Industria, i settori dove i prezzi sono saliti di più: la classifica dei rincari

Prezzi alla produzione dell'industria in forte accelerazione ad agosto 2026: i dati Istat e la classifica dei settori con i rincari più alti

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

I prezzi alla produzione dell’industria tornano ad accelerare, mostrando una crescita particolarmente marcata sul mercato interno. Secondo i dati diffusi dall’Istat il 29 settembre, il trend in salita è stato sia mensile che annuale.

Tuttavia, non in tutti i comparti l’andamento al rialzo è stato uguale, poiché ci sono settori e comparti dove è stato decisamente maggiore.

Di quanto sono aumentati i prezzi in Italia, i dati Istat

Da quello che è emerso dal report pubblicato dall’Istituto di statistica:

Considerando che a luglio la crescita tendenziale è stata pari al 7,7%, i prezzi non solo stanno continuando ad aumentare, ma lo stanno facendo in maniera ancora più sostenuta. E tale dinamica è ancora più evidente se si considera solo il mercato interno, dove, nello stesso periodo i prezzi alla produzione sono aumentati:

A spingere verso l’alto il dato complessivo è soprattutto il comparto energetico. Se si escludono però energia elettrica e gas (che nel mercato interno sono aumentati del 26,3% ad agosto 2026, rispetto al +14,7% di luglio) l’aumento dei prezzi risulta decisamente più contenuto.

La classifica dei rincari maggiori

Guardando singolarmente i settori che registrano gli aumenti più elevati:

A seguire, in classifica si posizionano:

Il confronto con l’estero

Se si osserva l’accelerazione dell’indice generale dei prezzi in Italia, questa non riguarda in modo uniforme tutte le attività industriali. Nel dettaglio:

Non a caso, il fattore più rilevante per comprendere l’accelerazione dei prezzi industriali in Italia rimane comunque l’energia. È soprattutto questo incremento infatti a spiegare la distanza tra il dato generale del mercato interno, pari al +13,5%, e quello depurato dalla componente energetica, fermo al +3,3%.

Sul mercato estero, invece, la crescita appare più contenuta:

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