Al via il credito di imposta contro il caro carburanti, come fare domanda entro il 15 settembre

L'agevolazione nasce con l'obiettivo di attenuare l'impatto dell'aumento del prezzo del gasolio su un comparto particolarmente esposto alle oscillazioni dei mercati energetici.

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Dal 1° al 15 settembre 2026 è possibile presentare la domanda per ottenere il nuovo credito d’imposta per il gasolio. La misura è destinata alle imprese dell’autotrasporto e del trasporto di persone che, nel periodo compreso tra marzo e agosto 2026, hanno dovuto sostenere costi più elevati per l’acquisto del carburante.

Chi può richiedere il credito di imposta contro il caro carburanti

Possono accedere al credito le imprese con sede o stabile organizzazione in Italia che operano nel trasporto e utilizzano veicoli appartenenti alle classi Euro V ed Euro VI, purché risultino avere una posizione attiva nel registro elettronico nazionale (Ren) al 31 luglio 2026 o nel periodo compreso tra il 1° marzo e il 31 agosto 2026.

In particolare, la misura interessa le imprese che svolgono:

Quanto spetta

Con il credito di imposta le imprese possono ottenere fino al 70% della maggiore spesa sostenuta nei singoli mesi interessati. Il confronto viene effettuato tra il prezzo del gasolio registrato nei mesi compresi tra marzo e agosto 2026 e quello rilevato nel mese di febbraio 2026 dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

Al momento della domanda, non basta indicare quanto gasolio è stato acquistato, ma occorre disporre della documentazione necessaria a dimostrare gli acquisti e i relativi costi.

Come presentare la domanda entro il 15 settembre 2026

Le domande per richiedere il credito di imposta sono state già aperte. I beneficiari in possesso dei requisiti richiesti hanno tempo fino al 15 settembre 2026 per procedere con l’invio telematico, attraverso la piattaforma predisposta dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

L’accesso avviene tramite Spid o Cie da parte del titolare dell’impresa oppure del legale rappresentante. Una volta entrato nel sistema, il soggetto abilitato può anche autorizzare altri incaricati a operare per conto dell’azienda. Una volta completata e trasmessa l’istanza, la piattaforma rilascia un codice identificativo che l’impresa utilizzerà per monitorare lo stato della propria pratica e avere un riferimento per eventuali successive comunicazioni.

I documenti necessari

Per la richiesta è necessario predisporre:

Quando arriva il credito

La trasmissione corretta della domanda non comporta automaticamente il riconoscimento del credito. Dopo la chiusura della finestra per la presentazione delle richieste, infatti, il ministero dei Trasporti procederà con le verifiche previste dalla normativa. Il riconoscimento dell’agevolazione avverrà comunque nei limiti delle risorse disponibili, pari complessivamente a 364,1 milioni di euro per il 2026.

La corretta presentazione dell’istanza rappresenta una condizione necessaria, ma l’effettiva concessione del beneficio è collegata alle verifiche e alle risorse stanziate. Infatti, se la domanda presenta errori o anomalie tali da determinare il rigetto dell’istanza, l’impresa può correggere la documentazione e trasmettere una nuova domanda ma solo entro la chiusura della piattaforma, quindi entro il 15 settembre 2026.

Come si può utilizzare il credito

Una volta riconosciuto, il beneficio non viene erogato come un pagamento diretto sul conto corrente dell’impresa. Il credito d’imposta potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026.

L’impresa potrà quindi sfruttare l’agevolazione per ridurre tasse e imposte dovute al Fisco, attraverso uno sconto, senza concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile Irap.

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