Quando finisce il caldo, la soluzione di Luca Mercalli è comprare casa in montagna: i prezzi

Con il caldo estremo cresce l’interesse per le case in montagna. Da Cortina a Bormio, quanto costa comprare e perché i prezzi possono salire ancora

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Secondo il climatologo Luca Mercalli, non serve più sperare nel giorno in cui finisce il caldo. Ogni estate le ondate di calore aumenteranno per questo bisogna capire come adattarsi a stagioni sempre più lunghe e intense. In un’intervista ha spiegato che tutto questo rientra nel quadro del riscaldamento globale. Tra le risposte possibili c’è anche una scelta abitativa: vivere o acquistare una casa in montagna. L’esperto di meteo lo ha fatto da anni e ha raccontato che anche ad alta quota il caldo si sente, ma le condizioni restano più sopportabili rispetto alle città.

Perché la montagna diventa una risposta al caldo estremo

Luca Mercalli vive da circa dieci anni in montagna. La scelta, ha raccontato, nasce anche dalla lettura dei dati climatici e dalla necessità di pianificare il proprio futuro in modo coerente con l’evoluzione del clima. Il climatologo ha ricordato che in Italia il 35% del territorio è montano e che molte persone stanno valutando un percorso simile.

La montagna non elimina il problema del riscaldamento globale, ma può offrire condizioni più favorevoli durante le ondate di calore. Le temperature notturne più basse, la maggiore ventilazione e la minore densità urbana rendono alcuni territori più vivibili rispetto alle grandi città. Dal punto di vista immobiliare, questa tendenza contribuisce ad aumentare l’interesse per le seconde case e per gli appartamenti in località alpine.

Quanto costa comprare casa in montagna

Comprare casa in montagna può richiedere cifre molto diverse a seconda della località. Le mete alpine più note restano le più costose, anche perché hanno una domanda turistica durante tutto l’anno. D’inverno attirano per lo sci, d’estate per il clima più fresco e le attività all’aperto. Tra le località italiane di fascia alta, Cortina d’Ampezzo è la più cara: il prezzo medio di una casa arriva a circa 1,6 milioni di euro.

Segue Ortisei, con una media di 1,27 milioni di euro. Courmayeur resta sopra il milione, con un prezzo medio intorno a 1,02 milioni di euro. Più basse, ma comunque elevate, le quotazioni di altre località note: Madonna di Campiglio si attesta intorno a 693mila euro, Breuil-Cervinia a circa 526mila euro, mentre Bormio chiude il gruppo con una media di circa 480mila euro.

Le località alpine più care

Il confronto europeo mostra che le località italiane più prestigiose sono costose, ma restano sotto alcune mete svizzere e francesi. Secondo l’UBS Alpine Property Focus 2026, Gstaad è il mercato più caro dell’area alpina per gli appartamenti per vacanze di fascia alta. Qui i prezzi arrivano in media a circa 25mila franchi al metro quadrato.

In Svizzera seguono Engadina/St. Moritz, Verbier, Andermatt e Zermatt. In Francia spicca Courchevel, con prezzi intorno a 18.500 franchi, pari a circa 20mila euro al metro quadrato. In Austria la destinazione più costosa è Kitzbühel, mentre in Italia il primato resta a Cortina d’Ampezzo, con circa 12mila franchi, pari a circa 13mila euro al metro quadrato.

Perché i prezzi possono salire ancora

La domanda di case in montagna è sostenuta da più fattori. Il primo è il turismo alpino, che non si limita più alla stagione invernale. Le località di montagna sono sempre più frequentate anche in estate, soprattutto durante le ondate di calore. Il secondo fattore riguarda il lavoro da remoto. Una parte dei professionisti può lavorare lontano dalle grandi città e cerca abitazioni in luoghi con una qualità della vita più alta. Il terzo elemento è demografico. Le case in montagna interessano anche a una clientela più adulta, che valuta la possibilità di usare l’immobile come seconda casa o come futura residenza principale.

Poi c’è l’aspetto sottolineato da Luca Mercalli, un caldo sempre più estremo che potrebbe spingere più persone a comprare casa in montagna. Secondo UBS, gli appartamenti per vacanze nelle Alpi hanno registrato nel 2025 un aumento dei prezzi di quasi il 4%. Gli incrementi più marcati si sono osservati nelle località di punta in Svizzera e in Italia, con rialzi vicini al 6%.

Comprare casa in montagna conviene contro il caldo?

La casa in montagna può essere una risposta individuale al caldo estremo, ma non è una soluzione accessibile a tutti. Le località più note richiedono investimenti molto elevati. Chi cerca prezzi più contenuti deve guardare a comuni meno turistici, aree interne o località con minore pressione della domanda.

Dal punto di vista climatico, la montagna offre condizioni più sopportabili, soprattutto di notte. Dal punto di vista economico, però, l’acquisto va valutato considerando prezzo dell’immobile, spese di gestione, manutenzione, imposte, distanza dai servizi e possibilità di affitto nei periodi non utilizzati. La scelta di comprare casa in montagna riguarda un adattamento di lungo periodo a estati che, secondo Luca Mercalli, saranno sempre più segnate dal riscaldamento globale.

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