Ciccioli di maiale richiamati dai supermercati per listeria, i lotti a rischio

Ritiro ciccioli sottovuoto Serafini: presenza di Listeria monocytogenes, lotto interessato e raccomandazioni ai consumatori

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Il Ministero della Salute ha diramato un’allerta alimentare relativa al richiamo di un lotto di “Ciccioli S/V” a marchio Serafini a causa della presenza del batterio Listeria monocytogenes. Le autorità invitano chiunque sia in possesso del prodotto a non consumarlo.

I ciccioli di maiale del lotto indicato vanno buttati oppure riportati al punto vendita d’acquisto, dove si potrà optare per un rimborso o per un cambio prodotto alla pari. Tutti gli altri lotti devono essere considerati sicuri.

Presenza di Listeria, richiamato lotto di ciccioli sottovuoto

Il richiamo dei Ciccioli Serafini è stato pubblicato sul sito del Ministero della Salute in data 18 dicembre 2025.

Di seguito i dettagli per aiutare nell’identificazione del prodotto:

Una confezione di Ciccioli del marchio Serafini richiamata per rischio Listeria.

Cos’è la listeriosi

La listeriosi è un’infezione di origine alimentare causata dal batterio Listeria monocytogenes, come specificato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Il batterio Gram-positivo Listeria monocytogenes è ubiquitario, presente nell’ambiente, nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione. La sua resistenza a diverse condizioni, inclusa la capacità di crescere a temperature di refrigerazione, lo rende un pericolo per i prodotti pronti al consumo e quelli a lunga conservazione.

L’infezione avviene principalmente attraverso l’ingestione di cibo contaminato. Gli alimenti più a rischio includono pesce affumicato, formaggi a pasta molle, paté e carni fredde, vegetali preconfezionati e latte non pastorizzato.

La strategia di controllo si basa su un’adeguata gestione igienica dei processi produttivi e sulla corretta manipolazione degli alimenti. La pastorizzazione e la cottura uccidono il batterio, quindi è fondamentale evitare la ricontaminazione tra cibi crudi e cotti e mantenere temperature del frigorifero adeguate (sotto i 4 gradi).

Sintomi della listeriosi

I sintomi della listeriosi possono essere diversi. La più comune manifestazione clinica è la gastroenterite acuta febbrile, tipica delle tossinfezioni alimentari, che insorge generalmente poche ore dopo l’ingestione dell’alimento contaminato dal batterio Listeria monocytogenes ed è, nei soggetti sani, una condizione che tende a risolversi spontaneamente senza la necessità di trattamenti specifici.

Nei casi più gravi, tuttavia, l’infezione da Listeria può evolvere in forma invasiva o sistemica, con possibile sviluppo di meningite, encefalite o gravi forme di setticemia. Nelle varianti sistemiche il periodo di incubazione può estendersi fino a 70 giorni.

Nelle donne in gravidanza la listeriosi rappresenta una condizione particolarmente rischiosa: può causare aborto spontaneo, morte fetale intrauterina, parto pretermine e infezioni neonatali. Sebbene l’infezione possa verificarsi in qualsiasi fase della gestazione, è stata osservata con maggiore frequenza durante il terzo trimestre.

E anche se la listeriosi, specifica l’Iss, sia meno frequente di altre tossinfezioni come la salmonellosi, può manifestarsi con quadri clinici severi e un alto tasso di mortalità in soggetti fragili quali:

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