La settimana tra il 2 e l’8 novembre sarà una delle più tranquille dell’anno per quanto riguarda gli scioperi. Ci saranno solo due mobilitazioni, una dei dipendenti di Poste Italiane in Emilia Romagna e l’altra dei dipendenti dell’Enav, che gestiscono il traffico aereo, nell’aeroporto di Bari.
La ragione ha a che fare con lo sciopero generale appena concluso e con un mese di novembre, dalla seconda settimana in poi, che sarà caratterizzato da tantissime mobilitazioni, tra cui anche 7 nazionali e un altro sciopero generale, il 20.
Indice
Lo sciopero delle Poste in Emilia-Romagna
Il primo sciopero della settimana è quello che il 2 novembre coinvolgerà i lavoratori di Poste Italiane dell’Emilia Romagna. È stato organizzato da Confsal Com e riguarderà fondamentalmente tutti i lavoratori operativi, logistici e degli uffici postali di Poste Italiane. Dovrebbe durare tutta la giornata.
L’astensione dal lavoro riguarderà soltanto le prestazioni straordinarie di trasferta e reperibilità. Quindi i servizi fondamentali degli uffici postali della regione dovrebbero essere garantiti.
L’altro sciopero della settimana si terrà il 6 novembre e riguarderà i dipendenti di Enav dell’aeroporto di Bari. Enav è l’azienda che si occupa del controllo aereo in moltissimi aeroporti italiani, incluso, appunto, quello di Bari. La loro mobilitazione potrebbe causare ritardi e cancellazioni.
Gli orario dello sciopero sono dalle 13 alle 17, al di fuori delle normali fasce di garanzia per gli aerei. Anche in questi orari, alcuni voli dovrebbero però essere garantiti. Le categorie di voli protette sono quelli verso le isole, che garantiscono la continuità territoriale, ed eventuali voli intercontinentali.
Perché questa settimana ci sono così pochi scioperi
Con solo due scioperi, la settimana tra il 2 e l’8 novembre è una delle più tranquille dal punto di vista delle mobilitazioni dei lavoratori per il 2026. La ragione di questa scarsità di scioperi ha a che fare con il principio di rarefazione. Si tratta di una regola, presente nella legge italiana, che impone che una categoria non possa indire scioperi a distanza troppo ravvicinata.
Il 30 ottobre si è tenuto un grande sciopero generale, molto partecipato e che ha coinvolto diverse categorie. A partire dalla seconda settimana di novembre, inoltre, si terranno altre mobilitazioni, tra cui sette scioperi nazionali. Questo ha lasciato la settimana tra il 2 e l’8 novembre con pochissime categorie che potevano effettivamente proclamare uno sciopero.
Le proteste continuano, anche senza sciopero
Nei giorni dopo la manifestazione del 30 ottobre, la protesta è continuata in diverse piazze d’Italia, soprattutto a Roma, dove alcuni attivisti di Usb, il sindacato che aveva organizzato lo sciopero, hanno allestito un accampamento lungo via dei Fori Imperiali, a pochi passi dal Colosseo, con circa 80 tende. “Non potevamo lasciare che la protesta finisse ieri” hanno spiegato gli organizzatori.