Bonus affitto genitori separati da 500 euro, conta il reddito, non l’Isee: come fare domanda

Il Governo sblocca 60 milioni per sostenere l'affitto dei genitori separati, soddisfatto Salvini. Chi può ottenere fino a 500 euro al mese

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Sbloccato il Fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso noto di aver completato l’iter della norma istitutiva e di aver inviato, il 29 agosto, la comunicazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze per sbloccare le risorse e avviare le procedure di erogazione. Via quindi alla misura pensata per chi, dopo la fine di un matrimonio o di una convivenza, si trova a dover sostenere il costo di un nuovo affitto.

Sessanta milioni di euro per il 2026-2028

Fortemente voluta dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, la misura era stata introdotta nella Legge di Bilancio 2026 e prevede una copertura complessiva di 60 milioni di euro, pari a 20 milioni di euro l’anno dal 2026 al 2028. L’obiettivo dichiarato dal MIT è raggiungere una platea stimata di 15.000 beneficiari nell’arco del triennio, partendo da una prima tranche di almeno 5.000 persone nei prossimi mesi.

Il contributo economico coprirà il 50% del canone di locazione della nuova abitazione, fino a un massimo di 500 euro al mese, per un totale di 6.000 euro l’anno e fino a dodici mensilità. Una cifra pensata per alleggerire concretamente il peso di un doppio costo abitativo, quello della vecchia casa (magari ancora gravata da mutuo) e quello del nuovo affitto.

Salvini: “Forma di disagio troppo spesso ignorata”

Matteo Salvini ha affermato:

Quest’anno daremo un contributo a migliaia di genitori separati che perdono la loro casa e spesso pagano anche il mutuo della loro vecchia abitazione, oltre a quello dell’affitto. Per questa manovra ho tolto il criterio dell’Isee e messo quello della dichiarazione dei redditi. Si tratta di una misura di equità e buonsenso, pensata per contrastare una forma di disagio abitativo troppo spesso ignorata e aiutare concretamente padri e madri a ricostruire la propria quotidianità, continuando a essere presenti nella vita dei figli.

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Chi può richiedere il contributo

Per accedere al sostegno sono richiesti diversi requisiti, che dovranno sussistere contemporaneamente:

Come ha detto lo stesso Salvini, non sarà richiesto l’Isee, ma si farà riferimento esclusivamente al reddito dichiarato ai fini Irpef. Va inoltre precisato che il contributo non sarà cumulabile con altri sussidi pubblici destinati al pagamento dell’affitto. Tra le condizioni previste c’è inoltre la mancata assegnazione di un alloggio di edilizia popolare.

Come e quando si potrà fare domanda

Le richieste dovranno essere presentate attraverso una procedura interamente telematica, ma il calendario preciso non è ancora stato definito. Una volta sbloccate le risorse da parte del Mef, l’assegnazione dei fondi seguirà un criterio di priorità territoriale: la precedenza sarà data alle Regioni con il maggior numero di genitori separati o divorziati e alle aree caratterizzate da una più forte emergenza abitativa.

Già a metà agosto il Mit aveva anticipato che i tecnici dei due ministeri erano al lavoro per definire il decreto attuativo nel più breve tempo possibile. L’obiettivo è arrivare all’erogazione dei primi contributi entro la fine del 2026.

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