Agriturismi in Italia, il 54,8% degli ospiti è straniero: Sud protagonista

Agriturismi in Italia: i dati Istat 2026 confermano la crescita del settore con un boom di presenze internazionali e lo sviluppo record nelle Isole e nel Mezzogiorno

Pubblicato:

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

Il turismo rurale continua a rafforzare il proprio ruolo nell’economia turistica italiana, gli agriturismi in particolare mostrano segnali di crescita sia in termini di strutture sia di presenze. A sorprendere, però, è soprattutto la dinamica geografica della crescita. Se storicamente il Centro e il Nord restano le aree con la maggiore concentrazione di aziende agrituristiche, è il Mezzogiorno infatti a registrare i ritmi di sviluppo più sostenuti.

Agriturismi in Italia: aumenta domanda e presenza internazionale

Secondo i dati pubblicati da Istat a marzo 2026, e relativi al 2024, le aziende agrituristiche attive in Italia sono 26.360, in aumento dello 0,9% rispetto all’anno precedente. Cresce anche il valore economico del settore, che segna un incremento del 3,3% rispetto al 2023, segnale della crescente capacità degli agriturismi di generare reddito e attrarre visitatori.

Nello stesso periodo, i cosiddetti “agrituristi” raggiungono quota 4,7 milioni, con un aumento del 4,3% rispetto all’anno precedente. Di questi, più della metà dei visitatori arriva dall’estero. Infatti, il 54,8% dei turisti che scelgono un agriturismo italiano non è residente nel Paese. 

I numeri del mercato: nel Mezzogiorno la crescita maggiore

Nonostante la crescita del Sud, la distribuzione delle presenze resta maggiormente concentrata nel Centro e nel Nord-est, dove si registra il 72% degli arrivi complessivi negli agriturismi italiani. Tuttavia nel Mezzogiorno, nel 2024, il numero di aziende agrituristiche in quest’area è cresciuto del 2,5%, a fronte di un aumento dello 0,5% registrato sia nel Nord sia nel Centro. Il dinamismo è ancora più evidente nelle Isole, dove il numero di strutture aumenta del 6,1%. In particolare la Sicilia registra una crescita dell’8,9%, mentre la Sardegna segna un incremento del 2,6%.

Oltre alle Isole, anche altre regioni meridionali mostrano segnali di espansione: Basilicata (+3,3%) e Campania (+2,2%) rientrano tra i territori con le migliori performance, ma il fenomeno appare ancora localizzato: appena 382 comuni – pari al 7,6% del totale nazionale – accolgono il 42% degli agrituristi.

Ad attrarre non sono solo il paesaggio o la qualità dell’ospitalità, ma soprattutto l’esperienza legata alla cultura enogastronomica, alla vita agricola e alla scoperta dei territori meno urbanizzati.

Centro e Nord restano il cuore dell’offerta

Nonostante il dinamismo del Sud, la maggiore concentrazione di strutture agrituristiche continua a trovarsi nel Centro e nel Nord. Nel 2024, il Nord conta 11.504 aziende agrituristiche, pari al 43,5% del totale nazionale. Di queste, oltre 7.540 si trovano nel Nord-est. Segue il Centro con 9.626 aziende, pari al 36,5% del totale, mentre il Mezzogiorno ne ospita poco più di 5.230 (19,8%). In quest’area 3.340 strutture si trovano nelle regioni meridionali e 1.890 nelle Isole.

A livello regionale, la leadership resta saldamente nelle mani della Toscana, che da sola concentra il 22,2% degli agriturismi italiani. Al secondo posto si colloca la Provincia autonoma di Bolzano con il 13%. Insieme, questi due territori ospitano oltre un terzo delle strutture presenti nel Paese.

Tra le altre regioni con una presenza significativa di agriturismi figurano Lombardia (6,5%), Veneto (6,4%), Piemonte (5,6%), Umbria (5,1%) e Lazio (5%). In tutte le altre regioni la quota resta al di sotto del 5%.

Sono scesi invece i numeri in alcune aree storicamente vocate all’agriturismo. Nel 2024, ad esempio, diminuisce il numero di aziende in Valle d’Aosta (-8,9%), Calabria (-2,1%), Lazio (-1,8%) e Lombardia (-1,1%).

Cresce l’offerta di alloggio e ristorazione

L’alloggio continua a rappresentare il principale servizio offerto dagli agriturismi italiani. Nel 2024 sono poco più di 21.440 le strutture che offrono ospitalità, pari all’81,4% del totale. La crescita rispetto al 2023 è dell’1,4%, con un incremento particolarmente significativo nelle Isole (+6,5%). La Toscana mantiene la leadership anche in questo segmento, con il 24,6% degli agriturismi con alloggio. Seguono la Provincia autonoma di Bolzano (13,7%) e l’Umbria (6%).

Accanto all’alloggio, resta centrale la ristorazione. Gli agriturismi con attività di ristorazione sono poco più di 13mila, circa la metà del totale delle strutture. Anche in questo caso si registra un aumento, seppur contenuto (+0,5%), con una crescita più marcata nelle Isole (+3,2%). Le regioni con il maggior numero di agri-ristoranti sono Toscana (16,7%), Lombardia (8,2%) e Veneto (7,1%).

Inoltre, proprio perché sono cresciute le richieste da parte dei clienti, sempre più agriturismi combinano i servizi di alloggio, ristorazione e degustazione per offrire un’esperienza completa legata ai prodotti agricoli locali. Nel 2024 le aziende che uniscono alloggio e ristorazione sono oltre 9.600 e rappresentano il 36,4% del totale delle strutture. Un’altra combinazione molto diffusa è quella tra alloggio e degustazione, presente in 5.473 aziende. Particolarmente dinamica è anche la formula che integra degustazione e ristorazione, adottata da 4.683 strutture.

Le combinazioni di servizi mostrano le crescite più elevate proprio nelle Isole, dove aumentano del 9,8% le strutture che offrono alloggio e degustazione, del 7,7% quelle con degustazione e ristorazione e del 3,9% quelle che combinano alloggio e ristorazione.

Sempre più esperienze oltre l’ospitalità

L’evoluzione dell’agriturismo italiano non riguarda soltanto l’ospitalità, ma anche la diversificazione delle attività offerte ai visitatori. Nel 2024 oltre la metà delle aziende (13.265 strutture, pari al 50,3% del totale) propone almeno un servizio complementare. Tra le attività più diffuse figurano escursioni, trekking, osservazioni naturalistiche, mountain bike, equitazione, attività sportive e corsi tematici. In crescita anche le fattorie didattiche, che registrano un aumento del 12,2% rispetto al 2023.

Il Nord resta l’area con la maggiore presenza di queste attività, ma il Mezzogiorno mostra un ruolo significativo soprattutto nelle attività legate alla natura, come escursioni, trekking e osservazioni naturalistiche.

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