L’Unione europea aggiorna la lista dei paradisi fiscali: vi entra il Vietnam

Aggiornato l'elenco europeo dei paradisi fiscali: da oggi vi è entrato anche il Vietnam. Cosa cambia per le imprese italiane che vi hanno rapporti commerciali

Pubblicato:

Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

Aggiornata dall’Unione europea la black list delle giurisdizioni non cooperative ai fini fiscali: vi sono entrati il Vietnam e l’arcipelago caraibico di Turks e Caicos. I Paesi che finiscono nella lista nera, sono dei territori o degli Stati che non rispettano gli standard internazionali di trasparenza e cooperazione fiscale: sono dei paradisi fiscali che utilizzano dei regimi agevolati per attirare capitali esteri, dove si ritiene venga agevolata l’evasione fiscale o il riciclaggio di denaro.

Vietnam in black list: cosa cambia per le imprese italiane

Il Vietnam è entrato nella blacklist principalmente per non aver rispettato gli impegni presi in precedenza sulla trasparenza fiscale e sulla lotta all’elusione. Questa decisione ha un impatto diretto sulle aziende italiane che hanno delle partecipazioni o degli scambi diretti con il Paese asiatico, perché dovranno gestire un sistema fiscale leggermente più gravoso:

Indipendentemente dalla black list dell’Unione europea, il Vietnam ha introdotto una serie di riforme a cui gli investitori devono prestare attenzione prima di investire in questo Paese. Con l’intento di ridurre la burocrazia per le piccole e medie imprese straniere sono stati aboliti 38 settori condizionati, nei quali non sarà più necessario ottenere licenze speciali o pareri preventivi dai ministeri competenti prima di registrare l’attività. L’obiettivo è quello di favorire settori tecnologici, manifattura avanzata e servizi logistici, che il Vietnam intende potenziare per competere con i vicini regionali.

Chi esce dalla black list

Con l’aggiornamento del 16 febbraio 2026, il Consiglio dell’Unione europea ha rimosso tre giurisdizioni dalla black list:

Questi paesi sono stati cancellati dall’elenco dei territori non cooperativi dopo aver compiuto progressi significativi nel conformarsi agli standard internazionali di trasparenza fiscale e cooperazione richiesti da Bruxelles.

Perché alcuni paesi vengono considerati come paradisi fiscali

I Paesi che entrano in black list sono Stati o territori che favoriscono l’evasione fiscale attraverso tre caratteristiche principali:

L’Unione Europea applica una serie di restrizioni alle aziende che utilizzano dei finanziamenti comunitari e che hanno rapporti con società presenti nei paradisi fiscali:

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963