Il Governo vorrebbe introdurre in Manovra una misura per favorire l’assunzione dei giovani sotto i 30 anni e aumentarne gli stipendi. L’idea è quella di intervenire sulla tassazione degli stipendi, ma l’Esecutivo non avrebbe ancora deciso tra quattro possibili opzioni.
Al momento i tecnici dei ministeri starebbero eseguendo le simulazioni di spesa. Il problema rimane quello dei fondi. Fuori dalla flessibilità europea, che potrà essere utilizzata solo per energia e difesa, ci sono in tutto 9 miliardi di euro a disposizione. È una delle Manovre più modeste della storia.
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Le quattro idee del Governo per gli stipendi dei giovani
Il quotidiano La Repubblica ha riportato che il Governo starebbe valutando quattro diverse opzioni per intervenire sugli stipendi dei giovani. Sono misure una alternativa all’altra: in Manovra ne finirà soltanto una.
L’Irpef agevolato per i redditi bassi
La prima idea è quella di ridurre l’aliquota Irpef più bassa per chi ha meno di 30 anni, quindi quella al 23% fino a 28mila euro di reddito. I pro di questa misura sarebbero:
- una platea piuttosto ampia di beneficiari, visto che includerebbe tutti i nuovi assunti under 30;
- un riscontro diretto in busta paga per i beneficiari.
Dall’altra parte, però, ci sono anche dei contro:
- rischio di incentivare paghe lorde più basse a parità di netto;
- costi piuttosto alti per lo Stato.
Lo sconto fiscale in busta paga
Un’altra opzione è uno sconto fiscale diretto applicato dal datore di lavoro direttamente in busta paga. Questo non sarebbe però legato alla fascia più bassa di reddito e quindi potrebbe avere una platea più ridotta. Interverrebbe però sul cuneo fiscale, avvantaggiando quindi i giovani nel mercato del lavoro.
La quattordicesima a dicembre
Una terza idea interverrebbe invece in maniera diretta con un bonus. Il Governo vorrebbe introdurre una sorta di “quattordicesima a dicembre“, che verrebbe però elargita dallo Stato ai nuovi assunti sotto i 30 anni, in base a quante tasse hanno pagato durante l’anno.
Una sorta di rimborso delle tasse per i giovani, che avrebbe sicuramente un impatto psicologico più alto delle altre misure. Anche in questo caso, però, il problema principale è quello dei costi.
La rimodulazione delle agevolazioni sugli aumenti
Infine, l’intervento più indiretto, che però avrebbe più possibilità di diventare strutturale, sarebbe una ulteriore agevolazione per gli aumenti di stipendi dei giovani. Il Governo ha introdotto, nella scorsa Manovra, una tassa sostitutiva al 5% sugli importi degli aumenti contrattuali sugli stipendi fino a 33mila euro lordi annui.
Per i giovani, questa tassa potrebbe essere ulteriormente abbassata, permettendo loro quindi di ricevere aumenti contrattuali più alti. Il lato negativo sarebbe quello di percezione, visto che i benefici si vedrebbero soltanto nel tempo, con i vari rinnovi dei contratti collettivi nazionali.
Ci sono pochissimi fondi in Manovra per i giovani
Il principale problema del Governo, che determinerà probabilmente quale di queste quattro misure finirà in Manovra, sono i soldi. Se si escludono i fondi che l’Unione europea ha concesso all’Italia di sfruttare facendo deficit, la legge di bilancio per il 2027 sposterà soltanto 9 miliardi di euro. In questa cifra andranno inclusi interventi:
- per la sanità;
- per riformare il fisco;
- per gli enti territoriali.
Le risorse per i giovani sono quindi poche, come dimostra il fatto che la proposta avanzata da Antonio Tajani di una no tax area per gli under 35 di nuova assunzione sarebbe stata già accantonata.