Trading e intelligenza artificiale: come i truffatori sfruttano i bot per ingannare

L’intelligenza artificiale viene sempre più sfruttata dai truffatori per creare bot e piattaforme ingannevoli. Come funzionano le truffe

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

L’intelligenza artificiale è ormai una tecnologia diffusa in molti settori, dalla sanità alla finanza, dall’intrattenimento all’istruzione. La sua capacità di elaborare grandi quantità di dati, apprendere da essi e generare contenuti credibili l’ha resa uno strumento prezioso per la produttività e l’innovazione. Tuttavia, la stessa potenza viene oggi sfruttata anche dai truffatori, che utilizzano i bot e le applicazioni basate su IA per ingannare investitori e utenti dei mercati digitali. Il settore delle criptovalute e del trading online è uno dei più esposti a questo fenomeno. L’anonimato tipico degli asset digitali e la rapidità delle transazioni si combinano con l’automazione offerta dall’intelligenza artificiale, creando un contesto favorevole alle frodi. I truffatori possono infatti raggiungere un numero elevatissimo di persone, diffondere messaggi ingannevoli in tempo reale e costruire piattaforme false quasi indistinguibili da quelle reali.

Cosa sono le truffe basate sull’intelligenza artificiale nel trading

Le truffe basate sull’IA si distinguono dalle tradizionali frodi digitali per la loro scala e realismo. Se prima i tentativi di phishing o i siti falsi erano facilmente riconoscibili per errori o poca cura nei dettagli, oggi l’IA permette di produrre contenuti quasi identici a quelli autentici. Deepfake, chatbot, email personalizzate e piattaforme di trading simulate sono solo alcuni degli strumenti utilizzati. Secondo i dati più recenti, circa il 60% dei depositi nei wallet collegati a truffe crittografiche proviene da operazioni che utilizzano software di intelligenza artificiale. Dal 2021, con l’ingresso dell’IA nel grande pubblico, la quota di truffe basate su questi strumenti è cresciuta in modo costante.

Tipologie comuni di truffe con intelligenza artificiale

Tra i metodi più diffusi adottati dai truffatori si possono individuare diverse tipologie di frodi:

Questi strumenti rendono le frodi difficili da individuare e molto più credibili rispetto al passato.

Perché l’intelligenza artificiale rende le truffe più pericolose

Le truffe che sfruttano l’intelligenza artificiale presentano caratteristiche che le rendono particolarmente insidiose:

Questi elementi mettono in difficoltà i sistemi tradizionali di rilevamento delle frodi, che si basano spesso su regole statiche o parole chiave.

Le autorità e la risposta degli analisti

Per contrastare questo fenomeno, gli investigatori stanno adottando strumenti tecnologici a loro volta basati su intelligenza artificiale. Piattaforme come Chainalysis Alterya usano algoritmi avanzati per riconoscere schemi linguistici, comportamenti sospetti e transazioni anomale. L’obiettivo è identificare i tentativi di frode prima che si diffondano su larga scala. Un ruolo importante è svolto anche dalle analisi blockchain. Tracciando i flussi di criptovalute, gli esperti possono collegare wallet sospetti a determinate attività fraudolente e segnalarli alle autorità competenti. Questo consente di risalire ai movimenti dei truffatori e, in alcuni casi, bloccare i fondi. In parallelo, cresce la collaborazione tra piattaforme di scambio, aziende di sicurezza informatica, regolatori e forze dell’ordine. La condivisione di informazioni e la segnalazione tempestiva di pattern ricorrenti sono fondamentali per limitare i danni.

I trading bot: tra legittimità e truffa

Uno degli strumenti più sfruttati dai criminali è quello dei bot di trading. Esistono infatti piattaforme che vendono l’accesso a software automatizzati con la promessa di guadagni elevati e senza rischio. Nella realtà, questi bot spesso non funzionano, generano perdite o vengono usati come pretesto per sottrarre denaro agli investitori. Il meccanismo tipico segue uno schema ricorrente: registrazione su un sito, pagamento di un abbonamento o di un deposito iniziale, simulazione di risultati positivi e infine scomparsa dei fondi e della piattaforma stessa. Alcuni schemi si basano su abbonamenti mensili, altri su finti segnali di mercato o sull’accesso fraudolento ai wallet tramite API. Esistono però anche bot legittimi, sviluppati da società riconosciute, che consentono di automatizzare strategie di trading in modo sicuro. Questi strumenti richiedono competenze tecniche e una corretta configurazione, ma possono essere utili se utilizzati in contesti regolamentati e trasparenti. La differenza tra un servizio affidabile e una truffa sta nella trasparenza, nella tracciabilità dei risultati e nella presenza di controlli esterni.

Come riconoscere le truffe con bot di trading

Alcuni segnali possono aiutare a distinguere un bot legittimo da una truffa:

La prudenza è fondamentale. Se un servizio promette risultati troppo positivi per essere veri, probabilmente si tratta di un inganno.

Come proteggersi

Gli esperti raccomandano alcune regole di base per proteggersi dalle truffe legate all’IA nel trading:

Il ruolo della sicurezza informatica

Oltre alla prudenza individuale, anche le aziende del settore finanziario stanno adottando contromisure più robuste. L’intelligenza artificiale viene infatti impiegata anche a scopi difensivi: algoritmi di rilevamento delle anomalie, crittografia avanzata e autenticazione multifattoriale sono tra gli strumenti più usati. La crittografia end-to-end e quella omomorfica permettono di proteggere i dati sensibili, rendendoli illeggibili a chi non ha le autorizzazioni necessarie. L’autenticazione a più fattori, basata su password, codici temporanei o biometria, riduce invece la probabilità che un account venga compromesso.

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