Tasso fisso del mutuo vince sul variabile, crollano le surroghe: cosa cambia

Nell'ultima parte del 2025 i mutui erogati ai giovani sono cresciuti del 4%, le surroghe sono crollate e il tasso fisso continua a farla da padrone, nonostante la convenienza immediata del variabile

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Negli ultimi mesi del 2025 il mercato dei mutui ha subito un netto cambiamento rispetto agli ultimi anni. È finita la spinta delle surroghe, data dai tassi di interesse molto alti tra il 2022 e il 2024 e dal repentino abbassamento recente del costo del denaro. Le banche sono tornate a concedere mutui soprattutto per l’acquisto della prima e della seconda casa.

Crescono i giovani under 36 che si intestano un mutuo, e il tasso fisso continua a dominare quasi completamente il mercato, con una quota del 91% del totale, nonostante al momento gli interessi sui mutui a tasso variabile siano molto più convenienti.

Il crollo delle surroghe nel 2025

Bussola Mutui di MutuiSupermarket ha riassunto i principali dati sui mutui per il quarto trimestre del 2025. Nella parte finale dello scorso anno la tendenza più chiara è stata quella della fine della spinta delle surroghe. Il numero di rinegoziazioni dei mutui è calato al 22% del totale, dopo che per tutto il 2024 e per buona parte del 2025 avevano dato slancio al mercato.

La ragione di questo cambiamento sta nei tassi di interesse. È da giugno 2025 che la Bce non decide di diminuire i tassi di interesse, che sono fermi da allora al 2%. Questo ha quindi portato a una stabilizzazione anche dell’Euribor e, di conseguenza, dei mutui.

Le rinegoziazioni oggi hanno sempre meno senso, perché sono sempre meno i mutui attivi che hanno tassi stabiliti nel 2023 o nel 2024, quando il costo del denaro aveva raggiunto il 4,5%. Le banche sono quindi tornate a concedere mutui principalmente per lo scopo per cui sono stati pensati, l’acquisto di una prima o di una seconda casa, che occupa il 72% del totale delle richieste.

Crescono i giovani con un mutuo

A muovere il mercato sono soprattutto i giovani, nella parte finale del 2025. Nel quarto trimestre il numero di under 36 che hanno chiesto un prestito per comprare casa è cresciuto del 4%, arrivando al 30% del totale. Un cambio generazionale favorito anche dalle normative, che garantiscono maggiori tutele a chi apre un mutuo prima dei 36 anni.

L’importo medio del mutuo è cresciuto anch’esso, del 3,4%, nel corso del 2025, con un picco proprio negli ultimi mesi dell’anno. Cresce anche la durata: ormai il 68% dei mutui erogati supera i 20 anni, con sempre più prestiti per l’acquisto di una casa che vanno verso una media di 26 anni di durata.

Il tasso fisso continua a dominare

La tipologia di mutui concessi è sempre la stessa: il tasso fisso. Il 91% dei prestiti per l’acquisto di una casa segue questa formula, anche se alla fine dell’anno scorso il variabile era molto più conveniente. Un mutuo con tassi legati all’Euribor ha un vantaggio sugli interessi dell’1,3%, ma sulle famiglie pesa il ricordo degli scorsi anni, con i tassi che si impennano improvvisamente.

Le banche inoltre stanno continuando a offrire prodotti relativamente convenienti. La paura, fomentata anche dal recente calo dell’inflazione nell’Eurozona, è quella che presto la Bce possa abbassare nuovamente i tassi, per spingere la domanda interna. Gli istituti di credito stanno quindi cercando di piazzare più prodotti possibili fintanto che i tassi rimangono a un livello relativamente alto, come l’attuale 2%.

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