Il Ministero della Salute e la catena di supermercati Pam Panorama segnalano il richiamo precauzionale di un lotto di Salame nostrano con aglio da 450 grammi per rischio Listeria monocytogenes.
Il provvedimento riguarda nello specifico il lotto 016877, con termine minimo di conservazione fissato al 28 giugno 2026.
Indice
Salame nostrano richiamato dai supermercati
Chi fosse in possesso del prodotto interessato dal richiamo può restituirlo direttamente al punto vendita presso cui è stato acquistato, ottenendo il rimborso o la sostituzione, secondo le modalità previste dal supermercato.
Qui di seguito il riepilogo delle informazioni inerenti il richiamo ministeriale:
- denominazione del prodotto – Salame nostrano con aglio;
- marchio – La Salumeria di Eustachio Srl;
- lotto di produzione – 016877;
- marchio di identificazione dello stabilimento o del produttore – UE IT H951H;
- sede dello stabilimento – Via Maffeo Pantaleoni 1, Casier (TV);
- scadenza o termine minimo di conservazione – 28 giugno 2026;
- peso – 450 grammi circa;
- motivo del richiamo – rilevata Listeria monocytogenes.
Si specifica che anche i supermercati hanno ricevuto le comunicazioni riguardo al richiamo del prodotto, per cui è improbabile trovare il lotto segnalato ancora in vendita. Si raccomanda comunque ai clienti di verificare con attenzione.
Il richiamo di un alimento non deve generare allarmismi o mettere in discussione i marchi coinvolti: nella lavorazione industriale possono verificarsi, seppur raramente, imprevisti di vario tipo. Il richiamo, al contrario, dimostra l’efficacia dei controlli di sicurezza alimentare effettuati su più livelli.
Cos’è la listeriosi
La listeriosi è un’infezione di origine alimentare causata dal batterio Listeria monocytogenes, come specifica l’Istituto Superiore di Sanità (Iss).
Il batterio Gram-positivo Listeria monocytogenes è ubiquitario. È cioè presente nell’ambiente, nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione. La sua resistenza a diverse condizioni, inclusa la capacità di crescere a temperature di refrigerazione, lo rende un pericolo per i prodotti alimentari pronti al consumo e per quelli a lunga conservazione.
L’infezione avviene in via principale tramite l’ingestione di cibo contaminato e gli alimenti a maggiore rischio di contaminazione includono pesce affumicato, formaggi a pasta molle, paté e carni fredde, vegetali preconfezionati e latte non pastorizzato.
Il controllo si fonda su una corretta igiene durante le fasi di produzione e su un’appropriata gestione degli alimenti. Trattamenti termici come la cottura e la pastorizzazione eliminano il batterio, perciò è essenziale prevenire ogni contatto tra alimenti crudi e già cotti e assicurarsi che il frigorifero mantenga una temperatura inferiore ai 4 gradi.
Sintomi della listeriosi
I disturbi legati alla listeriosi possono presentarsi in forme differenti. La manifestazione più frequente è una gastroenterite acuta accompagnata da febbre, tipica delle infezioni alimentari, che compare solitamente poche ore dopo il consumo di cibi contaminati da Listeria monocytogenes. Nelle persone in buona salute, il quadro clinico è generalmente lieve e tende a risolversi spontaneamente, senza bisogno di terapie specifiche.
Nei casi più seri, però, l’infezione può assumere una forma invasiva o generalizzata, con il rischio di complicanze importanti come meningite, encefalite o setticemia. In queste forme sistemiche, il periodo di incubazione può essere molto lungo, arrivando anche fino a 70 giorni.
Nelle donne in gravidanza la listeriosi rappresenta una condizione particolarmente pericolosa: può provocare aborto spontaneo, morte fetale intrauterina, parto pretermine e gravi infezioni neonatali. L’infezione può insorgere in qualsiasi fase della gestazione, ma risulta più frequentemente osservata nel terzo trimestre.
Come sottolinea l’Iss, la listeriosi è meno comune rispetto ad altre tossinfezioni alimentari, come la salmonellosi, ma può presentarsi con quadri clinici severi e un elevato tasso di mortalità nei soggetti più fragili, in particolare:
- anziani;
- donne in gravidanza;
- neonati;
- adulti immunocompromessi.