Il 2026 si è aperto con una novità d’impatto per il mercato finanziario italiano: il raddoppio delle aliquote della Tobin Tax. La novità, introdotta dall’ultima Legge di Bilancio, non rappresenta solo un aumento dei costi di transazione, ma impone a investitori e risparmiatori una nuova consapevolezza nella gestione del portafoglio.
Per i contribuenti, questo scenario richiede un’attenzione particolare: mentre chi opera con intermediari italiani vedrà l’imposta gestita in automatico, chi utilizza broker esteri o effettua operazioni fuori mercato dovrà farsi carico dei nuovi adempimenti dichiarativi e dei versamenti diretti per evitare pesanti sanzioni.
Indice
Tobin Tax 2026, le nuove aliquote del 2026
La Legge di Bilancio 2026 ha inasprito il regime fiscale sulle transazioni fiscali, raddoppiando le aliquote della Tobin Tax. Questa novità non colpisce esclusivamente gli acquisti di azioni, ma anche il trading ad alta frequenza e gli ordini modificati o cancellati.
Mercati regolamenti e Mtf
L’imposta si applica agli acquisti di azioni e strumenti finanziari partecipativi emessi da società residenti in Italia. Il raddoppio interessa le due categorie principali. La prima coinvolge i mercati regolamentati e sistemi multilaterali, che vedono salire l’aliquota dallo 0,10% allo 0,20%. La Tobin Tax, in questo caso, si applica sul valore del saldo netto positivo di fine giornata.
Over the counter
La seconda riguarda i mercati non regolamentati (Over the counter o Otc) con transazioni dirette (contratti tra privati o fuori dai circuiti di Borsa), per le quali l’aliquota passa dallo 0,20% allo 0,40%.
Trading ad alta frequenza
Viene raddoppiata anche la tassazione specifica per il trading ad alta frequenza, ovvero per quegli ordini generati da algoritmi che vengono modificati o cancellati in tempi brevissimi. In questo caso l’aliquota passa dallo 0,02% allo 0,04%.
Si applica agli ordini annullati o modificati che eccedono la soglia del 60% degli ordini complessivi immessi in una singola giornata di negoziazione.
Strumenti derivati
Per i derivati (warrant, opzioni, futures, Cfd) con sottostante italiano, la Tobin Tax 2026 non si applica in percentuale, ma resta un’imposta in misura fissa calcolata a scaglioni sul valore nozionale del contratto. Sebbene le aliquote proporzionali delle azioni siano raddoppiate, per i derivati le tariffe variano da pochi centesimi fino a un massimo di 200 euro per operazione, ridotte a 1/5 se negoziati su mercati regolamentati come l’Idem.
Il legislatore ha però imposto un monitoraggio stretto per impedire che questi strumenti vengano usati in modo elusivo per replicare l’acquisto di azioni senza pagarne la nuova tassa dello 0,20%.
Il contribuente deve prestare attenzione poiché l’imposta è dovuta sia per l’acquisto che per la vendita (e non sul saldo netto a fine giornata come avviene per le azioni) e va versata autonomamente tramite Modello F24 se il broker è estero. L’imposta è dovuta sia all’apertura che alla chiusura della posizione.
| Valore della transazione | Mercati regolamentati | Mercati non regolamentati |
| Fino a 2.500 euro | 0,0125 euro | 0,0625 euro |
| 2.500 – 5.000 euro | 0,025 euro | 0,125 euro |
| 5.000 – 10.000 euro | 0,05 euro | 0,25 euro |
| 10.000 – 50.000 euro | 0,25 euro | 1,25 euro |
| 50.000 – 100.000 euro | 0,50 euro | 2,50 euro |
| 100.000 – 500.000 euro | 1,00 euro | 5,00 euro |
| 500.000 – 1.000.000 euro | 3,00 euro | 15,00 euro |
| Oltre 1.000.000 euro | 40,00 euro | 200,00 euro |
Chi deve effettuare il versamento
In Italia, il meccanismo di versamento della Tobin Tax è strutturato per gravare sull’acquirente, ma la gestione pratica è delegata agli intermediari per garantire un gettito costante e ridurre l’evasione.
Il sostituto d’imposta: broker e banche
Nella stragrande maggioranza dei casi, l’investitore non deve compilare alcun modulo. Se opera tramite una banca o un broker italiano, l’intermediario agisce come sostituto d’imposta:
- l’intermediario calcola l’imposta dovuta sul saldo netto a fine giornata;
- l’importo viene prelevato direttamente dal conto corrente o saldo trading dell’investitore;
- l’intermediario versa il totale all’Erario entro il giorno 16 del mese successivo all’operazione.
Broker esteri e responsabilità diretta
Se si utilizzano dei broker esteri che non operano come sostituti d’imposta in Italia, la responsabilità cambia:
- l’acquirente deve calcolare autonomamente l’imposta e versarla tramite modello F24 (codice tributo 4058);
- in caso di omesso o ritardato versamento, le sanzioni amministrative partono dal 30% dell’importo dovuto, oltre agli interessi di mora.
Responsabilità in solido
In caso di transazioni fuori mercato (Otc) effettuate senza intermediari (es. vendita di azioni tra privati davanti a un notaio):
- il notaio o l’intermediario che riceve l’atto è responsabile del versamento;
- se non interviene alcun intermediario, l’acquirente è l’unico responsabile legale del versamento verso l’Agenzia delle Entrate.
Operazioni esenti
Nonostante il raddoppio delle aliquote dal 1° gennaio 2026, la normativa italiana prevede diverse esenzioni e clausole di esclusione per tutelare la liquidità dei mercati e favorire la crescita delle piccole imprese.
Esenzione per capitalizzazione sotto i 500 milioni
Questa è l’esenzione più comune per i piccoli investitori. Non si paga la Tobin Tax sugli acquisti di azioni emesse da società residenti in Italia che hanno una capitalizzazione di mercato media inferiore a 500 milioni di euro.
La capitalizzazione viene verificata annualmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla base della media delle quotazioni del mese di novembre dell’anno precedente. È possibile consultare l’elenco ufficiale delle società esenti direttamente sul sito del Mef.
Operazioni Intraday
L’imposta si applica solo al saldo netto positivo di fine giornata per ciascun titolo.
Se un investitore acquista 1.000 azioni A al mattino e ne vende 1.000 nel pomeriggio del medesimo giorno, il saldo netto è zero e non deve pagare la Tobin Tax proporzionale.
Mercato primario e riorganizzazioni societarie
Sono escluse le operazioni che non costituiscono una compravendita sul mercato secondario, ma un’emissione di nuovi titoli o una riorganizzazione della struttura aziendale:
- sottoscrizione di azioni in fase di Ipo o aumenti di capitale;
- fusioni, scissioni e conferimenti d’azienda che comportano il trasferimento di azioni;
- trasferimenti di azioni a dipendenti o collaboratori nell’ambito di piani di incentivazione.