualsiasi tipo di obiezione, anche a livello storico, sul modo in cui lo stato di Israele è nato, ci si chiede quali diventano i limiti costituzionali entro i quali si possa almeno dibattere dell’autodeterminazione del popolo palestinese.

Inoltre, l’introduzione di obblighi di segnalazione sanzionabili a carico dei docenti solleva dubbi di compatibilità con l’articolo 33 della Costituzione, secondo cui l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

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