Accensione riscaldamenti al Nord, il calendario: le città che hanno deciso il rinvio

L'autunno caldo spinge le amministrazioni locali a rinviare la data di avvio dei termosifoni: le eccezioni e i limiti orari giornalieri

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Non è solo iniziato l’autunno, ma anche un periodo più freddo prima dell’inverno. Come ogni anno, quindi, si delinea la guida all’accensione degli impianti di riscaldamento. Non tutta Italia infatti può accendere il riscaldamento nello stesso giorno: le date variano da zona a zona, in base alla fascia climatica nella quale sono inserite.

Città e regioni possono decidere di rinviare l’accensione dei riscaldamenti, seguendo in autonomia un calendario basato sulle previsioni meteo e climatiche, che indicano quindi le temperature stagionali. L’inverno 2026-2027 si annuncia più caldo per tutta la penisola e, con le temperature oltre la media stagionale, il rinvio dell’accensione diventa non solo un modo per risparmiare, ma anche per far bene all’ambiente.

Il calendario dei riscaldamenti: le zone climatiche

In base alla normativa vigente (il Decreto del Presidente della Repubblica n. 412 del 1993) i riscaldamenti si accendono in tempi diversi a seconda della zona climatica. L’Italia è suddivisa in 6 zone:

La decisione delle regioni del Nord

Non tutti i comuni e le regioni rispettano il calendario; molto dipende dal clima del posto, che può variare di anno in anno. A settembre, per esempio, l’Emilia-Romagna ha deciso lo slittamento dell’accensione del riscaldamento. Bologna, pur essendo nella fascia climatica E, che prevede l’accensione a partire dal 15 ottobre, ha stabilito il rinvio.

La regione ha deciso il:

posticipo al 1° novembre dell’accensione degli impianti di riscaldamento civile nelle aree di pianura e rafforzamento, nelle fasi emergenziali per la qualità dell’aria, delle limitazioni all’utilizzo degli impianti domestici a biomassa.

Anche Monza ha deciso di spostare l’accensione. Sul sito si legge:

Slitta di una settimana l’accensione degli impianti termici nel territorio comunale, passando dal 15 ottobre a giovedì 22 ottobre: gli impianti potranno restare accesi per un massimo di 14 ore giornaliere, comprese tra le ore 5.00 e le ore 23.00.

La motivazione è proprio quella duplice individuata in apertura: ridurre le emissioni di sostanze inquinanti nell’aria e, al contempo, ridurre i consumi energetici.

Per altri comuni non c’è stata ancora una dichiarazione ufficiale. Milano, per esempio, non ha fatto sapere nulla, così anche Como, Brescia, Pavia e Bergamo. Sondrio, invece, ha deciso di mantenere la data prevista (15 ottobre) per via del calo delle temperature previsto nei prossimi giorni.

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