Il Ministero della Salute ha diffuso quattro avvisi di richiamo che riguardano altrettante confezioni di tramezzini venduti da diversi supermercati, tutte riconducibili allo stesso lotto e allo stesso stabilimento. Il motivo indicato è una possibile contaminazione microbiologica non meglio specificata.
I cartelli, che riportano la data del 17 luglio 2026, sono stati pubblicati sul portale istituzionale e rilanciati anche dai distributori. Si tratta di un richiamo precauzionale. Infatti il pericolo è indicato come “possibile” e non è specificato l’agente patogeno coinvolto.
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Tramezzini con kebab richiamati: i lotti
Tutte le referenze escono dallo stesso stabilimento della Riva Alimentari Uniti Srl, in via Gaggio 43 a Nibionno, in provincia di Lecco (marchio di identificazione IT D1T8V UE).
Cambiano il marchio commerciale e il canale di vendita, ma il prodotto è lo stesso tramezzino da 150 grammi:
- Stellato kebab, pomodoro, cipolla – marchio Riva, distribuito nei punti vendita Iper;
- Premium Tramezzino, kebab di pollo arrosto – distribuito nei supermercati Prix;
- Stellato Tramezzino kebab – versione con etichetta in francese;
- Stellato kebab, pomodoro, cipolla – confezione importata in Svizzera da Galliwag SA, a Satigny.
Per identificare le confezioni interessate valgono gli stessi tre riferimenti: lotto D-176-F, data di scadenza 30 luglio 2026 e formato da 150 grammi. I dati sono riportati sull’etichetta.
Perché è scattato il richiamo
Il motivo indicato sui documenti ministeriali è una possibile contaminazione microbiologica, senza ulteriori dettagli sul microrganismo.
Nei richiami alimentari la formula “possibile” segnala che si tratta di un ritiro precauzionale: scatta a scopo cautelativo, spesso a seguito di autocontrolli dell’azienda o di verifiche delle autorità sanitarie, prima ancora che sia accertato un rischio effettivo per chi ha già consumato il prodotto.
Le contaminazioni microbiologiche riguardano la presenza di batteri o altri microrganismi negli alimenti. Nei prodotti freschi e pronti al consumo, come i tramezzini, il rischio è più delicato perché non è previsto un passaggio di cottura prima del consumo.
Cosa fare dopo l’acquisto del prodotto
L’indicazione del Ministero è quella di non consumare il prodotto e restituirlo al punto vendita.
Se lotto e scadenza non coincidono, la confezione non rientra nel richiamo e può essere consumata regolarmente.
Dove leggere gli avvisi ufficiali
Tutti i richiami alimentari vengono pubblicati sul sito del Ministero della Salute, nella sezione dedicata agli avvisi di sicurezza alimentare, dove ogni cartello riporta prodotto, lotto, scadenza, produttore e motivo del ritiro.
È la fonte da consultare per verificare in prima persona se una confezione è coinvolta, senza affidarsi a passaparola o segnalazioni non ufficiali.