Case occupate? La Lega torna a spingere sugli sfratti lampo per tutti: il segretario Matteo Salvini chiede l’estensione dello sgombero immediato a tutte le case occupate abusivamente, non più soltanto alla prima abitazione, come già previsto dalla normativa varata lo scorso giugno.
Nelle intenzioni del Carroccio, che chiede una maggiore incisività del Decreto Sicurezza, c’è la risposta a quei proprietari che rinunciano ad affittare per timore di occupazioni o morosità.
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Case occupate, la Lega vuole una legge più dura
La norma dovrebbe essere inserita nel decreto atteso in Consiglio dei ministri nelle prossime settimane, su cui il Viminale di Matteo Piantedosi lavora da tempo.
L’annuncio è arrivato dal palco della conferenza di Confedilizia a Napoli. Lì Salvini ha ribadito la sua linea:
Nel Decreto Sicurezza che dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri la prossima settimana sto insistendo per inserire l’immediato sgombero non solo della prima casa occupata abusivamente, ma anche di tutte le altre…
Così hanno confermato in coro i capigruppo di Camera e Senato Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, seguiti poi da altri leghisti:
La casa non si tocca e, se occupi abusivamente, lo Stato ti sgombera, stop. Non esistono scuse da salotti di sinistra.
Concorda il senatore e responsabile casa di Forza Italia, Roberto Rosso, che ha già presentato una sua proposta di legge sul tema:
Se vogliamo velocizzarne l’iter, inserendola in un decreto, non possiamo che essere favorevoli.
La stretta sugli sfratti: dieci giorni
Accanto al capitolo sulle occupazioni abusive, il Governo valuta un’ulteriore misura: la riforma delle procedure di sfratto. Ad annunciarlo è stato il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, sempre davanti alla platea di Confedilizia, parlando di un disegno di legge “in fase di verifica tecnica”.
Il testo, già assegnato alla commissione Giustizia della Camera e promosso dalla deputata di Fratelli d’Italia Alice Buonguerrieri, prevede tempi drasticamente ridotti. Lo sfratto scatterebbe in dieci giorni, eliminando la notifica del preavviso di rilascio. L’inquilino moroso verrebbe informato solo con l’atto di precetto; decorso il termine, l’esecuzione potrebbe partire immediatamente e dovrebbe concludersi entro trenta giorni.
I rinvii sarebbero ammessi una sola volta, per un massimo di 60 giorni, esclusivamente in presenza di situazioni particolarmente delicate, come anziani ultrasettantenni, disabili o persone affette da gravi patologie.
Cosa ne pensa Confedilizia
Per Confedilizia si tratta di un passaggio cruciale. Il presidente Giorgio Spaziani Testa parla di
due temi importantissimi che consentirebbero, se uniti al piano casa, un’operazione a tutto tondo e a largo raggio per migliorare l’accesso all’abitazione. Se si dà più fiducia al proprietario, si danno risposte anche agli inquilini.
La posizione del Sunia
Di segno opposto la posizione del Sunia, il sindacato degli inquilini. Il segretario generale Stefano Chiappelli contesta l’impostazione della riforma e richiama l’assenza di politiche sociali adeguate:
La morosità è nella stragrande maggioranza dei casi incolpevole, eppure da quattro anni non viene rifinanziato il fondo di sostegno all’affitto. Sarebbero necessari 900 milioni.
I numeri del disagio abitativo restano elevati: un milione e mezzo di famiglie in difficoltà, il 78% delle quali vive in affitto.
Lo stesso ministro Foti ha riconosciuto che per le fasce più deboli l’accesso alla casa è diventato “un miraggio“. Il governo, assicura il ministro, ha
mobilitato circa 4 miliardi di risorse complessive, che saranno indirizzate all’edilizia residenziale pubblica, sociale e convenzionata.