U-blox, 198 lavoratori rischiano il licenziamento: il piano sulla cassa integrazione

Il sindacato Usb sta provando a dilatare i tempi, ma l'azienda ha già annunciato i licenziamenti: si punta a un piano di reindustrializzazione con un nuovo acquirente per lo stabilimento di Trieste

Pubblicato: 26 Febbraio 2025 07:30

Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Il sindacato indipendente Usb ha annunciato, dopo un incontro con la dirigenza della multinazionale svizzera U-blox, che i lavoratori dello stabilimento di Prosecco, nel comune di Sgonico, in provincia di Trieste, potranno usufruire della cassa integrazione prima di essere licenziati dall’azienda.

Il piano rimane quello di trovare un altro acquirente per lo stabilimento. Rimangono però ancora molti dubbi sui dettagli del prossimo futuro dei lavoratori, mentre altre aziende stanno chiudendo in provincia di Trieste.

La cassa integrazione per i lavoratori di U-blox

Usb ha definito la discussione avuta oggi con la dirigenza di Ublox come “complicata: un tavolo a orologeria, con 198 licenziamenti aperti. Per allungare i tempi e permettere a un acquirente di valutare l’acquisizione del sito (tra varie interlocuzioni ne abbiamo contati cinque), abbiamo proposto la cassa integrazione. Una proposta che è stata ricevuta positivamente” recita il comunicato del sindacato di base che sta trattando con il colosso svizzero.

“Ci sono altri due elementi, che rischiano di disperdere i lavoratori e le loro professionalità. La forte penalizzazione dovuta alla cassa integrazione (è necessaria una integrazione salariale) e la rotazione dei lavoratori in cassa integrazione per non lasciarli fuori azienda per lunghi periodi” hanno poi specificato i sindacati dei lavoratori.

L’annuncio dei licenziamenti

Lo scorso 15 gennaio l’azienda di componentistica per telefoni cellulari svizzera U-blox ha annunciato il licenziamento dei 198 dipendenti dello stabilimento di Prosecco, località del comune di Sgonico, in provincia di Trieste.

“La progressiva dismissione del settore dei cellulari rappresenta la soluzione più valida per garantire il focus strategico a lungo termine e l’efficienza operativa dell’azienda” recitava il comunicato della società. I lavoratori coinvolti sono tutti impiegati nella sezione ricerca e sviluppo. Si tratta per lo più di ingegneri e tecnici.

Le critiche dei sindacati

I sindacati hanno subito reagito molto duramente a questa decisione, definita unilaterale. Le sigle hanno definito le motivazioni economiche che l’azienda avrebbe presentato a giustificazione dei licenziamenti come inconsistenti. Le perdite denunciate dall’azienda, 37 milioni di euro, non riguarderebbero infatti il ramo italiano.

“Ora sarà estremamente complicato trovare lavoro, ma è un peccato perché ci parlavano di fiducia, rispetto e coesione, tutte cose che hanno distrutto in pochissimo tempo” hanno commentato alcuni dipendenti al momento dell’annuncio. La decisione di U-bolx dovrebbe portare alla totale dismissione dello stabilimento di Prosecco.

La crisi industriale a Trieste

La crisi di U-blox si aggiunge a quelle della Flex e di Tirso, sempre in provincia di Trieste. Per quanto riguarda Flex, lo stabilimento è stato venduto al fondo tedesco FairCap e cambierà nome, assumendo quello di AdriaTronics. Lo scorso 12 febbraio si è tenuto un tavolo di crisi ministeriale, al quale però non ha partecipato il management di Flex. I sindacati hanno bocciato il piano industriale proposto dai nuovi proprietari.

Ancora sospesa invece la situazione dello stabilimento tessile Tirso di Muggia. La produzione è ferma, la liquidità scarseggia e gli operai sono in cassa integrazione fin dagli ultimi mesi del 2024. A inizio gennaio si è parlato dell’intervento di un imprenditore veneto per risolvere la crisi, ma quasi due mesi dopo non sembrano esserci ancora stati sviluppi concreti.

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