Case vuote in estate, 4 italiani su 10 rientrano per tentato furto: regioni più a rischio

Per l'indagine Sector Alarm-AstraRicerche il 43,1% ha già interrotto le ferie per un problema in casa: Campania e Puglia tra le più colpite

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Secondo un’indagine realizzata da Sector Alarm in collaborazione con AstraRicerche, quasi due italiani su tre, pari al 62,7%, lasciano la propria abitazione vuota per più giorni almeno una volta all’anno. Un dato che cresce ulteriormente nei mesi estivi, quando le ferie concentrate tra giugno e settembre portano milioni di famiglie a trascorrere lunghi periodi lontano da casa.

L’aspetto più sorprendente emerge però quando si osservano le conseguenze delle preoccupazioni legate alla sicurezza. Secondo la ricerca, il 43,1% degli italiani che si assentano da casa è stato costretto almeno una volta a interrompere anticipatamente la vacanza dopo aver avuto la certezza che fosse accaduto un evento negativo nella propria abitazione.

Le regioni dove si registrano più rientri anticipati

In alcune aree del Paese il fenomeno dei rientri anticipati risulta maggiormente diffuso:

Dietro questi rientri anticipati ci sono soprattutto:

In alcuni casi le vacanze vengono interrotte anche per allagamenti, cortocircuiti, problemi agli impianti domestici o altre emergenze che richiedono un intervento immediato. Ciò suggerisce che il problema della sicurezza delle abitazioni durante le vacanze sia percepito come una criticità non limitata a singole realtà locali.

Basta il timore per interrompere le ferie

Accanto ai casi in cui esiste la conferma che qualcosa sia realmente accaduto, emerge un altro dato interessante. Il 42,3% degli intervistati afferma infatti di aver interrotto almeno una volta una vacanza semplicemente per il timore che fosse successo qualcosa nella propria abitazione, senza avere alcuna certezza.

Si tratta di una percentuale quasi identica a quella registrata tra chi è rientrato per eventi realmente accaduti, a dimostrazione di quanto il fattore psicologico possa influenzare il comportamento dei viaggiatori.

In questo caso:

Sul fronte opposto, la Lombardia risulta tra le regioni più virtuose, con il 32,1% dei rientri legati esclusivamente al timore di un problema domestico, seguita a breve distanza dalla Toscana, che si attesta al 33%.

L’aumento della mobilità, la diffusione dello smart working che consente soggiorni più lunghi lontano dalla residenza abituale e la crescita del turismo flessibile stanno ampliando i periodi di assenza dalle abitazioni. Questo ha cambiato anche le esigenze di chi viaggia, alimentando il bisogno e la necessità di trovare soluzioni che consentano di monitorare gli immobili a distanza e di intervenire rapidamente in caso di emergenza.

Questi numeri evidenziano come l’ansia da casa vuota rappresenti un fenomeno reale e diffuso. Anche quando non esistono segnali evidenti di pericolo, molte persone faticano a vivere serenamente il periodo di vacanza, mantenendo costantemente alta l’attenzione verso ciò che accade nella propria abitazione.

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