Scadenza Imu 2026, ultimo giorno per versare l’acconto: come si calcola e sanzioni

Scade oggi il termine per l'acconto Imu 2026. Chi deve pagare, come si calcola l'imposta e cosa rischia chi non versa entro il 16 giugno

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Oggi, martedì 16 giugno 2026, scade il termine per versare l’acconto dell’Imu, l’imposta municipale unica sugli immobili. Chi non paga entro oggi potrà comunque regolarizzare la propria posizione, ma dovrà mettere in conto una somma maggiorata attraverso il ravvedimento operoso.

Cos’è l’Imu e chi deve pagarla

L’Imu grava su chi possiede immobili diversi dall’abitazione principale. La prima casa è esente, a meno che non rientri nelle categorie catastali di lusso come A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio storico). Sono inoltre esclusi dal pagamento:

Chi invece è tenuto a versare l’imposta sono i proprietari di seconde case, immobili in affitto, uffici, negozi e capannoni industriali. Lo stesso obbligo vale per chi detiene un diritto reale di godimento, come l’usufrutto.

Come si calcola e quando si paga

Il meccanismo di calcolo è sempre lo stesso. Si parte dalla rendita catastale dell’immobile, che viene rivalutata del 5% e moltiplicata per il coefficiente previsto dalla categoria catastale (ad esempio 160 per le abitazioni e 80 per gli uffici). Il risultato costituisce la base imponibile sulla quale si applica l’aliquota stabilita dal Comune. L’acconto di giugno si calcola applicando le aliquote in vigore nel 2025, mentre il saldo di dicembre scade il prossimo 16 dicembre e utilizzerà le aliquote aggiornate al 2026.

È possibile anche pagare tutto in un’unica soluzione entro oggi, applicando però le aliquote dello scorso anno. Il pagamento avviene tramite modello F24 o bollettino postale, oppure online attraverso il servizio F24 Web dell’Agenzia delle Entrate.

Sul pagamento dell’Imu pesano delle disparità territoriali importanti. A parità di tipologia di immobile, su una seconda casa si possono pagare 391 euro l’anno a Palermo e 3.499 a Roma. A fotografarlo è lo studio del Dipartimento Stato Sociale, Politiche Economiche Fiscali e Previdenziali, Mezzogiorno e Immigrazione della Uil.

Agevolazioni e riduzioni previste dalla legge

La normativa prevede diverse riduzioni dell’Imu per specifiche situazioni:

Cosa succede se non si paga oggi

I contribuenti che non riescono a versare entro oggi dovranno fare i conti con il ravvedimento operoso. Oltre all’imposta dovuta, andranno aggiunti gli interessi al tasso legale e una sanzione ridotta che cresce nel tempo: dallo 0,08% entro 15 giorni dalla scadenza, all’1,25% entro 30 giorni, fino all’1,39% entro 90 giorni. Il ravvedimento è però possibile solo finché la violazione non è stata formalmente contestata o non sono iniziati i controlli da parte delle autorità competenti.

Le proposte di riforma all’orizzonte

Ma il quadro normativo dell’Imu potrebbe cambiare nei prossimi mesi. Forza Italia ha presentato un emendamento al Piano Casa per ridurre l’imposta al 50% per gli immobili affittati a canone concordato a under 35 e genitori separati non assegnatari della casa familiare. Fratelli d’Italia chiede invece l’esenzione per gli immobili degli ex IACP anche se sfitti. Il Piano Casa, tuttavia, è attualmente in stallo dopo la bocciatura delle Regioni e nessuna delle proposte è ancora legge.

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