Dichiarazione Iva 2026, istruzioni operative, scadenza e novità dall’Agenzia delle Entrate

Come funziona la Dichiarazione Iva e chi la deve presentare entro la fine del mese di aprile. Tutte le indicazioni operative

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

Per la Dichiarazione Iva 2026, relativa all’anno d’imposta 2025, c’è tempo fino al 30 aprile 2026 per la trasmissione telematica: un appuntamento cruciale che funge da sintesi finale dell’intera attività documentata durante l’esercizio. Questo modello non è una semplice formalità, ma lo strumento tecnico con cui il contribuente ricostruisce il volume d’affari, determina l’imposta dovuta o il credito spettante e comunica all’Amministrazione Finanziaria tutte le operazioni attive e passive effettuate, inclusi i dati relativi alle liquidazioni periodiche e agli acquisti intracomunitari.

Dichiarazione Iva 2026: la scelta del modello

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti due differenti modelli, che sono stati approvati con il provvedimento 51732/2026:

Il Modello Iva 2026 (ordinario) deve essere utilizzati dai soggetti che devono comunicare dati complessi come operazioni straordinarie, regimi speciali o che devono compilare dei quadri specifici, come il quadro VO per le opzioni o quadro VQ per i versamenti omessi.

Il Modello Iva Base 2026 è, in altre parole, una versione semplificata per i contribuenti con un’attività lineare. Può essere utilizzata se, nel corso del 2025, non sono state effettuate delle operazioni con l’estero, quando non si applicano dei regimi speciali e non si sono verificate delle operazioni straordinarie.

Come deve essere inviata la dichiarazione

La Dichiarazione Iva deve essere trasmessa esclusivamente online attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate: è necessario utilizzare il software di compilazione aggiornato (disponibile dal 10 febbraio 2026) e il software di controllo per verificare la congruenza dei dati prima dell’invio.

La trasmissione deve avvenire attraverso i servizi Fisconline o Entratel, caricando il file autenticato tramite l’applicazione Desktop Telematico. In alternativa è possibile affidarsi a un professionista, commercialista o Caf, che provvederà alla trasmissione e rilascerà al contribuente l’impegno alla presentazione e la ricevuta di avvenuto invio.

Come si deve muovere chi ha inviato la comunicazione Lipe

Chi dovesse aver inviato la Lipe del quarto trimestre entro la scadenza del 2 marzo, non deve tirare ancora un sospiro di sollievo: il lavoro non è finito. Questa comunicazione, infatti, serve solo a fotografare gli ultimi mesi dell’anno, ma non sostituisce il bilancio finale.

Adesso la palla passa alla Dichiarazione Iva annuale, che rimane un obbligo imprescindibile da portare a termine entro il 30 aprile 2026. Ricapitolando, i contribuenti che hanno seguito la via della comunicazione autonoma a marzo devono ora preparare il modello completo per riepilogare l’intera annata fiscale.

L’unica eccezione riguarda chi ha giocato d’anticipo: solo chi ha presentato la Dichiarazione IVA completa già entro il 2 marzo, integrando i dati del quarto trimestre nel quadro VP, ha potuto evitare l’invio della Lipe separata e ha già chiuso i conti con il fisco. Per tutti gli altri, l’appuntamento finale resta fissato per fine aprile.

La novità introdotte nel 2026

Il modello per la Dichiarazione Iva introduce importanti adeguamenti normativi, con un focus particolare sulla lotta all’evasione nel settore della logistica e sul recepimento della giurisprudenza europea.

Reverse charge nel settore logistica

L’introduzione del reverse charge nel settore della logistica rappresenta una misura cruciale della Legge di Bilancio 2025. L’obiettivo è prevenire frodi Iva in catene di subfornitura complesse, dove spesso l’imposta veniva incassata dai fornitori ma mai versata all’Erario.

Il meccanismo si applica alle prestazioni di servizi di logistica, trasporto e movimentazione merci rese in esecuzione di contratti di appalto o subappalto a favore di imprese.

Il modello è stato aggiornato per garantire la piena tracciabilità di queste operazioni. Per chi emette la fattura, le operazioni non soggette a Iva per inversione contabile vanno nel rigo Ve38: questo dato contribuisce alla formazione del volume d’affari ma senza debito d’imposta per chi emette fattura.

Per il committente il Quadro Vj è ora suddiviso in Sezione 1 (per gli acquisti interni soggetti a inversione contabile) e Sezione 2 (per l’integrazione dell’imposta). Nello specifico, le prestazioni di logistica devono essere indicate nel rigo Vj18 per calcolare l’imposta a debito.

Società di comodo e crediti Iva

Il modello recepisce l’orientamento della giurisprudenza della Corte di Giustizia UE riguardo alle cosiddette società non operative (ossia quelle di comodo).

Sono state rimosse o attenuate le limitazioni storiche che impedivano a queste società di utilizzare o chiedere a rimborso il credito Iva. Questo riassetto dichiarativo permette una gestione più flessibile dei crediti accumulati, riducendo il rischio di contenzioso basato sulla sola presunzione di non operatività.

Gestione crediti e versamenti

Per la gestione dei crediti e dei versamenti il Quadro Vq è stato aggiornato per permettere il recupero dei crediti Iva maturati a seguito di versamenti periodici omessi ma successivamente regolarizzati tramite ravvedimento operoso o a seguito di avvisi di irregolarità.

Nel Quadro VX sono stati inseriti nuovi chiarimenti nelle istruzioni per la gestione dei rimborsi Iva relativi a opere effettuate su beni di terzi, con riflessi diretti sulla compilazione del rigo VX4.

Semplificazioni e modelli precompilati

L’Agenzia delle Entrate continua il percorso di semplificazione attraverso l’Iva Precompilata.

Una platea più ampia di contribuenti (inclusi molti soggetti Isa) può ora visualizzare e confermare i dati pre-inseriti dal sistema basati sulle fatture elettroniche e sui corrispettivi telematici.

Aliquote agevolate per le Isole Minori

A partire dal 2026, per un gruppo selezionato di isole con popolazione inferiore a 20.000 abitanti, viene applicata una riduzione forfettaria del 30% rispetto alle aliquote ordinarie nazionali. In termini operativi, le aliquote da applicare in fattura e riepilogare in dichiarazione diventano:

L’applicazione di queste aliquote speciali richiede attenzione nei Quadri Ve (operazioni attive) e Vf (operazioni passive).

L’agevolazione non è indiscriminata: si applica principalmente alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate territorialmente nell’isola a favore di residenti o imprese con sede legale/operativa nel territorio insulare. Le istruzioni del Modello Iva 2026 chiariscono che il superamento stagionale della popolazione (turisti) non inficia il requisito dei 20.000 abitanti, che resta basato sull’anagrafe comunale.

 

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