Rottamazione quinquies, rischio decadenza: con ContiTu scegli quali cartelle pagare

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione attiva ContiTu per la Rottamazione quinquies: si possono scegliere i debiti da mantenere

Pubblicato:

Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Chi ha aderito alla rottamazione quinquies ma non riesce più a sostenere l’intero piano di pagamento può usare il servizio ContiTu dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Lo strumento permette di scegliere quali debiti mantenere nella definizione agevolata e quali escludere. In questo modo il contribuente può ridurre l’importo complessivo da versare, conservando i benefici della rottamazione solo sulle cartelle o sugli avvisi selezionati. Il servizio non consente di pagare meno una singola cartella né di modificare il numero delle rate già scelto. Serve invece a rimodulare il piano, restringendo il perimetro dei debiti inclusi nella sanatoria. La questione è importante anche per evitare la decadenza dalla Rottamazione quinquies, cioè la perdita dei benefici previsti dalla definizione agevolata in caso di mancati o insufficienti pagamenti.

Come funziona il servizio ContiTu

ContiTu consente di scegliere solo alcune delle cartelle o degli avvisi inseriti nella comunicazione delle somme dovute. Dopo la selezione, il sistema ricalcola l’importo complessivo da pagare e genera nuovi moduli di versamento. I moduli vengono resi disponibili e inviati anche tramite email. Il servizio può essere utile per chi non riesce a rispettare l’intero piano originario, ma vuole comunque mantenere i benefici della definizione agevolata su una parte dei debiti.

Il numero delle rate, però, resta quello indicato nella domanda iniziale. Non è quindi possibile passare, durante la rimodulazione, a un piano più lungo o diverso da quello già scelto.

Rottamazione quinquies, quando si decade dai benefici

La decadenza dalla Rottamazione quinquies scatta quando il contribuente non rispetta le condizioni di pagamento previste dal piano. La normativa aggiornata prevede la perdita dei benefici in caso di mancato o insufficiente pagamento dell’unica rata. La decadenza può scattare anche se non vengono pagate due rate, anche non consecutive, oppure se non viene versata l’ultima rata del piano.

In questi casi vengono meno gli effetti della definizione agevolata. Questo significa che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può riprendere le ordinarie attività di recupero sugli importi dovuti. Per questo ContiTu può diventare uno strumento utile per chi teme di non riuscire a pagare tutto. Riducendo il numero delle cartelle inserite nel piano, il contribuente può provare a rendere più sostenibili le rate confermate. Resta però un punto essenziale: ogni rata del nuovo piano deve essere pagata per intero e nei termini previsti.

Cosa non si può fare con ContiTu

Non è possibile ridurre in autonomia l’importo dovuto per una singola cartella. Il contribuente può decidere se mantenere o escludere un debito dalla definizione agevolata, ma non può versarne solo una parte conservando i benefici. Non è possibile pagare solo una quota di una rata. Allo stesso modo, non si può cambiare liberamente il numero delle rate scelto al momento dell’adesione.

I benefici della sanatoria restano validi solo per i debiti che vengono mantenuti nel piano rimodulato. Le cartelle escluse non restano coperte dalla Rottamazione quinquies.

Cosa succede alle cartelle escluse

Escludere una cartella dal piano ContiTu ha conseguenze dirette. Su quei debiti la rottamazione quinquies smette di produrre effetti. L’agente della riscossione può quindi riprendere le normali azioni di recupero. Questo può comportare solleciti e, nei casi previsti, misure cautelari o esecutive. La scelta va quindi valutata con attenzione. ContiTu permette di salvare una parte della definizione agevolata, ma i debiti lasciati fuori tornano nel percorso ordinario di riscossione.

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