Pensione di aprile a rischio, vanno restituiti 1.000 euro per un errore

Assegni gonfiati per sbaglio a marzo 2025: l'Inps avvia il piano di rientro. Nessun azzeramento del cedolino, arriva la rateizzazione

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

A marzo 2025 circa 15.000 pensionati hanno ricevuto un assegno pensionistico più alto del solito. La cifra era di circa 1.000 euro in più. Nessun tipo di aumento o nuovo bonus, ma un errore da parte dell’Inps. L’istituto ha spiegato di essersi accorto dell'”errore procedurale relativo ai redditi assimilati al lavoro dipendente” nell’ambito delle verifiche fiscali periodiche. Ora i 15.000 anziani interessati, che risultano in una fascia di reddito tra 20.000 e 40.000 euro, dovranno restituire la cifra.

L’Inps deve rientrare in possesso della somma attribuita per errore ai pensionati. Il timore era di un recupero nel mese di aprile, con il rischio di azzerare le pensioni di molti vista la cifra ingente. Da qui l’ente ha rassicurato su un recupero graduale della somma, in particolar modo per le pensioni più basse.

Pensioni azzerate: il rischio dopo l’errore dell’Inps

Il problema relativo ai 1.000 euro extra risale al mese di marzo 2025, quando il sistema ha attribuito automaticamente un’ulteriore detrazione fiscale prevista dalla legge 207 del 2024 a una platea di 15.000 pensionati, quando invece spettava soltanto ai lavoratori attivi.

Per queste 15.000 persone che hanno avuto un assegno gonfiato di quasi 1.000 euro, cifra che per parte di questi rappresenta oltre il 50% dell’assegno mensile medio, il rischio è di un recupero in un’unica soluzione. Migliaia di cittadini potrebbero restare, sulla carta, con una pensione pari a zero o di poche centinaia di euro nel mese di aprile.

Secondo le prime informazioni, il recupero avverrà proprio nel mese di aprile, ma l’Inps ha chiarito che se la pensione non fosse sufficiente per coprire l’intero debito in un’unica soluzione, il prelievo sarà graduale e proseguirà nei mesi successivi.

Si sta quindi studiando un piano di rateizzazione automatico per spalmare il debito e permettere così ai pensionati di non avere problemi con le loro normali spese mensili.

Il chiarimento dell’Ente

Molti giornali che hanno riportato la notizia hanno puntato sul recupero forzoso e sul rischio, appunto, di una pensione pari a zero per il mese di aprile. Proprio per abbassare i toni sulla vicenda, l’Inps ha rilasciato una risposta ufficiale specificando che la situazione è sotto controllo e che viene monitorata costantemente.

Soprattutto spiega che, secondo le stime dell’istituto, la maggior parte dei 15.000 pensionati coinvolti si sarebbe accorta dell’anomalia a marzo 2025 e quindi avrebbe accantonato la somma in eccesso senza spenderla. Per questo il ritiro forzoso della cifra non avrà effetti collaterali per molti di questi. Certo, resta il problema di chi ha avuto delle spese impreviste o di chi ha ignorato l’errore tecnico e ha già speso la cifra.

L’ente ha però ridimensionato la platea di chi è in reale difficoltà economica a circa un centinaio di casi. Per questi ultimi, le sedi territoriali sono state istruite per prestare massima assistenza e fornire una modalità di recupero graduale, evitando un cedolino di aprile pari a zero o quasi.

I pensionati interessati saranno raggiunti da una comunicazione dedicata nell’area MyInps. All’interno ci saranno tutte le istruzioni per un’eventuale assistenza tramite patronati o Contact Center.

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