Tassi di interesse d’aprile, cosa accade: previsioni sui mutui e la mossa della Bce

La Banca Centrale Europea valuta lo stop ai rialzi nel prossimo consiglio. L'impatto atteso sulle rate a tasso fisso e variabile

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

La Banca centrale europea potrebbe tenere i tassi di interesse invariati anche nella riunione di aprile. Le parole di Christine Lagarde dello scorso 20 aprile rafforzano l’ipotesi, che sta circolando tra gli addetti al settore e nei mercati, rispetto a un rinvio di un rialzo. La presidente della Bce ha infatti invitato i governi europei a non varare stimoli fiscali eccessivi per allentare il caro energia, perché misure in questo senso innescherebbero un’impennata dell’inflazione come successo nel 2022.

Fino a quando non si tocca lo stesso nervo scoperto, Francoforte potrebbe non essere obbligata a rialzare i tassi. Mutuionline.it, analizzando le dichiarazioni di Lagarde, ha descritto un approccio prudente nonostante la guerra tra Stati Uniti e Iran e l’impennata dei prezzi di gas e petrolio. Da qui l’ipotesi che la riunione del 30 aprile si chiuderà con la decisione di mantenere invariati i tassi di interesse, ma senza ulteriori sicurezze su cosa potrebbe accadere nelle future riunioni per la politica monetaria a partire da quella di giugno.

Bce prudente sui tassi di interesse

La terza riunione di politica monetaria del 2026, prevista per il 30 aprile, potrebbe confermare i tassi di interesse. Un valore invariato, anche a fronte di quelle che potrebbero essere le conseguenze. Un approccio prudente, scrive Mutuionline.it, nonostante la guerra tra Stati Uniti e Iran e la conseguente impennata dei prezzi di gas e petrolio.

Lo confermerebbero le parole di Christine Lagarde, che lo scorso lunedì ha invitato i governi europei a non varare misure fiscali eccessive per allentare il caro energia. La prospettiva, negativa, è di causare un’impennata dell’inflazione come nel 2022 per far fronte agli effetti della guerra in Ucraina.

A quel punto, con l’inflazione in aumento, Francoforte dovrebbe prendere quella decisione che per ora cerca di rimandare: rialzare i tassi. Resta aperta l’ipotesi di eventuali futuri rialzi nelle prossime riunioni di politica monetaria, per esempio a partire da quella di giugno.

Aumento mutui a tasso variabile

Gli indici Euribor potrebbero mantenersi sui livelli attuali nelle prossime settimane nel caso in cui la decisione della Bce dovesse essere quella di non toccare i tassi di interesse.

Il valore resterebbe quindi intorno al 2,20% per la scadenza a tre mesi e al 2% per la scadenza a un mese. In caso di rialzo, gli effetti su questi sarebbero invece immediati. Come scrive Mutuionline.it:

Nel caso di un rialzo da 25 punti base nella riunione di aprile o in quella di giugno, gli effetti sull’indice sarebbero immediati, con il rialzo che si tradurrebbe di conseguenza anche sul Tan medio dei mutui a tasso variabile.

La previsione è di un rialzo da parte della Banca centrale europea entro fine anno, con proiezioni che indicano la risalita dell’Euribor al 2,50% per la scadenza a tre mesi e al 2,40% per quella a un mese.

Per quanto riguarda gli indici di riferimento per i mutui a tasso fisso, invece, si confermano stabili al 3,30% per la scadenza a 20 anni e al 3,20% per quella a 30 anni.

Mutui a tasso fisso e variabile: gli esempi

L’osservatorio di Mutuionline.it, aggiornato il 20 aprile, ha confermato la media del variabile che si attesta al 2,61%, mentre il Tan medio del fisso è al 3,36%.

Con un potenziale aumento di 25 punti base, per un mutuo a tasso variabile:

su un mutuo ventennale da 180.000 euro la rata mensile media è pari a 964 euro; con un rialzo di un quarto di punto il Tan medio salirebbe al 2,86% e la rata raggiungerebbe i 986 euro.

Si tratta di un aumento di 22 euro in più al mese rispetto a oggi, per un totale di oltre 5.300 euro sull’intera durata del finanziamento.

Per quanto riguarda lo stesso esempio, ma con mutuo a tasso fisso:

Su un mutuo ventennale da 180.000 euro la rata media mensile è pari a 1.031 euro, ovvero 67 euro al mese in più e 16.200 euro sui 20 anni di finanziamento in più rispetto al variabile.

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