Arrivano il 27 settembre le nuove etichette energetiche europee dedicate a computer desktop, laptop e monitor. La misura estende il sistema di classificazione a colori, da A a G, che finora hanno riguardato solo edifici, grandi elettrodomestici e smartphone, anche ai dispositivi informatici, offrendo ai consumatori uno strumento chiaro per valutare i consumi reali prima dell’acquisto.
Non si tratta di una semplice formalità o di una dicitura di facciata. Le regole del mercato stanno cambiando a tutti gli effetti con una novità che potrebbe impattare direttamente e, per una volta, in modo positivo sulle spese di casa.
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Stop al greenwashing, al via parametri di consumo più attendibili
La svolta normativa risponde all’esigenza di superare alcune diciture generiche sull’impatto ambientale che hanno caratterizzato il settore negli ultimi anni. A partire dal 27 settembre il quadro europeo impone criteri standardizzati per la misurazione delle prestazioni energetiche dell’hardware, che saranno presumibilmente fondati su test di laboratorio uniformi. L’obiettivo è eliminare ogni margine di ambiguità e contrastare il fenomeno del greenwashing, fornendo dati certi sull’assorbimento di corrente sia durante l’utilizzo a pieno regime sia nelle fasi di inattività o standby.
Quali sono le classi energetiche
La scala di efficienza è stata pensata per non destabilizzare il consumatore, prendendo esempio da quella già conosciuta dei grandi elettrodomestici come televisore e frigorifero. I prodotti più virtuosi saranno inseriti nella classe A, i più energivori in classe G. Secondo le analisi comparative elaborate da Enea e Altroconsumo sulle abitudini di utilizzo dei dispositivi:
- un pc desktop in classe G registra un assorbimento medio stimato di circa 250 Watt all’ora (0,25 kWh);
- pc o laptop in classe A è in grado di limitare i consumi a circa 40 Watt all’ora (0,04 kWh), grazie alle architetture di ultima generazione.
Quanto si risparmia in bolletta con un laptop di classe A
Stiamo parlando di un quinto di energia consumata. Se prendiamo come riferimento il costo medio dell’energia elettrica calcolato dagli analisti di Nomisma Energia su dati Arera, pari a circa 0,28 euro al kilowattora, la differenza in bolletta diventa sostanziale. Con un utilizzo medio di 8 ore al giorno per 30 giorni:
- la spesa mensile per un personal computer in classe G si attesta a circa 16,80 euro;
- la spesa mensile per un modello in classe A scende a soli 2,68 euro.
Il passaggio da un dispositivo di classe G a uno di classe A garantisce dunque un risparmio stimato di circa 14 euro al mese, pari a oltre 165 euro all’anno.
Smart working: il costo della corrente per chi lavora da casa
Il tema dell’efficienza dei dispositivi tocca da vicino chi usa il pc più di 10 minuti al giorno, magari per svago. Ma soprattutto, per chi lavora da remoto e si fa carico dei consumi domestici senza alcun rimborso in busta paga.
Ipotizzando un anno lavorativo tipo di 220 giorni per 8 ore di attività quotidiana, il calcolo degli analisti evidenzia un divario netto in bolletta: il funzionamento di una postazione fissa anziana di classe G pesa sull’utenza del lavoratore per circa 110 euro all’anno soltanto per il computer. Al contrario, l’impiego di un portatile o un Pc di classe A comporta una spesa annuale per la sola elettricità di appena 17 euro, consentendo un risparmio diretto di quasi 100 euro netti all’anno.
Acquisti più consapevoli
L’introduzione della nuova etichettatura per i computer rappresenta un tassello fondamentale per la gestione del bilancio domestico. Oltre a guidare gli acquirenti verso dispositivi meno impattanti sulle finanze mensili, la norma spingerà i produttori a investire su componenti sempre più efficienti. In un momento in cui la spesa energetica incide pesantemente sulle famiglie, la conoscenza del consumo reale dell’hardware diventa uno strumento di tutela irrinunciabile per chiunque stia pianificando un rinnovo delle proprie dotazioni tecnologiche.