Bonus mamme 2026, come funziona e a quali altre misure si affianca

Il bonus mamme permette di ottenere complessivamente 720 euro. E si affianca ad altre interessanti misure per i genitori

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

Agevolazione economica rivolta alle lavoratrici madri, il bonus mamme 2026 è un esonero contributivo o contributo monetario, a seconda della misura a cui si ha intenzione di accedere. Lo scopo di questo strumento è quello di sostenere la genitorialità e l’occupazione femminile.

Per quest’anno il legislatore ha previsto due misure diverse, che si differenziano sulla base del numero dei figli e della tipologia di contratto che le lavoratrici hanno sottoscritto. I genitori, poi, hanno la possibilità di assentarsi dal lavoro per dei periodi più lunghi.

L’esonero contributivo per le lavoratrici madri

Una delle misure previste per le madri lavoratrici è l’esonero contributivo (in molti casi viene chiamato erroneamente bonus mamme e confuso con il contributo di cui parleremo a seguire), il cui scopo è aumentare il netto in busta paga senza andare ad impattare sulla pensione futura dei beneficiari.

Partita nel 2025, questa misura funziona in modo molto semplice: prevede l’esonero totale e completo dei contributi previdenziali che sono a carico della lavoratrice e che, almeno nella maggior parte dei casi, sono pari al 9,19% dello stipendio lordo. Il beneficio, che possono ottenere le madri in questo modo, è pari a 3.000 euro l’anno che, riproporzionato su base mensile, è pari a 250 euro.

Non ci sarà alcun impatto sulla pensione: l’aliquota di computo per l’assegno previdenziale rimane invariata. Sarà lo Stato a farsi carico dei contributi che non sono stati versati.

Requisiti soggettivi e familiari

Per accedere alla decontribuzione totale è necessario che la lavoratrice sia madre almeno di tre figli:

Come richiedere l’agevolazione

La strada più semplice per accedere a questa agevolazione è attraverso il proprio datore di lavoro, a cui è necessario comunicare il codice fiscale dei figli.

In alternativa è possibile accedere al portale dell’Inps con le proprie credenziali digitali. Qui dovrà essere utilizzata l’applicazione Utility esonero lavoratrici madri ed inserire i dati anagrafici e il codice fiscale dei figli.

Bonus mamme 2026 più potente da quest’anno

Il bonus mamme 2026 è stato letteralmente potenziato rispetto a quello che era stato erogato lo scorso anno. È stato, infatti, aumentato l’importo mensile e la platea dei potenziali beneficiari. Le caratteristiche principali di questa misura sono:

I vantaggi fiscali della misura

Il bonus mamme 2026 è interessante anche sotto il profilo fiscale, perché la somma percepita dalle lavoratrici non è soggetta a tassazione Irpef né a prelievo contributivo. Questo significa che l’intera somma entra direttamente nella disponibilità della beneficiaria.

Volendosi soffermare sul calendario dei pagamenti, la norma ha sostanzialmente previsto un sistema di accumulo: le somme che verranno accumulate nel periodo compreso tra il mese di gennaio e quello di novembre 2026 verranno erogate dall’Inps a dicembre 2026, in un’unica soluzione.

Le lavoratrici hanno diritto a ottenerlo per ogni mese o frazione di mese nel quale risulti attivo un rapporto di lavoro o un’attività autonoma nel corso del 2026.

Come ottenerlo

Il bonus mamme 2026 è rivolto alle lavoratrici madri con almeno due figli e un reddito inferiore a 40.000 euro. Per ottenerlo è necessario avviare una procedura specifica, perché il contributo non arriva in modo automatico. È necessario, infatti, presentare una domanda telematica attraverso il portale istituzionale dell’Inps, al quale è possibile accedere con le proprie credenziali digitali.

Dopo essersi loggati dovrà essere seguito il seguente percorso:

Attenzione alle scadenze: fino al 31 gennaio 2026 c’è la possibilità di presentare le domande integrative per chi avesse maturato i requisiti per ottenere l’agevolazione entro lo scorso 31 dicembre 2025. Per le nuove istanze del 2026, il servizio è stato aggiornato dall’Inps con il messaggio n. 147 del 15 gennaio 2026.

Lavoratrici autonome e libere professioniste

A partire da quest’anno anche le lavoratrici munite di partita Iva possono richiedere il bonus mamme 2026.

Anche in questo caso la domanda deve essere presentata attraverso il portale dell’Inps. Il pagamento verrà effettuato direttamente dall’Inps sul conto corrente della beneficiaria che è stato indicato in fase di domanda, solitamente in un’unica soluzione entro la fine dell’anno.

Come cambia il congedo parentale

Al bonus mamme 2026 si affianca il congedo parentale – che la Legge n. 199/2025 (la Legge di Bilancio 2026) permette di utilizzare per più tempo – e il congedo per malattia del figlio.

Entrando nel dettaglio, le novità più importanti varate per il 2026 sono le seguenti: il congedo parentale è fruibile fino al compimento del quattordicesimo anno di età del figlio – in precedenza era fino al dodicesimo -. Può essere utilizzato complessivamente dai due genitori per 10 mesi, che salgono a 11 se il padre ne fruisce per almeno 3 mesi. Per chi usufruisce di questo strumento sono state confermate le tutele economiche e contributive: è prevista un’indennità dell’80% per i primi 3 mesi e del 30% per i successivi. È garantito il pieno riconoscimento ai fini pensionistici (contribuzione figurativa).

Il congedo per malattia dei figli aumenta da 5 a 10 giorni lavorativi annui per genitori: può essere fruito fino al compimento dei 14 anni (in precedenza era 12 anni). Per i figli con meno di tre anni rimane invariato il diritto ad astenersi dal lavoro per tutta la durata della malattia.

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