L’arrivo dell’estate porta con sé non soltanto il caldo, ma anche la necessità di scegliere come raffreddare la propria abitazione. Per difendersi dall’afa ci sono diverse soluzioni, dal ventilatore all’aria condizionata. Raffreddare l’abitazione è un fattore di salute pubblica e purtroppo spesso anche di disuguaglianza sociale.
Sono in molti infatti a non avere in casa la giusta tecnologia per rinfrescarsi e, anche quando è presente, spesso il costo diventa un peso troppo grande per le tasche delle famiglie. Oltre alle tecnologie già citate, c’è anche un nuovo sistema che sta emergendo, ovvero la pompa di calore. Quale conviene di più tra condizionatore e pompa di calore?
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Il boom delle pompe di calore
Le pompe di calore sono considerate una tecnologia per il riscaldamento invernale. Anche solo il termine “calore” richiama a questo scenario. Eppure stanno guadagnando rapidamente terreno in Europa anche per l’estate con la necessità di rinfrescarsi.
Nei primi mesi del 2026 le pompe di calore hanno registrato un’impennata di vendite. Secondo i dati dell’European Heat Pump Association, nel primo trimestre dell’anno le installazioni residenziali sono cresciute in media del 25% in mercati chiave come Francia, Germania e Polonia.
A spingere i cittadini verso questa nuova tecnologia non è solo la capacità anche di rinfrescare, ma soprattutto le tensioni geopolitiche. Infatti, nei primi mesi dell’anno si sono viste le conseguenze degli aumenti dei prezzi di gas e petrolio e molti hanno scelto di diversificare l’uso dell’energia in casa.
Come funziona il raffreddamento?
A differenza dei modelli aria-acqua, ovvero quelli legati ai termosifoni, ci sono pompe di calore con modelli aria-aria. In questo caso, tramite un’unità esterna a uno o più split interni, le pompe di calore sottraggono il caldo all’interno dell’abitazione e lo spingono fuori.
Ci sono diversi vantaggi in questo sistema, come i costi di installazione che sono in media più economici rispetto alle pompe di calore per l’inverno. Si parla circa di 2.200 euro per una singola stanza e di poco più di 4.000 euro per un’intera abitazione. Inoltre, se si affiancano i sussidi statali, i costi spesso sono piuttosto convenienti.
C’è però un contro importante in un sistema aria-aria puro, ed è l’impossibilità di produrre acqua calda sanitaria per docce e altri consumi domestici. Cosa invece fattibile per un sistema di pompa di calore tradizionale. In questo caso è necessario un investimento ulteriore, quindi un impianto solare termico o uno scaldabagno dedicato, che aumenta le spese iniziali.
Conviene sostituire il condizionatore?
La scelta tra un condizionatore d’aria e una pompa di calore aria-aria non è davvero rivoluzionaria. Infatti non ha senso se si è già in possesso di un condizionatore d’aria moderno, con consumi ridotti. Infatti non riduce le emissioni di gas serra e non comporta una riduzione importante nella spesa in bolletta per l’energia.
La differenza invece è leggibile con un condizionatore classico che invece consuma molto di più e ha un impatto ambientale maggiore. In ogni caso, sia le pompe di calore che i condizionatori alimentano il “feedback loop”.
Infatti, espellendo calore all’esterno surriscaldano l’aria della città creando quella che viene chiamata “isola di calore urbana“.