In autunno arriva il bando per i sostegni al pagamento dell’affitto per genitori separati e divorziati. Matteo Salvini, in collegamento con la festa nazionale dell’Udc, accelera sull’aiuto per gli affitti e fornisce anche una data: autunno 2026.
Il provvedimento, che è stato introdotto nella legge di Bilancio 2026, potrà essere erogato solo dopo il decreto attuativo, che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, dovrebbe rilasciare in autunno.
Vediamo cosa prevede la norma, chi sono i beneficiari e i requisiti per accedervi.
Indice
Bando per gli affitti per divorziati e separati
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lo scorso agosto aveva accelerato sul decreto attuativo per gli aiuti al pagamento degli affitti per separati e divorziati previsto dalla legge di Bilancio 2026.
In estate sono iniziate le interlocuzioni con il ministero dell’Economia e delle Finanze, e il decreto attuativo è atteso per l’autunno. Entro la fine dell’anno si attende l’erogazione dei primi contributi. Le risorse stanziate dalla scorsa Legge di Bilancio sono 20 milioni di euro l’anno, pari a 60 milioni complessivi per il triennio 2026-2028.
Secondo le stime, questa cifra dovrebbe sostenere una platea di circa 15.000 beneficiari, tra genitori separati e divorziati non assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà e con figli a carico fino al compimento dei 21 anni. Si tratta di un sostegno che, secondo le intenzioni del Ministero, dovrebbe proseguire per 12 mesi con possibilità di rinnovo.
Quali sono i requisiti?
Come abbiamo detto, manca ancora il decreto attuativo, ma i requisiti per accedere al sostegno sono già noti.
Il primo e più scontato è che bisogna essere un genitore separato o divorziato, nello specifico:
- genitore che non risulta assegnatario della casa familiare di proprietà;
- genitore che ha figli a carico fino ai 21 anni di età.
Secondo le anticipazioni c’è anche un limite di reddito specifico, che verrà poi chiarito in fase di decreto attuativo, ovvero un tetto entro i 35.000 euro annui, ma non Isee.
Altri due requisiti sono l’avere un regolare contratto di locazione e l’essere in regola con il versamento dell’eventuale assegno di mantenimento.
Attenzione: il bonus non è cumulabile con altri aiuti all’affitto.
Qual è l’importo
L’importo previsto per il sostegno ai genitori divorziati e separati è di circa il 50% delle spese d’affitto, fino a un massimo di 6.000 euro all’anno.
Considerando il fondo di 60 milioni di euro complessivi da dividere in tre anni (2026-2028) e la stima dei beneficiari che si aggira intorno alle 15.000 persone, si tratta di circa 500 euro al mese per 12 mesi.
Quando arriva l’incentivo
Il decreto attuativo definirà meglio gli aspetti che restano al momento fumosi, come per esempio il significato esatto di “figli a carico” e le modalità per fare domanda.
Le interlocuzioni con il ministero dell’Economia e delle Finanze sono già iniziate, il tutto per accelerare il decreto attuativo che secondo Matteo Salvini dovrebbe arrivare in autunno.
L’obiettivo infatti è quello di permettere entro la fine dell’anno l’arrivo dei primi contributi ai genitori separati o divorziati.