Negli ultimi anni con l’evoluzione dei sistemi di pagamento, la carta co-badge è diventata una soluzione sempre più utilizzata nonostante il suo funzionamento resti spesso poco chiaro.
Si tratta più precisamente di un prodotto che integra più circuiti di pagamento sulla medesima tessera.
Ma come funziona esattamente, quali sono i costi e i rischi collegati ad essa? Inoltre, perché utilizzare tale tipologia di carta può far spendere di più che utilizzare i contanti?
Indice
Che cos’è la carta co-badge?
La carta di pagamento co-badge è uno strumento collegato contemporaneamente a due circuiti distinti: solitamente uno è nazionale, come Bancomat, e l’altro internazionale, come Mastercard o Visa.
Tale integrazione permette di operare in contesti diversi senza la necessità di possedere due carte. Inoltre, il vantaggio principale è la gestione semplificata dei pagamenti e un’accettazione maggiore della carta sia presso gli esercenti in Italia che all’estero.
Oltre alla gestione dei circuiti, tale carta può integrare anche diverse modalità di addebito, configurandosi come una carta multifunzione. In questo caso, la stessa tessera dà la possibilità di scegliere come effettuare il pagamento. Si può decidere infatti di effettuarne uno con l’addebito immediato sul saldo disponibile così come accade con la carta di debito oppure di pagare il mese successivo sfruttando il credito concesso dalla banca proprio come una carta di credito tradizionale.
Alcuni esempi di carte multifunzione sono la Fineco Card Credit e la Mediolanum Freedom card.
Il vantaggio è quindi quello di poter utilizzare un unico dispositivo sia per le spese giornaliere che per quelle che richiedono una dilazione nel tempo.
Qual è il funzionamento
Ogni volta che si effettua un pagamento con una carta co-badge, il terminale riconosce in automatico i due circuiti disponibili. A seconda della tipologia di dispositivo e alla spesa, il Pos può chiedere una scelta manuale oppure procedere in modo automatico.
Nei pagamenti contactless, ad esempio, la selezione avviene quasi sempre nell’immediato e in automatico. Al contrario, nelle transazioni tradizionali che richiedono l’inserimento della carta nel lettore, spesso compare la domanda esplicita sul display per selezionare il circuito preferito.
Conoscere questo meccanismo è fondamentale, perché due circuiti possono avere limiti di spesa o condizioni d’uso diverse. Verificare con anticipo le caratteristiche della propria carta permette quindi di gestire in pagamenti con un controllo e una consapevolezza maggiori.
Dove si può utilizzare la carta co-badge
La carta co-badge si può utilizzare ovunque. Nei negozi fisici si utilizza come una tessera tradizionale, basta infatti inserirla nel Pos o avvicinarla ad esso se è abilitata al contactless.
Per utilizzarla per le transazioni online, invece, si devono inserire i dati richiesti.
Con essa, poi, si può prelevare denaro contante sia presso gli sportelli automatici in Italia che all’estero, a seconda del circuito che si utilizza.
Infine, la carta si può collegare allo smartphone o allo smartwatch. In questo modo essa viene digitalizzata in un portafoglio elettronico e può essere usata anche senza averla fisicamente con sé.
Caratteristiche della carta co-badge
La co-badge è molto simile ad altre carte di pagamento: si tratta infatti di una tessera in plastica dotata di microchip e in alcuni casi di banda magnetica.
Sul davanti si possono visionare i dati principali ovvero il nome e il cognome del titolare, la data di scadenza della carta e il numero di quest’ultima che viene chiamato Pan ovvero primary account number. Quest’ultimo è fondamentale perché identifica in modo univoco la carta. La sequenza, infatti, individua:
- il circuito di pagamento (ad esempio Visa);
- l’emittente che l’ha fornita;
- il titolare.
Molto spesso, però, viene riportato soltanto il numero associato al circuito internazionale.
Dietro, invece, c’è lo spazio per la firma nonché un codice di controllo, noto come Cvc o Cvv che viene richiesto per completare molte operazioni online.
Come si effettuano i pagamenti
Solitamente, per effettuare un pagamento con una carta co-badge è necessario inserire il codice Pin tranne che per le transazioni contactless entro i limiti previsti. Nel caso si paghi in quest’ultima modalità, il Pos potrebbe selezionare in automatico un circuito per piccoli importi o per le restrizioni del terminale.
In ogni caso, il negoziante deve assecondare la preferenza del cliente per un determinato circuito. È bene però ricordare che ogni sistema può prevedere delle regole proprie, come specifici limiti di spesa giornalieri o mensili che sono diversi in base al circuito scelto.
Quanto costano le carte co-badge
Non c’è un costo preciso per utilizzare una carta co-badge, è infatti l’istituto che la emette a decidere. Bisogna però sapere che per essa è necessario sostenere:
- un canone annuo, ovvero un costo fisso per tenere la carta attiva ma molti conti lo includono automaticamente;
- le commissioni per i prelievi, soprattutto se essi vengono effettuati presso sportelli Atm di banche diverse dalla propria o all’estero;
- i costi di conversione per i pagamenti o i prelievi in valuta estera.
Proprio perché offre tali servizi, il suo costo può essere più elevato rispetto a quello della carta di debito. Può però rappresentare una soluzione più conveniente rispetto alla gestione di due carte separate, soprattutto se la si utilizza in modo frequente sia sul circuito nazionale che internazionale.
Quali sono i rischi da conoscere
Anche la carta co-badge così come altri strumenti di pagamento ha i suoi rischi.
Il principale è la clonazione dei dati. Si può però ridurre il pericolo, attivando notifiche immediate per ogni transazione. Inoltre, controllando in modo regolare i movimenti che si effettuano sul conto corrente.
C’è il rischio di furto o smarrimento.
Nel caso dovesse verificarsi una di queste situazioni è importante intervenire in modo veloce:
- chiedendo all’emittente il blocco immediato della carta;
- denunciando l’accaduto alle forze dell’ordine.
Inoltre, è importante considerare le proprie abitudini di spesa in quanto l’uso della carta può rendere meno evidente la fuoriuscita di denaro portando a spendere più del dovuto.
Per evitare tutti i rischi su indicati è importante:
- non conservare il Pin insieme alla carta;
- evitare di lasciare la tessera incustodita;
- verificare sempre che i siti web siano affidabili;
- attivare le notifiche push per sapere in tempo reale quanto si sta spendendo;
- controllare l’estratto conto una volta alla settimana;
- impostare i massimali abbassando il limite giornaliero o mensile;
- seguire la regole dei 2 giorni lasciando l’oggetto nel carrello 48 ore prima di acquistarlo.