Flat tax sugli aumenti e turni festivi, come funziona e chi vi ha diritto

Ufficialmente operativa la flat tax sugli aumenti e sui turni festivi/notturni. Vediamo nel dettaglio come funziona e chi ne ha diritto

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

Con la pubblicazione della circolare n. 2/E/2026, l’Agenzia delle Entrate ha sciolto le riserve operative sulle nuove imposte sostitutive introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Il documento fornisce ai datori di lavoro le istruzioni dettagliate per applicare la flat tax sugli aumenti contrattuali e quella sulle indennità di turno e festivi, delineando un quadro fiscale più leggero per i redditi da lavoro dipendente grazie a questo sistema di tassazione sostitutiva.

Flat Tax, sugli aumenti contrattuali

Tra i punti salienti che sono stati affrontati dall’Agenzia delle Entrate all’interno della circolare n. 2/E/2026 vi sono i dettagli operativi per l’applicazione della flat tax al 5% sugli incrementi retributivi. La tassazione sostitutiva viene applicata in ambito molto ristretto: ne possono fruire, infatti, esclusivamente i lavoratori dipendenti del settore privato.

Ma non solo: l’agevolazione spetta unicamente a quanti, nel corso del 2025, abbiano percepito un reddito da lavoro dipendente inferiore a 33.000 euro lordi. Nel computo del limite devono essere inclusi tutti gli importi che il lavoratore ha percepito per lo svolgimento del proprio lavoro subordinato, anche se sono arrivati da più datori di lavoro.

Particolare attenzione, inoltre, è stata prestata alle somme che rientrano nel perimetro delle agevolazioni: la flat tax si applica esclusivamente agli aumenti che derivano dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali, che siano stati sottoscritti nel corso del triennio 2024-26.

La tassazione agevolata, però, non si applica all’intero stipendio, ma solo alla quota di retribuzione diretta che rappresenta l’incremento rispetto ai minimi tabellari precedenti al rinnovo.

Nella circolare, inoltre, viene chiarito che l’agevolazione copre anche gli aumenti corrisposti durante i periodi di assenza retribuita, come malattia, maternità, paternità od infortunio.

Il meccanismo di calcolo adottato

Come viene calcolata, ai fini pratici, la flat tax? Nel caso in cui un rinnovo contrattuale dovesse prevedere degli scatti in tempi diversi, l’aliquota del 5% segue la decorrenza degli stessi: se un primo aumento decorre da giugno 2025 e un secondo da giugno 2026, nel 2026 la tassazione al 5% si applicherà sul primo scatto per le mensilità da gennaio a maggio, e sull’importo cumulato dei due scatti da giugno in poi. Gli effetti iniziano a manifestarsi concretamente a partire dalle buste paga di aprile 2026.

Il datore opera come sostituto d’imposta: il dipendente ha la facoltà di rinunciare all’agevolazione (ad esempio se prevede di superare il limite di reddito complessivo a causa di altri redditi) comunicandolo espressamente.

La tassazione agevolata su notturni, festivi e turni

L’Agenzia delle Entrate, inoltre, ha fornito delle istruzioni precise e ben delineate sulla flat tax dedicata alle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni, che è stata introdotta attraverso la Legge di bilancio 2026.

Oggetto dell’agevolazione: cosa rientra

L’imposta sostitutiva del 15% viene applicata esclusivamente a:

Per le somme che vengono erogate nel corso del 2026 il beneficio riguarda i compensi percepiti nel corso dell’anno 2026, seguendo il principio di cassa allargato (somme pagate entro il 12 gennaio 2027 se riferite al 2026).

Limiti e franchigia

L’agevolazione si applica entro un limite complessivo annuo di 1.500 euro lordi per lavoratore.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che questo limite agisce come una franchigia: le somme percepite oltre i 1.500 euro saranno soggette a tassazione ordinaria Irpef.

Requisiti soggettivi

Analogamente alla flat tax al 5%, la misura è destinata ai soli lavoratori dipendenti del settore privato: l’accesso, inoltre, è riservato a chi ha conseguito, nel corso del 2025, un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro.

Modalità operative per il datore di lavoro

Il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, applica l’aliquota del 15% automaticamente in busta paga.

Anche in questo caso il lavoratore ha la possibilità di richiedere per iscritto la non applicazione dell’imposta sostitutiva, preferendo la tassazione ordinaria (opzione utile, ad esempio, per recuperare detrazioni fiscali altrimenti non spettanti).

La circolare ha specificato che restano esclusi dal beneficio gli straordinari ordinari (non legati a notturni o festivi), il Tfr e i premi di risultato (che seguono il loro regime specifico al 1%).

Casi particolari: la sanità

Per il personale sanitario (medici e infermieri), la Legge di Bilancio 2026 prevede regimi specifici per le prestazioni aggiuntive volte all’abbattimento delle liste d’attesa, che possono godere di una detassazione strutturale al 15% indipendente dai limiti generali sopra citati.

Come vanno gestiti i premi di produttività e i fringe benefit

Alcune indicazioni vengono fornite anche per questi due strumenti rendendoli più vantaggiosi per il 2026. Per quanto riguarda i premi di produttività al 1%, la novità non è legata esclusivamente all’aliquota minima, ma anche all’ampliamento dei volumi.

L’imposta sostitutiva, infatti, scende dal 5% all’1%, rendendo il premio quasi netto per il lavoratore, mentre il limite massimo del premio tassabile sale da 3.000 a 5.000 euro annui.

Per accedere all’agevolazione resta fermo il limite di reddito del lavoratore conseguito nel corso dell’anno precedente (80.000 euro).

La circolare ribadisce che per applicare l’1%, i premi devono essere legati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione, misurabili e verificabili tramite indicatori oggettivi stabiliti nei contratti aziendali o territoriali.

Fringe benefit 2026

Il regime di esenzione per fringe benefit – previsto dall’articolo 51, comma 3 del Tur – per il 2026 ha confermato delle soglie differenziate:

Al loro interno rientrano oltre ai classici beni e servizi (auto uso promiscuo, buoni spesa):

Per la soglia dei 2.000 euro, il lavoratore deve dichiarare al datore di lavoro il codice fiscale dei figli a carico per consentire l’applicazione corretta del limite maggiorato.

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