Cambio dell’ora legale, lancette in avanti nel weekend: quando si fa in Italia

Il meccanismo, pensato per guadagnare ore di luce e risparmiare sui consumi elettrici, non è uniforme per tutte le nazioni. Il caso degli Stati Uniti. Come funzionano ora legale e solare

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Maurizio Perriello

Giornalista politico-economico

Giornalista e divulgatore esperto di geopolitica, guerra e tematiche ambientali. Collabora con testate nazionali e realtà accademiche.

Con l’avvicinarsi della primavera 2026, torna anche il meccanismo dell’ora legale. Come ogni anno, le lancette dell’orologio andranno spostate in avanti di un’ora aumentando così la porzione di giorno illuminata dal sole. Alcuni Paesi effettuano il passaggio prima di altri, e nella notte tra 7 e 8 marzo tocca a Stati Uniti e Canada.

Il meccanismo in terra americana è regolato dall’Uniform Time Act, che prevede il ritorno all’ora solare la prima domenica di novembre. Non tutti i cittadini statunitensi dormiranno però un’ora in meno stanotte: l’ora legale non scatterà subito nelle Hawaii e in larga parte dell’Arizona.

Il “Daylight Saving Time”, come funziona l’ora legale negli Usa

Il regolamento sul DST (Daylight Saving Time) negli Usa fu introdotto nel 1966. Come noi italiani, anche gli americani hanno bisogno di un ripasso per ricordarsi quando cambia l’orario e per farlo imparano una specie di filastrocca fin da bambini. “Spring forward and fall back”, cioè in primavera si va in avanti e in autunno indietro, con riferimento allo spostamento delle lancette.

Dal 2018, diversi Stati Usa hanno approvato leggi per abolire i cambiamenti stagionali e adottare l’ora legale permanente, ma queste leggi non possono entrare in vigore senza l’approvazione del governo federale . I singoli Stati possono scegliere autonomamente se osservare o meno l’ora legale, ma se sposano la legge devono seguire il programma nazionale e anche la modifica dell’ora solare richiede l’approvazione di Washington.

La diatriba sull’utilità condivisa del DST ha portato alla proposta del cosiddetto Sunshine Protection Act, un regolamento che modifica la legge federale per abolire i cambi annuali dell’ora e anticipare di 60 minuti l’ora solare in tutte le aree degli Stati Uniti che in precedenza osservavano l’ora legale. In altre parole: l’adozione dell’ora legale permanente.

Il ddl, come lo chiameremmo noi, è però ostaggio della politica americana, come tradizionalmente capita a grandissima parte delle leggi che impattano sulla vita quotidiana di tutti gli Stati contemporaneamente. E difatti è stato presentato e ripresentato in ogni legislatura del Congresso dal 2018. Nel 2022 la modifica è stata approvata dal Senato con consenso unanime, ma è poi scaduta senza essere esaminata dalla Camera dei Rappresentanti.

Il caso “strano” dell’Arizona

Un’altra particolarità tutta americana è che, oltre alle isole Hawaii che si trovano nel quadrante pacifico lontano dalla terraferma, c’è uno Stato del South-West che ha deciso di non osservare l’Uniform Time Act. Si tratta, come accennato, dell’Arizona. O, meglio, di una parte dell’Arizona.

Oltre a vivere in uno dei territori più caldi e soleggiati della nazione, gli abitanti del Grand Canyon State si resero conto subito che il risparmio nell’ambito dell’illuminazione artificiale sarebbe stato annullato dall’aumento del consumo energetico per mantenere freschi gli spazi abitativi per quell’ora di luce in più.

Aggiungiamoci anche l’insoddisfazione del dover aspettare 60 minuti in più per godersi le attività all’aperto dopo il tramonto, previsto dopo le 21 in estate. Un problema avvertito come primario da masse di cittadini principalmente occupati nei settori delle costruzioni, della logistica, della tecnologia e (ironia della sorte) delle energie rinnovabili. Le attività estive svolte in tarda serata a causa dell’ora legale avrebbero comportato pesanti risvegli lavorativi le mattine successive.

Per questi motivi l’Arizona decise dunque di rinunciare nel 1967 al cambio dell’ora nel mese di marzo, restando in regime di ora solare. Ma, siccome siamo in America, non tutti sono d’accordo. C’è infatti una porzione dello Stato che osserva l’ora legale: la zona sotto la giurisdizione dei nativi della Nazione Navajo. Sempre perché siamo in America, non è finita qui: la Riserva Hopi situata all’interno della Nazione Navajo ha scelto invece di osservare l’ora legale come il resto dell’Arizona. Il che crea, come intuibile, non poca confusione da quelle parti.

Ora legale e ora solare, che differenza c’è e perché si cambia

Il guadagno di un’ora di luce nel corso del giorno ha un impatto diretto sulle spese per l’energia e l’illuminazione artificiale. L’ora solare riguarda la scansione temporale basata sulla posizione naturale del Sole durante il dì e viene adottata durante i mesi autunnali e invernali. In questo sistema il mezzogiorno coincide approssimativamente con il momento in cui il Sole raggiunge il punto più alto sull’orizzonte.

L’ora legale, invece, è un sistema artificiale che anticipa di un’ora rispetto al meccanismo solare, spostando le lancette avanti per sfruttare al meglio la luce naturale durante i mesi primaverili ed estivi. In pratica, quando entra in vigore l’ora legale, il sole tramonta più tardi secondo l’orologio civile.

Il cambio avviene due volte l’anno: nell’Unione europea l’ora legale scatta l’ultima domenica di marzo, mentre il ritorno all’ora solare avviene l’ultimo weekend di ottobre. Il principale obiettivo è, come anticipato, ridurre il consumo di energia elettrica.

Il sistema è stato adottato in molti Paesi nel corso del Novecento e oggi è coordinato a livello europeo per evitare differenze di orario tra Stati confinanti. Non tutti i Paesi del mondo lo applicano. Alcuni, come Giappone e India, utilizzano solo l’ora solare tutto l’anno, mentre altri adottano calendari diversi.

Quando torna l’ora legale in Italia nel 2026

Il passaggio all’ora legale in Italia avverrà nella notte tra sabato 28 marzo e domenica 29 marzo 2026. Alle 2 in punto gli orologi dovranno essere spostati direttamente alle 3, con la conseguenza immediata della perdita di un’ora di sonno ma con guadagno di ore di luce per dì.

Il cambio segue una regola ormai consolidata nell’Unione europea: l’ora legale entra in vigore l’ultima domenica di marzo e resta attiva fino all’ultima domenica di ottobre. Nel 2026 quindi rimarrà in vigore fino alla notte tra 24 e 25 ottobre, quando assisteremo al ritorno all’ora solare.

Il passaggio avviene sempre nello stesso momento della notte per limitare l’impatto su attività lavorative, trasporti e servizi pubblici. Le ore centrali di buio sono infatti quelle con meno traffico ferroviario e aereo, il che riduce le complicazioni operative legate al cambio di orario.

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