Rinnovo contratto Intesa Sanpaolo, l’accordo prevede la settimana cortissima

L’accordo sindacale introduce novità su previdenza, buoni pasto, permessi e conciliazione tra lavoro e vita privata

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

È stato firmato l’accordo sul contratto di secondo livello di Intesa Sanpaolo, che resterà in vigore dal gennaio 2026 al dicembre 2029. L’intesa, sottoscritta dalla Fabi e dalle altre organizzazioni sindacali bancarie, riguarda circa 70mila lavoratori del gruppo e definisce una prima parte del nuovo assetto normativo in vista del prossimo Piano d’impresa.

Il rinnovo introduce una serie di misure su previdenza complementare, permessi retribuiti, buoni pasto, welfare aziendale e conciliazione vita-lavoro, con particolare attenzione ai lavoratori più giovani, alla genitorialità e ai settori tecnologici. Altri capitoli del contratto saranno affrontati dopo la presentazione del Piano industriale 2026-2029, attesa per febbraio 2026.

I punti dell’accordo: previdenza, buoni pasto e permessi

Tra gli elementi centrali dell’intesa c’è il rafforzamento della previdenza complementare, con l’aumento della quota base al 4,5%. Viene inoltre ampliato il perimetro dei permessi retribuiti e aggiornata la disciplina della banca del tempo.

Sul fronte del welfare quotidiano, il buono pasto viene progressivamente incrementato:

L’accordo prevede anche specifiche indennità per chi lavora su turni nella filiale digitale e per i dipendenti impiegati nei settori IT e Cyber Security, oltre a un pacchetto dedicato ai giovani under 35.

Settimana cortissima e genitorialità: le novità

Uno degli aspetti più innovativi del rinnovo riguarda la conciliazione tra vita privata e lavoro. Viene introdotta la cosiddetta “settimana cortissima”, una misura rivolta ai genitori con figli fino a tre anni di età.

I lavoratori interessati potranno scegliere tra:

Si tratta, coem dichiarato, di una previsione che segna un passo in avanti sul terreno della flessibilità organizzativa, soprattutto in un settore tradizionalmente caratterizzato da orari rigidi.

Contratto e Piano d’impresa: cosa resta da definire

Il rinnovo del contratto collettivo di Intesa Sanpaolo avviene ogni quattro anni e rappresenta il momento di aggiornamento degli istituti economici e normativi. “Con questo accordo abbiamo disciplinato alcuni primi istituti”, spiega Paolo Citterio, coordinatore Fabi in Intesa Sanpaolo, sottolineando che il confronto proseguirà dopo la presentazione del Piano d’impresa 2026-2029, annunciata per il 2 febbraio 2026.

I prossimi tavoli riguarderanno temi chiave come percorsi professionali, politiche commerciali, clima aziendale e mobilità. Al confronto sindacale hanno contribuito anche i lavoratori: oltre 7.000 dipendenti hanno partecipato a un questionario interno promosso dalla Fabi.

Dichiarazioni di sindacati e banca

Secondo Fisac Cgil, l’accordo ha un forte valore politico e sociale. Il segretario responsabile in Intesa Sanpaolo, Roberto Gabellotti, parla di misure orientate a sostenere i lavoratori più esposti a condizioni di insicurezza economica e sociale, in linea con i principi di eguaglianza e solidarietà.

Anche la banca, in una nota ufficiale, definisce l’intesa come la base di un “avanzato sistema di welfare”, costruito attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali e destinato a integrarsi con la contrattazione collettiva nazionale. Il contratto di secondo livello, già rinnovato nel 2018 e nel 2021, accompagnerà il gruppo fino alla fine del 2029.

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