Traghetti, aumenti e cancellazioni: le tratte a rischio per la crisi dei carburanti

Alcune delle principali associazioni di settore dei trasporti marittimi per passeggeri hanno avvisato che i costi dei viaggi in traghetto potrebbero aumentare presto a causa della crisi dei carburanti

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Dopo i timori legati alle compagnie aeree, ora anche gli armatori stanno lamentando una carenza di carburante per i traghetti e possibili aumenti dei prezzi in estate. Sono Assoarmatori e Confitarma ad appellarsi al Governo con un comunicato congiunto che chiede all’Esecutivo un intervento diretto per impedire che i rincari ricadano sui consumatori al momento delle prenotazioni per l’alta stagione.

Le associazioni lamentano soprattutto una mancanza di interventi per il settore marittimo, in confronto a quelli riservati al trasporto su gomma, per cui il Governo ha previsto un oneroso taglio delle accise.

Traghetti a rischio per la crisi in Medio Oriente

Dopo il collasso dei colloqui di pace tra Iran e Usa, sono riemerse le paure per la crisi energetica dovuta al blocco dello stretto di Hormuz, ora imposto anche dagli Stati Uniti. Oltre alle compagnie aeree, ora anche gli armatori dei traghetti sono spaventati dalle prospettive dei rincari. Assoarmatori e Confitarma hanno lanciato un comunicato congiunto:

In un contesto geopolitico sempre più instabile, segnato dalle tensioni internazionali e dalle ripercussioni dirette sui mercati energetici e sulle catene logistiche globali, si acuisce sempre di più la pressione sull’intero sistema produttivo, terrestre e marittimo.

Le rotte più colpite potrebbero essere quelle turistiche, con pericoli per l’estate se il conflitto dovesse continuare per mesi. Sicilia e Sardegna, le mete con maggiore domanda, potrebbero avvertire maggiormente gli aumenti, ma il problema non si limita solo al settore turistico.

Le proteste delle associazioni di settore

Le associazioni di settore hanno infatti sottolineato che è a rischio anche la continuità territoriale, vale a dire i collegamenti quotidiani che permettono ai residenti di raggiungere le isole in cui abitano dal resto del territorio italiano. Stefano Messina, presidente di Assarmatori e Mario Zanetti, presidente di Confitarma hanno spiegato:

Il trasporto marittimo svolge un ruolo imprescindibile nella continuità territoriale e più in generale nell’economia italiana, segmento industriale che è stato escluso dalle prime misure emergenziali varate per far fronte al rincaro dei carburanti.

Le associazioni lamentano inoltre di non aver ricevuto gli aiuti che invece sono spettati al trasporto su gomma, e chiedono un intervento del Governo.

La soluzione proposta al Governo

Confitarma e Assarmatori hanno sottolineato che:

In assenza di interventi correttivi, il rischio è quello di una compromissione dei servizi, fino a una possibile riduzione dell’offerta o, nei casi più critici, al venire meno dei collegamenti marittimi essenziali per la continuità territoriale.

Le due associazioni hanno chiesto che il Governo intervenga per ridurre i prezzi dei carburanti utilizzati dai traghetti, il gasolio marittimo e l’olio combustibile pesante, ai livelli precedenti alla guerra. Nel comunicato viene anche avanzata una proposta:

Un contributo straordinario per le compagnie, sotto forma di credito di imposta, commisurato alla maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio, rispetto al prezzo medio del mese di febbraio, per l’acquisto di carburante.

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