Bonus nido e baby-sitter da 500 euro per i lavoratori autonomi: a chi spetta e a chi conviene

La Manovra 2027 introduce un contributo da 500 euro al mese per tre mesi dedicato alternativo al congedo parentale degli autonomi.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Tra i sostegni alla famiglia che il Governo ha inserito nel disegno di Legge di Bilancio 2027 c’è una misura pensata appositamente per i genitori lavoratori autonomi.

Per alleggerire il carico dei liberi professionisti, spesso impossibilitati ad astenersi dalle proprie attività, l’Esecutivo ha introdotto in via sperimentale per il triennio 2027-2029 un voucher mensile di massimo 500 euro, utilizzabile per coprire le spese di asili nido, micro-nidi e servizi di baby-sitting.

Chi può beneficiarne e per quanto

Il contributo vale fino a un massimo di 500 euro al mese per nucleo familiare ed è fruibile per non più di tre mesi complessivi, da richiedere ed erogare entro gli 11 mesi successivi alla maternità o paternità. Le categorie di lavoratori non dipendenti beneficiarie sono:

Il voucher viene erogato su richiesta del nucleo familiare tramite apposita istanza.

I due benefit sono alternativi

Non è possibile fruire contemporaneamente del congedo parentale e del voucher nello stesso arco temporale perché i due sostegni si escludono reciprocamente. Dunque il lavoratore autonomo dovrà compiere una scelta nei primi 11 mesi dalla nascita: accedere al contributo economico per il pagamento dei servizi di accudimento oppure richiedere l’indennità per il congedo parentale.

Come funziona il congedo parentale per i lavoratori autonomi

A differenza dei dipendenti, che per legge beneficiano di una copertura calcolata sullo stipendio reale, gli autonomi ricevono dall’Inps un trattamento economico con regole differenti:

Tenendo conto che la maggior parte dei liberi professionisti non guadagna in caso di astensione dal lavoro, ricevere il solo 30% del proprio reddito medio rappresenta una contrazione importante, a meno di non rientrare in fasce di reddito particolarmente elevate.

Conviene il voucher o il congedo parentale?

La convenienza tra le due opzioni varia sensibilmente in base al reddito dichiarato. Per gli autonomi con redditi medio-bassi o soggetti a retribuzione convenzionale fissa, il voucher può garantire un importo netto superiore rispetto all’assegno dell’Inps, offrendo inoltre il vantaggio di poter continuare a lavorare.

Categoria Base di calcolo dell’assegno Inps Indennità mensile congedo Inps (30%) Importo voucher Manovra 2027 Esito del confronto economico
Coltivatori diretti e agricoli Retribuzione giornaliera convenzionale Circa 450 euro al mese Fino a 500 euro al mese Voucher più conveniente (+50 euro)
Artigiani e Commercianti Retribuzione giornaliera convenzionale Circa 480 euro al mese Fino a 500 euro al mese Voucher più conveniente (+20 euro)
Gestione Separata (reddito fino a 20.000 euro) Reddito medio effettivo biennio precedente Circa 490 euro al mese Fino a 500 euro al mese Voucher lievemente più conveniente
Gestione Separata (reddito fino a 35.000 euro) Reddito medio effettivo biennio precedente Circa 860 euro al mese Fino a 500 euro al mese Congedo Inps economico più alto

Sotto il profilo strettamente finanziario, per le gestioni autonome classiche e per i professionisti con redditi fino a 20.000 euro il voucher di 500 euro risulta economicamente vantaggioso o equivalente.

Per i redditi più elevati della Gestione Separata l’assegno di congedo erogato dall’Inps garantisce una cifra superiore, ma scegliere il voucher permette di sostenere le spese di baby-sitting e asilo nido senza dover fermare l’attività professionale.

Si possono chiedere i due benefit in due finestre temporali diverse?

In linea teorica la combinazione delle due misure in mesi separati non è del tutto preclusa, per ora. Sia il voucher che il congedo indennizzato per gli autonomi hanno un tetto di fruizione di 3 mesi nell’arco dei primi 11 mesi di vita del bambino, un genitore potrebbe richiedere un mese di congedo Inps e, in una finestra temporale successiva e distinta, accedere al voucher baby-sitting per i restanti due mesi.

Tuttavia, l’applicazione pratica di questa fruizione frazionata dipende alle disposizioni attuative dell’Inps e ai decreti ministeriali che dovranno definire il funzionamento del beneficio.

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