L’Inps ha completato l’elaborazione dei provvedimenti di revoca a carico dei pensionati che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi entro i termini previsti. Scatta dunque il recupero degli indebiti su quattordicesima e importo aggiuntivo.
Le somme sono state erogate nel 2021 e ricostituite nel 2022. Verranno ora recuperate direttamente sul rateo in pensione a partire da agosto 2026. È tutto delineato nel messaggio Inps n. 2514/2026. Una comunicazione che non prevede il versamento diretto. Il recupero infatti avviene via trattenute rateizzate. Ecco chi è coinvolto e quanto perderà, ma anche come controllare la propria posizione.
Indice
Pensione: cosa prevede il recupero degli indebiti
L’Inps applica dei provvedimenti di revoca relativi alla quattordicesima e all’importo aggiuntivo di 154,94 euro. Si tratta di somme riconosciute in precedenza ai pensionati con redditi sotto determinate soglie.
Quando però il reddito di fatto supera i limiti previsti o non risulta dichiarato correttamente, queste somme diventano indebite e devono essere restituite. Nel caso specifico la verifica ha riguardato gli importi corrisposti nel 2021 e successivamente ricostituiti nel 2022.
Chi sono i pensionati coinvolti
Il recupero da parte dell’Inps riguarda chi non ha presentato la dichiarazione dei redditi entro la scadenza del 19 settembre 2025. In assenza dei dati reddituali necessari alla verifica, l’istituto ha proceduto alla revoca delle prestazioni collegate al reddito.
Di fatto i pensionati interessato hanno ricevuto una comunicazione formale via raccomandata. Una notifica del provvedimento che spiega nel dettaglio le motivazioni e soprattutto le modalità del recupero delle somme.
Quanto viene trattenuto dalla pensione
Per attenuare l’impatto e non impattare incredibilmente sull’assegno pensionistico, è prevista una restituzione scaglionata nel tempo. Ecco come:
- la quattordicesima indebita viene recuperata in 24 rate mensili;
- l’importo aggiuntivo di 154,94 euro viene recuperato in 12 rate mensili.
- Le trattenute partono da agosto 2026 e proseguono per il numero di mensilità indicato (di fatto fino a luglio 2028).
Come verificare la propria posizione
Chi ha ricevuto la raccomandata, o teme di rientrare tra i soggetti interessati, può controllare la propria situazione attraverso il sito dell’Inps. Basta accedere all’area riservata dedicata ai pagamenti.
In alternativa, poi, si può contattare un patronato o un intermediario fiscale di fiducia. Si potrà così far leggere loro il provvedimento, verificando l’effettivo indebito e, se necessario, valutare un’eventuale contestazione.