Ecobonus 2026, come funziona, come si ottiene e chi lo può chiedere quest’anno

Confermato anche per il 2026 l'Ecobonus: prorogate fino al 31 dicembre le aliquote dell'anno scorso. Vediamo chi lo può chiedere e come funziona

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

Confermato anche per quest’anno l’Ecobonus: la Legge di Bilancio 2026 ha prorogato fino al 31 dicembre l’agevolazione mantenendo le stesse aliquote del 2025. La detrazione fiscale può essere richiesta per i lavori realizzati in un immobile di proprietà, che hanno lo scopo di ridurre i consumi energetici.

Come funziona l’Ecobonus nel 2026

Nel 2026 le famiglie hanno la possibilità di chiedere una detrazione fiscale per i lavori di riqualificazione energetica che hanno effettuato sugli immobili di proprietà già esistenti.

L’Ecobonus prevede due diverse aliquote, calcolate sul totale delle spese che sono state effettuate e che sono ammesse per accedere alla misura, in base al tipo di immobile. Sono:

A partire dal 1° gennaio 2027 (e per i lavori effettuati entro il 31 dicembre 2027) le aliquote sono destinate a scendere, salvo ripensamenti dell’ultimo momento:

Attraverso l’Ecobonus il Governo si è fissato un obiettivo ben preciso: spingere le famiglie ad utilizzare delle fonti energetiche rinnovabili.

Chi può accedere al contributo: i requisiti

È possibile richiedere l’Ecobonus quando vengono effettuati dei lavori sia all’interno di un immobile privato che di un condominio.

Per accedere all’agevolazione è necessario che:

Quali lavori sono ammessi nel 2026

Lo scopo dell’Ecobonus è quello di incentivare, come già detto, gli interventi di risparmio energetico ed è possibile richiederlo quando vengono effettuati lavori per:

Volendo sintetizzare al massimo è possibile accedere all’Ecobonus per i lavori che permettono di ridurre l’energia necessaria per riscaldare e raffreddare la casa.

Questo è il motivo per il quale vi rientrano gli interventi che permettono di sostituire l’impianto di riscaldamento e quello per la produzione di acqua calda.

Quali requisiti devono avere gli edifici

Per poter accedere all’Ecobonus, l’immobile sul quale vengono effettuati gli interventi deve essere già esistente e iscritto al catasto o con richiesta di accatastamento.

Nel caso in cui sia dovuta, l’Imu deve essere stata versata regolarmente.

L’agevolazione si può richiedere per tutti gli immobili, indipendentemente dalla categoria catastale a cui appartengono e della loro destinazione d’uso: non devono essere necessaria degli edifici residenziali.

L’immobile, inoltre, deve essere regolarmente riscaldato, sempre che l’intervento non preveda l’installazione di pannelli solari termici, generatori a biomassa o schermature solari.

Massimali di spesa in base ai lavori

Sono previsti alcuni massimali di spesa, che variano a seconda della tipologia di intervento effettuato.

Il limite di detrazione è pari a:

Quali documenti devono essere conservati

Un capitolo particolarmente importante per la gestione dell’Ecobonus 2026 è la conservazione dei documenti, che devono attestare che il contribuente ha realmente sostenuto la spesa e che gli interventi effettuati hanno determinato un miglioramento delle prestazioni energetiche.

In altre parole è necessario custodire con cura:

L’obbligo della comunicazione a Enea

Per poter richiedere l’Ecobonus è necessario effettuare la comunicazione all’Enea prima di indicare la spesa sostenuta all’interno della dichiarazione dei redditi.

Questa operazione deve essere effettuata entro 90 giorni dalla fine dei lavori e deve essere utilizzato il portale ufficiale dell’Ente.

L’Agenzia delle Entrate, nella risoluzione 46/E/2021, ha chiarito che non comunicare i dati all’Enea non ha effetto, ai fini fiscali, per ottenere il bonus ristrutturazioni.

Lo stesso chiarimento non può essere applicato all’Ecobonus, perché il Decreto edifici del 2007 prevede esplicitamente l’obbligo di inviare copia dell’attestato di certificazione della riqualificazione energetica e una copia della scheda informativa degli interventi realizzati.

Come richiedere l’Ecobonus nel 2026

Non è più possibile accedere all’Ecobonus attraverso lo sconto in fattura o con la cessione del credito. L’unica strada percorribile, per poter accedere all’agevolazione, è la detrazione Irpef direttamente nella dichiarazione dei redditi.

Le spese di efficientamento energetico, quindi, devono essere portate in detrazione con il Modello 730/2028, attraverso il quale si pagano le imposte del 2027 per i lavori saldati entro il 31 dicembre 2026.

Nel caso in cui dovesse essere utilizzata la dichiarazione precompilata, i dati dovrebbero essere stati già inseriti dall’Agenzia delle Entrate, che dovrebbe aver calcolato le detrazioni che spettano.

Chi invece utilizza i modelli ordinari si deve muovere come segue:

Ogni anno si ha diritto, come già detto, a un decimo della detrazione. Per rientrare completamente del contributo sono quindi necessari 10 anni.

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