Spid delle Poste a pagamento dal 1° gennaio 2026, quanto costa il canone

Dal 1° gennaio 2026 PosteID diventa a pagamento con il costo di 6 euro l'anno, ma c'è chi è esente. Come funzionerà il rinnovo e le alternative

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Dal 1° gennaio 2026, l’accesso ai servizi digitali della pubblica amministrazione per milioni di italiani non sarà più completamente gratuito. Poste Italiane, il provider che gestisce circa il 70% delle identità Spid nazionali, ha introdotto un canone annuale di 6 euro per il rinnovo di PosteID. Una decisione che si allinea con quella degli altri gestori privati come Aruba e Infocert, da tempo diventati a pagamento.

Come funziona il nuovo canone

La novità, tuttavia, non colpisce tutti nello stesso modo e non richiede un esborso immediato. Il canone si applica soltanto al momento del primo rinnovo successivo al 1° gennaio 2026. Ogni utente può verificare la propria data di scadenza nell’app PosteID, nella sezione Profilo e poi Gestisci account. Trenta giorni prima della scadenza, Poste invierà un’email con le istruzioni per il pagamento, che può essere effettuato online o di persona in qualsiasi ufficio postale.

Chi sceglie di non pagare non vedrà sparire la propria identità digitale. Lo Spid verrà sospeso per 24 mesi, durante i quali sarà inutilizzabile ma potrà essere riattivato dopo il pagamento. Gli utenti hanno 30 giorni dalla comunicazione per rescindere il contratto e migrare verso un provider a costo zero.

Sono, inoltre, previste importanti esenzioni. Il servizio rimarrà gratuito per:

I servizi a pagamento e quelli gratuiti

Oltre ai 6 euro di Poste Italiane, la lista dei gestori a pagamento al momento include:

Namirial ha deciso di adottare un approccio “freemium”, con una versione dello Spid chiamata Lite che è senza costi, mentre quella Full sarà a pagamento. La differenza è che solo con la seconda si potrà accedere ai servizi della pubblica amministrazione, mentre Lite darà accesso unicamente ai servizi di aziende private. Il costo dello Spid Full è di 9,90 euro.

Tutti gli altri provider sono ancora gratuiti, come:

Le ragioni dietro la scelta

A novembre si era sparsa la voce che anche Poste sarebbe diventato a pagamento, notizia che però al tempo venne smentita da Matteo del Fante, amministratore delegato dell’azienda, che in un evento affermò:

Al momento Spid resta gratuito per i cittadini anche se il mercato si sta muovendo in direzione diversa. Stiamo facendo le nostre valutazioni, ma per ora il servizio rimane gratuito con Poste.

La decisione di Poste Italiane non è improvvisa; alle sue spalle c’è una questione di sostenibilità economica. I costi per mantenere e aggiornare l’infrastruttura tecnologica, garantire sicurezza e assistenza, sono consistenti e in crescita. Dal 2023 all’aprile 2025, i fondi pubblici stanziati dal governo per compensare i provider Spid sono stati congelati. Solo nella primavera del 2025 è stato sbloccato un contributo di 40 milioni di euro, a fronte di una richiesta dei gestori di 50 milioni. Due anni di sostanziale autofinanziamento hanno reso inevitabile, per i gestori privati, il passaggio a un modello a pagamento, per coprire almeno parte i costi operativi.

L’alternativa è la Cie

Il mercato dei provider Spid offre ancora opzioni a costo zero, ma l’alternativa più immediata è rappresentata da CieID, il sistema di identità digitale statale basato sulla Carta d’Identità Elettronica (Cie). Questo cambiamento di Poste potrebbe infatti dare una spinta decisiva all’adozione della Cie digitale, riducendo la dipendenza dai provider privati.

Completamente gratuito, gestito direttamente dallo Stato e con lo stesso livello di riconoscimento dello Spid, CieID rappresenta una soluzione “pubblica” parallela. Per chi già possiede una Cie (ormai la standard per i nuovi documenti), l’attivazione richiede pochi minuti attraverso l’app dedicata.

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