Comunicazione lavoro usurante 2026, scadenza vicina: come trasmetterla

Comunicazione lavori usuranti: obblighi, modalità, sanzioni e cosa fare per evitare errori e controlli. La guida rapida

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Claudio Garau

Editor esperto in materie giuridiche

Laureato in Giurisprudenza, con esperienza legale, ora redattore web per giornali online. Ha una passione per la scrittura e la tecnologia, con un focus particolare sull'informazione giuridica.

Entro fine mese, i datori di lavoro sono chiamati a rispettare un adempimento fondamentale. Ci riferiamo all’invio della comunicazione annuale relativa alle lavorazioni usuranti svolte nel 2025. È un obbligo previsto dal d. lgs. 67/2011, che ha introdotto una disciplina specifica per tutelare i dipendenti impegnati in attività particolarmente faticose e pesanti, consentendo loro — in presenza di determinati requisiti — di accedere al pensionamento anticipato. Vediamo allora più da vicino questo adempimento a scadenza ormai ravvicinata.

Cos’è la comunicazione dei lavori usuranti

La comunicazione annuale è uno strumento di monitoraggio con cui il Ministero del Lavoro raccoglie informazioni utili sulle attività lavorative più faticose. Ma, per farlo, ha ovviamente bisogno del contributo delle aziende.

In particolare, queste ultime sono tenute a:

L’adempimento non è una mera formalità e non ha valore accessorio rispetto ad altri obblighi gravanti sui datori di lavoro. Rispettarlo è, infatti, determinante sia per garantire ai lavoratori i loro diritti previdenziali, sia per evitare sanzioni e possibili contestazioni da parte dell’Ispettorato del Lavoro.

Chi deve inviare la comunicazione

Per espressa previsione di legge, debbono inviare la comunicazione in oggetto al Ministero:

Inoltre, in caso di operazioni straordinarie (come ad es. come fusioni societarie), l’obbligo ricadrà sull’azienda incorporante.

Le categorie di lavori usuranti

La normativa vigente individua quattro grandi categorie di mansioni, soggette al citato dovere di comunicazione:

Sono particolarmente usuranti i lavori compiuti ad alte temperature, in galleria, cava, miniera e in cassoni ad aria compressa, in spazi ristretti, la rimozione dell’amianto, le attività subacquee, la lavorazione del vetro cavo.

Il lavoro notturno è quello svolto su turni di almeno 6 ore consecutive comprendenti la fascia tra mezzanotte e le 5, per almeno 64 giorni l’anno, oppure per almeno 3 ore nella fascia tra mezzanotte e le 5 per l’intero anno lavorativo. La comunicazione deve essere molto precisa e indicare, per ciascun lavoratore, il numero di giornate notturne effettuate.

Il lavoro a catena comprende i processi produttivi in serie e caratterizzati da ritmi vincolati. Si pensi all’industria alimentare, al settore tessile e calzaturiero, alla costruzione di veicoli a motore o, ancora, alla produzione di resine e polimeri.

Per guida di veicoli pesanti si intende la attività di lavoro svolta da conducenti di veicoli destinati al trasporto pubblico collettivo con capienza pari o al di sopra dei 9 posti in totale.

Come inviare la comunicazione, il modello Lav_Us e il rischio sanzioni

L’invio della comunicazione sui lavori usuranti si compie esclusivamente in modalità telematica. Ogni interessato dovrà avvalersi del modello Lav_Us, disponibile sul portale del Ministero del Lavoro (Cliclavoro).

La procedura è suddivisa in fasi, con accesso tramite credenziali digitali, compilazione del modello e invio online.

Com’è composto il modello Lav_Us

Sono tre le parti che compongono il modello Lav_Us:

Nella sezione dati del datore di lavoro devono essere indicati i principali riferimenti aziendali, tra cui la matricola Inps, il codice Inail e le eventuali iscrizioni ad altri enti. In particolare, nella sottosezione dedicata agli altri enti occorre specificare l’ente previdenziale di iscrizione con il relativo codice, nonché il numero di iscrizione alla Camera di commercio o all’Albo delle imprese artigiane. Va, inoltre, indicato il codice del settore di attività con cui l’azienda risulta registrata.

Nella sezione unità produttive e lavoratori vanno indicate le sedi in cui si svolgono le attività usuranti, i dati dei lavoratori coinvolti e il periodo di svolgimento delle attività.

La sezione dati di invio è l’area in cui compaiono le informazioni su chi effettivamente invia la comunicazione (azienda o intermediario).

Sanzione fino a 1.500 euro per i datori di lavoro

Il datore che non invia la comunicazione di esecuzione del lavoro notturno o quella relativa all’inizio di attività in linea catena è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.500 euro. Invece, la mancata comunicazione di svolgimento di attività usurante a scopo di monitoraggio ministeriale non porta a conseguenze economiche per l’azienda.

Oltre al rischio sanzioni, chi non invia le informazioni richieste compromette il diritto del lavoratore al pensionamento anticipato. Si pensi, in particolare, allo strumento dell’Ape Sociale.

Inoltre espone il datore di lavoro a controlli da parte dell’ente previdenziale e dell’Ispettorato del Lavoro e genera contenziosi, perché il dipendente può agire per ottenere il riconoscimento del diritto al pensionamento anticipato o, comunque, contestare l’omessa comunicazione che ha inciso sulla sua posizione contributiva.

Perché è un adempimento strategico per le aziende

La comunicazione dei lavori usuranti non rappresenta soltanto un obbligo burocratico, ma rientra a pieno titolo nella corretta gestione del personale e nella compliance aziendale.

Una gestione accurata consentirà di tutelare i lavoratori in modo integrale, evitando errori e problemi con l’Ispettorato. Allo stesso tempo, permetterà di garantire la tracciabilità delle attività svolte, riducendo al minimo il rischio di sanzioni.

Grazie a questo adempimento, il Ministero del Lavoro e gli enti previdenziali potranno disporre di dati storici attendibili e, nel tempo, verificare con maggiore precisione la presenza dei requisiti per l’accesso anticipato alla pensione.

Concludendo, ogni datore di lavoro tenuto a tale comunicazione non si limita a rispettare un obbligo di legge, ma contribuisce concretamente a un sistema più equo, capace di riconoscere il valore e la fatica di chi svolge lavori particolarmente gravosi.

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