Esenzione Imu sulla seconda casa, riduzioni e agevolazioni: chi non deve pagare

Quando è possibile ottenere l’esenzione IMU sulla seconda casa: requisiti, novità sulle aliquote e come fare richiesta al Comune

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

L’IMU è una delle principali imposte sugli immobili in Italia e, nella maggior parte dei casi, riguarda le seconde case. Esistono diverse eccezioni che permettono di non pagare l’imposta oppure di ottenere riduzioni anche significative. Si tratta di situazioni specifiche, spesso poco conosciute, che dipendono sia dalla normativa nazionale sia dalle decisioni dei singoli Comuni.

Esenzione IMU per anziani e disabili ricoverati

Tra i casi più rilevanti c’è quello che riguarda anziani e persone con disabilità ricoverati in modo permanente in strutture come case di riposo, RSA o istituti di cura. In queste situazioni, l’immobile di proprietà può essere equiparato all’abitazione principale e quindi non soggetto a IMU, ma solo a determinate condizioni. Come previsto dalla normativa, l’esenzione è riconosciuta quando:

Non si tratta di un’esenzione automatica e dipende dalle decisioni adottate dai singoli Comuni. Per questo motivo, è necessario verificare le delibere comunali per capire se l’agevolazione è applicabile nel proprio caso.

Il ruolo delle delibere comunali

Le esenzioni IMU sulla seconda casa non sono sempre previste in modo uniforme. Molte agevolazioni, infatti, dipendono dalle scelte dei Comuni, che devono approvare regolamenti specifici. Se la delibera non viene adottata nei tempi previsti, l’imposta deve essere comunque pagata con le aliquote ordinarie. Eventuali agevolazioni introdotte successivamente potranno essere recuperate tramite conguaglio. Per questo motivo, è sempre necessario consultare:

Immobili inagibili: riduzione fino al 50%

Un’altra eccezione importante riguarda gli immobili dichiarati inagibili. Un fabbricato è considerato inagibile quando presenta condizioni tali da non poter essere utilizzato, né come abitazione né per altre finalità. Si tratta, ad esempio, di situazioni legate a:

In questi casi, la normativa prevede una riduzione dell’IMU pari al 50% della base imponibile. Per ottenere l’agevolazione è necessario dimostrare lo stato dell’immobile attraverso una perizia tecnica o una certificazione rilasciata dal Comune.

Quando la seconda casa può diventare “prima casa”

Ci sono situazioni in cui una seconda casa può essere considerata, di fatto, abitazione principale. Un esempio riguarda i coniugi che, per esigenze lavorative o personali, vivono in due abitazioni diverse. In questi casi, la giurisprudenza ha chiarito che entrambi possono beneficiare dell’esenzione, a condizione che sia dimostrata la reale dimora abituale. Per ottenere il riconoscimento è necessario fornire elementi concreti, come:

Non è sufficiente dichiarare l’utilizzo dell’immobile: serve una prova effettiva della presenza stabile.

Altre agevolazioni sulla seconda casa

Oltre ai casi di esenzione totale, esistono anche situazioni che consentono una riduzione dell’imposta. Tra queste rientrano:

Anche in questi casi, le agevolazioni non sono automatiche e richiedono specifiche verifiche e dichiarazioni.

Come richiedere l’esenzione o la riduzione

Per accedere ai benefici IMU è necessario presentare una richiesta al Comune competente, allegando la documentazione che dimostra il possesso dei requisiti. Le verifiche possono includere controlli sulle utenze, sulla residenza e sull’effettivo utilizzo dell’immobile. In alcuni casi, l’amministrazione può effettuare accertamenti successivi per confermare la correttezza delle dichiarazioni.

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