Quanto olio c’è in Italia e dove si trova, la classifica delle regioni con più scorte

Nei magazzini oltre 195.000 tonnellate, il 46,7% in più di un anno fa: Puglia, Toscana e Calabria detengono il 61,3% delle scorte nazionali

5 min di lettura

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

L’Italia ha in giacenza 195.044 tonnellate di olio di oliva, di cui oltre 150.000 tonnellate di extravergine. È quanto emerge dal report Frantoio Italia, pubblicato il 9 ottobre 2026 dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF).

L’analisi delle scorte consente di capire non soltanto quanto olio sia presente in Italia, ma anche dove si concentrino le disponibilità, quali tipologie prevalgano e quale spazio occupino le produzioni biologiche e quelle certificate Dop e Igp .

Quanto olio c’è in Italia, i dati sulle scorte

Secondo il report aggiornato mensilmente, al 30 settembre 2026 – rispetto alla rilevazione del 31 luglio 2026 – le scorte di olio in Italia sono diminuite del 16,4%, ma rispetto allo stesso periodo dello scorso anno risultano in aumento del 46,7%. Il dato è elaborato sulla base delle informazioni registrate nei circa 19.500 registri telematici dell’olio (Rto).

La parte più consistente delle disponibilità è costituita dall’olio extravergine di oliva, che raggiunge 150.203 tonnellate e rappresenta il 77% del totale. Seguono l’olio di oliva e raffinato, con 15.676 tonnellate, pari all’8%, e l’olio di sansa di oliva, con 14.915 tonnellate, equivalenti al 7,6%.

Le giacenze comprendono invece:

Inoltre, delle 195.044 tonnellate complessive:

Nel caso dell’extravergine:

Considerando le macroaree geografiche:

La classifica delle regioni con più scorte di olio

Osservando la distribuzione territoriale, nell’ultimo report risulta una forte concentrazione in Puglia, Toscana e Calabria, che detengono insieme il 61,3% dell’intero stock nazionale. In particolare:

Seguono:

Più distanti si trovano:

Chiudono le regioni con disponibilità più contenute, ovvero:

Dove si concentra la produzione di extravergine

Procedendo con un’analisi interna degli stock, la Puglia ha in giacenza 46.285 tonnellate di extravergine, oltre a quantitativi di olio vergine, lampante, raffinato e di sansa. Da sola, la regione detiene più di un quarto delle scorte nazionali. La Toscana, invece, occupa il secondo posto con 30.885 di olio extravergine di oliva, con le province di Siena, Lucca e Firenze che figurano tra quelle con le maggiori disponibilità.

La Calabria, pur collocandosi al terzo posto della classifica generale delle scorte, possiede un volume di olio extravergine inferiore rispetto all’Umbria (che è quarta). Nello specifico, la regione dispone di 14.414 tonnellate di extravergine, affiancate da 5.071 tonnellate di olio lampante e 4.103 tonnellate di sansa. Al contrario, l’Umbria totalizza 19.510 tonnellate complessive, di cui 16.582 appartengono alla categoria extravergine. Non a caso, il territorio umbro si distingue per la disponibilità di prodotto di qualità, rappresentando il 10% dell’intero stock nazionale.

Infine c’è poi la Sicilia, le cui scorte comprendono 5.321 tonnellate di olio di sansa, a fronte di 7.701 tonnellate di extravergine.

La classifica provinciale

Scendendo nel dettaglio territoriale:

Seguono:

La distribuzione provinciale è dunque ancora più concentrata di quella regionale. Infatti, le prime dieci province concentrano complessivamente il 66% dell’olio detenuto in Italia.

Quanto olio italiano è presente nei magazzini

Ad oggi, l’olio extravergine rappresenta la componente principale delle giacenze nazionali, con 150.203 tonnellate. Di queste:

Mentre i blend, ossia le miscele, rappresentano 9.990 tonnellate.

In 12 mesi, rispetto a settembre 2025:

Prendendo però come riferimento l’ultima rilevazione disponibile, la dinamica è diversa. Tra il 31 luglio e il 30 settembre 2026:

Quanto dell’olio evo presente in Italia è veramente bio, Dop o Igp

Al 30 settembre 2026 le giacenze complessive di olio vergine ed extravergine biologico ammontano a 30.353 tonnellate, in aumento del 114,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In Italia quasi tutto il prodotto biologico in giacenza è extravergine. Le quantità raggiungono 30.175,8 tonnellate, pari al 99,4% del totale biologico. Di queste, 23.549,8 tonnellate sono di origine italiana, equivalenti al 77,6% delle scorte bio.

La Puglia guida ancora una volta questa classifica, con 10.740,1 tonnellate di olio biologico, pari al 35,4% del totale nazionale. Seguono:

Il report Frantoio Italia dedica infine una sezione anche agli oli con denominazione di origine protetta (Dop) e indicazione geografica protetta (Igp). In questo caso, al 30 settembre 2026 le giacenze certificate ammontano a 10.744.483 litri, in aumento del 129,5% rispetto ai 4,7 milioni di litri registrati il 30 settembre 2025. Le denominazioni geografiche registrate presenti nel report sono 50, ma la distribuzione delle scorte risulta concentrata:

La denominazione Terra di Bari occupa il primo posto, con 5.295.782 litri, pari al 49,3% delle giacenze Dop e Igp. Al secondo posto si trova la denominazione Sicilia, con 1.594.594 litri, equivalenti al 14,8%. Seguono:

Nel complesso, l’olio Dop e Igp rappresenta il 5,1% delle giacenze nazionali e il 6,6% dell’extravergine detenuto in Italia.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963