Per ottenere il bonus bebè, l’una tantum da 1.000 euro che le famiglie possono avere per ogni nuovo nato o adottato, bisognerà presentare l’Isee specifico per le prestazioni familiari. Lo ha specificato l’Inps in una circolare, chiarendo anche quali saranno le procedure da seguire per presentare le domande.
Nonostante questo, non è ancora stata pubblicata la data dalla quale sarà possibile fare domanda per il bonus bebè. Questo sussidio è rimasto l’unico sostegno economico dello Stato alle nascite oltre all’Assegno unico universale, che negli ultimi anni ha inglobato tutti i bonus che si erano accumulati nei vari interventi in aiuto delle famiglie con figli a carico.
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Per il bonus bebè servirà l’Isee specifico
Nella circolare 45/2026 del 10 aprile, l’Inps ha specificato alcuni dettagli tecnici che riguardano il bonus bebè per il 2026. Questo sussidio è un una tantum, che significa che viene pagato soltanto una volta, da 1.000 euro per ogni bambino nato o adottato da una famiglia con determinati requisiti. Tra questi, c’è anche un Isee di meno di 40.000 euro.
Per il 2026 però proprio questo parametro ha subito una modifica significativa. Invece dell’Isee tradizionale, le famiglie dovranno presentare l’Isee specifico per le prestazioni familiari. Si tratta di un nuovo parametro, introdotto proprio nel 2026 e chiamato anche Isee per l’inclusione sociale. A differenza del parametro generico, ha:
- franchigie più alte, fino a 120.000 euro, per il valore dell’abitazione principale esclusa dal calcolo;
- maggiorazioni rafforzate per le famiglie con figli.
Si tratta quindi di una misura che avvantaggia le famiglie con figli e che si applica non solo al bonus bebè, ma anche:
- all’Assegno di Inclusione;
- al Supporto per la Formazione e il Lavoro;
- all’Assegno unico e universale per i figli a carico;
- al bonus asilo nido e forme di supporto domiciliare.
Per ottenere l’Isee corretto basterà presentare la Dsu dopo la nascita del figlio, in modo che sia aggiornata con il nuovo componente del nucleo familiare.
Come fare domanda per il bonus bebè
La domanda del bonus bebè va presentata, in alternativa, da uno dei due genitori. Nel caso in cui siano separati, è obbligatorio che la domanda venga presentata dal genitore che abita regolarmente con il figlio. A partire dalla nascita del bambino o dalla sua adozione si hanno 120 giorni a disposizione per presentare la domanda.
L’Inps non ha ancora comunicato da che data si potrà chiedere il bonus bebè. Per i nati nella prima parte del 2026, quando non era ancora possibile fare domanda, la decorrenza dei 120 giorni inizierà proprio dal primo giorno in cui sarà possibile presentare la richiesta per il bonus.
Chi potrà chiedere il bonus bebè
Ad avere diritto a presentare domanda per il bonus bebè saranno le famiglie:
- composte da cittadini italiani, dell’Ue o da persone con permesso di soggiorno permanente;
- da cittadini extra Ue con permessi di soggiorno di lungo periodo in uno Stato Ue;
- da cittadini titolari di permessi di lavoro o ricerca della durata superiore a 6 mesi.
L’unico requisito necessario per ottenere il bonus è avere un Isee inferiore a 40mila euro. Tecnicamente, il bonus è disponibile fino a esaurimento fondi, e sono stati stanziati 360 milioni di euro. Visto il continuo calo delle nascite degli ultimi anni e visto che nel 2025 sono nati 355mila bambini in Italia, il denaro dovrebbe essere più che sufficiente.