Conto termico 3.0, proroga di 40 giorni dei termini ma meno fondi ai privati

La riapertura delle procedure per l'assegnazione del Conto Termico 3.0 dopo la chiusura di marzo ha costretto Gse a emanare una proroga di 40 giorni

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Matteo Runchi

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Il Gestore servizi energetici ha riaperto il portale per le domande d’accesso al Conto termico 3.0, uno dei principali bonus per gli efficientamenti energetici degli edifici rimasti dopo la fine del Superbonus 110%. Il servizio era stato chiuso a marzo, quando un eccesso di domande aveva causato un esaurimento improvviso dei fondi.

Questo ha creato però un problema per gli interventi che avrebbero dovuto presentare la documentazione per ottenere il Conto termico 3.0 nel periodo di chiusura del portale. Di conseguenza, è stata emanata una proroga di 40 giorni sui termini stabiliti, in modo che nessun intervento risentisse di questa problematica.

La chiusura del portale per il Conto termico 3.0

Il 3 marzo scorso Gse, il Gestore dei servizi energetici, ha avviato le domande per il Conto termico 3.0. Il bonus era però stato cambiato rispetto alle sue versioni degli scorsi anni, e aveva incluso un bonus fino al 100% del valore degli interventi di efficientamento energetico sugli edifici di proprietà dei Comuni con meno di 15.000 abitanti. Al contempo, i 900 milioni di euro messi a disposizione non erano stati suddivisi tra le varie categorie che potevano richiedere il Conto termico:

In poche ore erano arrivate al portale richieste per più di 1,3 miliardi di euro, 400 milioni in più dei fondi a disposizione. Buona parte di queste domande erano arrivate proprio dai piccoli Comuni. Questo aveva causato le proteste dei privati e delle imprese, che rischiavano di vedersi esclusi dall’incentivo. Gse ha quindi deciso di sospendere le domande e di disattivare il portale.

La proroga di 40 giorni concessa da Gse

La situazione è rimasta tale fino allo scorso 13 aprile, quando il portale è tornato online con una nuova divisione dei fondi:

Da questo però è emerso un altro problema. La normativa prevede infatti che la domanda per il Conto termico debba essere presentata 90 giorni dopo la conclusione dell’intervento che si vuole eseguire. Per alcuni interventi che avevano presentato domanda, però, questa data ricadeva nel periodo tra il 3 marzo e il 12 aprile 2026, quando il portale per le domande era chiuso. Di conseguenza è stata riconosciuta una proroga di 40 giorni, che si applica sia questi interventi, sia a quelli conclusi dopo il 25 dicembre 2025.

Fondi limitati per i privati

Nonostante questi accorgimenti, rimane il principio per cui i piccoli Comuni saranno avvantaggiati rispetto alle altre pubbliche amministrazioni e soprattutto rispetto ai privati. Come visto, infatti, attraverso il Conto termico 3.0, potranno ottenere sconti fino al 100% sugli interventi per l’efficientamento energetico degli edifici.

Al contrario, per i privati e per le altre amministrazioni pubbliche, questo sconto non può andare oltre il 65%. La limitazione dei fondi per le pubbliche amministrazioni a 400 milioni di euro protegge in parte i privati e le imprese dalla concorrenza dei piccoli Comuni, ma al contempo limita ai restanti 500 milioni di euro i fondi per loro disponibili.

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