Si registrano segnali di aumento dei tassi sui finanziamenti per l’acquisto della casa e sul credito al consumo. È quanto emerge dalle statistiche pubblicate dalla Banca d’Italia relative al mese di gennaio. I dati mostrano un incremento complessivo dei prestiti al settore privato, mentre alcune tipologie di finanziamento registrano variazioni nei costi applicati dalle banche.
Infatti, nel mese di gennaio i prestiti al settore privato sono cresciuti del 2,2% su base annua. Il dato mostra un leggero aumento rispetto al mese precedente, quando la crescita era stata del 2,0%. L’incremento riguarda sia le famiglie sia le imprese, anche se con intensità diverse.
I prestiti concessi alle famiglie registrano una crescita del 2,5%, un valore stabile rispetto al mese precedente. Questo dato include diverse forme di finanziamento, tra cui mutui per l’acquisto di abitazioni e prestiti personali.
I prestiti alle società non finanziarie, cioè alle imprese che operano nei diversi settori produttivi, mostrano invece una crescita dell’1,7% su base annua. Nel mese precedente l’aumento era stato dell’1,8%, segnalando una dinamica sostanzialmente stabile.
Indice
Il Taeg sui mutui per la casa
Uno degli indicatori più osservati riguarda il costo dei mutui per l’acquisto delle abitazioni. Secondo i dati della Banca d’Italia, a gennaio il Tasso Annuale Effettivo Globale (Taeg) sui nuovi prestiti alle famiglie per comprare casa si è attestato al 3,87%. Nel mese di dicembre il valore era stato pari al 3,81%.
L’aumento segnala quindi un leggero incremento del costo complessivo dei finanziamenti immobiliari.
La Banca d’Italia evidenzia inoltre che la quota dei mutui con periodo iniziale di determinazione del tasso fino a un anno è salita al 20,4%, rispetto al 18,5% registrato nel mese precedente. Questo dato riguarda i finanziamenti con tasso variabile o con un periodo iniziale di revisione relativamente breve.
Credito al consumo oltre il 10%
Un altro dato significativo riguarda il credito al consumo, cioè i prestiti destinati all’acquisto di beni e servizi da parte delle famiglie. Il Taeg sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato al 10,19%.
Nel mese precedente il valore era stato del 9,97%, evidenziando quindi un aumento dei costi medi applicati ai nuovi finanziamenti. Questa categoria include prestiti personali, finanziamenti finalizzati e altre forme di credito utilizzate per sostenere le spese delle famiglie.
Le reazioni dei consumatori
L’aumento del Taeg sui mutui ha suscitato alcune preoccupazioni tra le associazioni dei consumatori. L’Unione Nazionale Consumatori ha commentato i dati parlando di una pessima notizia per le famiglie che intendono acquistare casa.
Il presidente Massimiliano Dona ha osservato che si tratta
del Taeg più alto dall’agosto del 2024, ossia da un anno e mezzo.
Secondo l’associazione, l’andamento dei tassi potrebbe essere influenzato anche dal contesto internazionale e dal possibile aumento dei tassi della Bce.
Dona ha inoltre sottolineato che eventuali pressioni inflazionistiche legate ai prezzi dell’energia potrebbero avere effetti indiretti sui costi dei finanziamenti. Nel commentare la situazione, il presidente dell’associazione ha evidenziato che
siccome si tratta di un’inflazione importata, che deriva da speculazioni e da futuri problemi dal lato dell’offerta, è chiaro che la via maestra non è la politica monetaria ma la politica fiscale.
Nel dibattito sul tema dei prezzi energetici, l’associazione ha richiamato anche la possibilità di interventi fiscali sul prezzo dei carburanti per limitare le spinte inflattive.