Una combinazione di maltempo e criticità nella gestione del traffico aereo ha coinvolto migliaia di passeggeri e diverse rotte nazionali in un un’unica giornata. Nel dettaglio, le criticità si sono tradotte in 324 cancellazioni e 516 ritardi, con effetti a catena su spostamenti già programmati e appuntamenti che non potevano essere rinviati.
Indice
Il giorno peggiore per volare in Italia
Secondo un’analisi di AirAdvisor, basata sul dataset Airdata, il 10 settembre 2026 è stata la giornata più critica dell’anno per chi ha viaggiato in aereo in Italia. Su 5.573 registrazioni di volo monitorate in quella data, infatti, 840 sono state interessate da disservizi. La cifra corrisponde al 15,1% del totale, circa un volo su sette.
Tra i problemi rivelati ci sono principalmente cancellazioni e ritardi che hanno coinvolto centinaia di persone. A livello nazionale ci sono state:
- 324 cancellazioni;
- 516 ritardi.
Cosa è successo al trasporto aereo
Tra i fattori che hanno contribuito ai disagi del 10 settembre c’è il maltempo. Sul Lazio, per esempio, era stata diramata un’allerta gialla per temporali e vento forte, che hanno reso più complesse le operazioni aeroportuali e influito sulla regolarità dei collegamenti.
Ovviamente, non tutti gli eventi meteorologici producono automaticamente cancellazioni. Le conseguenze più o meno negative dipendono dall’intensità e dalla durata delle condizioni avverse, dalla situazione dei singoli aeroporti e dalla capacità del sistema di assorbire eventuali rallentamenti. Nel caso del 10 settembre, secondo l’analisi di AirAdvisor, al maltempo si sono infatti sommate difficoltà operative. E proprio l’interazione tra questi elementi ha reso più complicata la gestione del traffico aereo.
L’aeroporto più colpito dai disagi
Analizzando la distribuzione geografica dei disagi, la maggior parte di questi si è concentrata nell’aeroporto di Roma Fiumicino, che da solo ha rappresentato oltre la metà delle criticità registrate a livello nazionale. Lo scalo romano ha totalizzato 478 registrazioni interessate da disservizi, pari a circa il 57% del totale italiano, seguito da Milano Malpensa, con 86 registrazioni, e Firenze, con 45.
I disagi a Fiumicino si sono poi estesi ai diversi collegamenti domestici, tra cui le rotte verso:
- Lamezia Terme;
- Napoli;
- Palermo.
Tutte mete verso le quali le alternative di viaggio possono richiedere tempi di percorrenza molto più lunghi e non sempre sono praticabili nell’immediato, soprattutto quando il viaggio è legato a impegni lavorativi o a necessità urgenti.
Cosa fare se il volo viene cancellato o subisce un ritardo
Quando una partenza viene cancellata o un ritardo compromette il viaggio, il regolamento (CE) n. 261/2004, che disciplina i diritti dei viaggiatori in caso di negato imbarco, cancellazione e ritardo prolungato dei voli, prevede che:
- in caso di cancellazione, il passeggero ha generalmente diritto a scegliere tra il rimborso del biglietto e la riprotezione, cioè il trasferimento su un volo alternativo verso la destinazione finale, secondo le condizioni previste dalla normativa.La compagnia deve inoltre fornire l’assistenza dovuta durante l’attesa. In base alla durata del ritardo e alla distanza del volo, questa può comprendere pasti e bevande in misura ragionevole, la possibilità di effettuare comunicazioni e, quando necessario, il pernottamento in albergo con il relativo trasporto tra aeroporto e struttura ricettiva;
- in caso di ritardo, il passeggero ha diritto all’assistenza qualora l’attesa superi due ore per i voli inferiori o pari a 1.500 km, tre ore per le tratte intracomunitarie superiori a 1.500 km e per tutti gli altri voli compresi tra 1.500 e 3.500 km, oppure quattro ore per le tratte superiori a 3.500 km. Qualora il ritardo raggiunga o superi le cinque ore, la persona può rinunciare al volo e richiedere il rimborso integrale del biglietto entro sette giorni, oltre a un eventuale volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale.
L’indennizzo economico, invece, spetta:
- quando il passeggero subisce un arrivo a destinazione con un ritardo pari o superiore a tre ore rispetto all’orario previsto;
- oppure in caso di cancellazione del volo comunicata con meno di quattordici giorni di preavviso, a meno che la compagnia aerea non dimostri che l’evento sia dovuto a circostanze eccezionali non evitabili (come condizioni meteorologiche incompatibili con la sicurezza del volo, instabilità politica o scioperi che interessano l’operatività del vettore).
La compensazione pecuniaria varia in base alla distanza della tratta ed è pari a:
- 250 euro per tutte le tratte aeree inferiori o pari a 1.500 km;
- 400 euro per tutti i voli intracomunitarie superiori a 1.500 km e per tutti gli altri voli compresi tra 1.500 e 3.500 km;
- 600 euro per tutte le tratte aeree che non rientrano nei casi precedenti e superiori a 3.500 km.
Tuttavia, se la compagnia dimostra che la cancellazione o il ritardo rilevante sono riconducibili a circostanze eccezionali che non si sarebbero potute evitare anche adottando tutte le misure ragionevoli, l’indennizzo può non essere dovuto. Le condizioni meteorologiche incompatibili con l’effettuazione del volo possono rientrare in questa categoria, ma non basta una generica comunicazione relativa al maltempo per escludere automaticamente qualsiasi responsabilità della compagnia aerea. Occorre verificare le ragioni del disservizio e le condizioni applicabili al singolo caso.