Il solare salva la rete elettrica dal caldo estivo, ma l’Italia è lontana dai target 2030

Boom del fotovoltaico durante le ondate di calore, grazie al solare pesa meno l'utilizzo dei condizionatori

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Da una parte l’aumento della produzione solare, che contribuisce a soddisfare l’aumento della domanda di elettricità causato dalle ondate di calore in Europa; dall’altra rinnovabili che crescono, ma a un ritmo insufficiente per raggiungere gli obiettivi fissati al 2030. Questa è la situazione di partenza dell’analisi del Servizio Studi della Camera dei Deputati, che ha analizzato i dati di monitoraggio del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec) elaborati dal Gse.

Nel rapporto si tiene conto dei dati del 2025 tra produzione di energia da fonti rinnovabili e utilizzo dell’elettrico nei trasporti e nelle soluzioni domestiche. I dati europei, analizzati dal think tank energetico Ember, sono più recenti e mostrano come la produzione solare in diversi Paesi europei (quindi non solo in Italia) sia aumentata fino al 17%, permettendo di bilanciare gli alti consumi della stagione estiva flagellata dal caldo record.

L’uso dell’energia solare durante le ondate di calore

Grazie all’energia solare, il fabbisogno energetico europeo, spinto dall’ondata di calore, è stato soddisfatto. Il think tank energetico Ember ha analizzato i dati della produzione solare dei diversi Paesi europei durante le ondate di calore di giugno e luglio, rilevando così una produzione aumentata fino al 17% durante le ore diurne.

Secondo i ricercatori, questa ha permesso di alimentare la rete nel momento di massima domanda di elettricità. Le ondate di calore hanno infatti provocato un aumento dei consumi elettrici per il bisogno di raffrescamento, soprattutto per l’aria condizionata ad uso domestico e non.

Se si guarda all’inizio dell’estate 2025, la Francia ha registrato un picco serale di consumo elettrico superiore del 25% rispetto alla media fuori stagione proprio a causa dell’aria condizionata. Grazie all’energia solare, che ha reso più del solito, si è riusciti a stabilizzare i consumi.

Il solare ha prodotto più energia

Tra le energie rinnovabili è stato il solare a rendere più del solito durante l’ondata di calore. Si può immaginare facilmente il perché. Tra fine giugno e luglio, la domanda giornaliera di elettricità è aumentata molto rispetto alla media della stagione, ma allo stesso tempo è aumentata anche la produzione di energia.

Durante le ondate di calore, la media giornaliera di produzione è stata superiore del 17% in Francia e in Ungheria, del 5% in Spagna ed è rimasta stabile in Italia.

A fronte di una domanda giornaliera pari a:

Una maggiore produzione dipende anche dalla capacità del Paese, e l’Italia è ancora lontana dal target 2030.

Aumentano le energie rinnovabili in Italia

Nel dossier del Servizio Studi della Camera dei Deputati emerge come nel 2025 la quota di energia da fonti rinnovabili sui consumi finali complessivi sia salita al 20,5%. È un aumento rispetto agli anni precedenti, ma rimane inferiore alla traiettoria prevista dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima. Questo prevede infatti che entro il 2030 tale quota sia pari almeno al 39,4% dei consumi energetici. Questo significa, prosegue il report, che nei prossimi cinque anni sarà necessario raddoppiare l’attuale quota.

I numeri però risentono dell’assenza dei dati dei nuovi impianti e dei progetti avviati nel 2026. Intanto nel 2025 il fotovoltaico ha rappresentato oltre la metà della potenza installata, ma continua a produrre meno energia dell’idroelettrico. Cresce anche il biometano destinato ai trasporti e si iniziano a registrare i primi consumi di idrogeno rinnovabile.

Secondo il dossier, se raggiungeremo gli obiettivi entro il 2030 dipenderà quindi non solo dall’aumento della produzione da fonti rinnovabili, ma anche dalla capacità di far crescere tale produzione di pari passo con l’aumento dei consumi energetici, come nel caso delle ondate di calore registrate durante l’estate 2026.

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