Bonus mamme, cosa può cambiare con la Manovra 2027: importi, requisiti e nuove decontribuzioni

Bonus mamme 2027 ancora da confermare. Tutte le ipotesi, i requisiti attuali e come potrebbe cambiare il sostegno alle lavoratrici

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Il Bonus mamme è tra le misure più attese della Manovra 2027, ma la sua conferma non è ancora definitiva. Importi, requisiti e modalità dipenderanno dal testo finale della Legge di Bilancio. Intanto però ci sono già delle proposte sul tavolo per prorogare la misura e potenziarla.

Cosa può cambiare davvero dal 2027

Dal 2027 è già programmato l’avvio di un esonero contributivo parziale per le madri con almeno due figli, introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 e rinviato di un anno. Il contributo da 60 euro è nato come misura transitoria in attesa di questa decontribuzione. La Manovra 2027 dovrà quindi chiarire se:

Per l’esonero 2027 sono già delineati alcuni elementi:

Perché la conferma diventa strategica

Il contesto demografico italiano rende il sostegno alle madri lavoratrici una scelta non solo sociale, ma economica. Nel 2024 sono nati in Italia 369.944 bambini, quasi 10mila in meno rispetto al 2023 (-2,6%), con il numero medio di figli per donna sceso a 1,18, minimo storico. Rispetto al 2008, quando si superarono le 576mila nascite, il Paese ha perso circa 207mila nascite all’anno (-35,8%).

Meno giovani significa, nel lungo periodo, una platea più ridotta di lavoratori chiamati a sostenere il sistema previdenziale e i servizi di welfare. Il calo demografico può avere ripercussioni anche sulla scuola, sui servizi locali e sulla capacità produttiva del Paese. La misura prova ad alleggerire una parte del costo economico e organizzativo della genitorialità, soprattutto quando entrambi i genitori lavorano.

Come funziona il contributo da 60 euro nel 2026

La Legge di Bilancio 2026 ha potenziato il Bonus mamme su due fronti: importo e platea.

I requisiti principali sono:

La prestazione è erogata dall’Inps su domanda, non è tassata, non è soggetta a contribuzione e non concorre all’Isee.

Bonus mamme, la decontribuzione IVS per madri con tre o più figli

Accanto al Bonus mamme da 60 euro mensili, resta operativa fino al 31 dicembre 2026 la decontribuzione IVS. Si tratta di un esonero del 100% della quota dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice per invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS), fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 18 anni, con un tetto massimo di 3.000 euro annui (circa 250 euro al mese).

Per accedere all’agevolazione bisogna essere madri di tre o più figli (inclusi adottati o in affidamento preadottivo), con almeno un figlio di età inferiore a 18 anni, che sia il più piccolo. Il requisito si perfeziona nel mese di nascita o di ingresso in famiglia. Non decade in caso di decesso del figlio o di affidamento esclusivo al padre. Non vengono invece computati i figli per i quali è cessata la responsabilità genitoriale.

Bisogna avere anche un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (pubblico o privato), escluso il lavoro domestico. Rientrano anche intermittenti, somministrazione, apprendistato e contratti finalizzati alla formazione e occupazione femminile.

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